Nel cuore dell’Umbria, affacciato sulle acque tranquille del Lago Trasimeno, sorge San Feliciano, un caratteristico borgo di pescatori nel comune di Magione. Ogni anno, durante la stagione estiva, questo villaggio diventa il teatro di una delle rievocazioni storiche e culturali più autentiche della regione: la Festa del Giacchio.
L’evento celebra l’identità profonda del territorio, intrecciando le antiche tecniche di pesca artigianale con le tradizioni gastronomiche locali. È un appuntamento promosso per valorizzare il patrimonio immateriale delle comunità lacustri e trasmettere alle nuove generazioni un mestiere che ha sostentato il paese per secoli.
Il giacchio: l’arte della pesca da lancio
Il vero protagonista della manifestazione è il giacchio, una tipica rete da pesca circolare utilizzata storicamente dai pescatori del Trasimeno. Questa particolare attrezzatura richiede grande maestria sia nella realizzazione sia nell’uso operativo:
- La struttura: La rete presenta lungo l’orlo perimetrale una serie di piccoli pesi in piombo. Al centro si trova una corda principale guidata dal pescatore.
- La tecnica di lancio: Il pescatore tiene parte della rete raccolta sulle braccia e tra i denti, per poi lanciarla in acqua con un movimento rotatorio e armonico.
- La cattura: Una volta aperta completamente a parabola a fior d’acqua, la rete affonda rapidamente verso il fondale grazie ai piombi, intrappolando il pesce al suo interno prima di essere richiamata.
Durante i giorni della festa, i maestri pescatori del posto offrono dimostrazioni pratiche lungo le rive del lago, mostrano al pubblico l’arte del lancio e spiegano come un tempo le reti venissero realizzate e rammendate interamente a mano, filo dopo filo.
Un tuffo nella storia di San Feliciano
San Feliciano è storicamente riconosciuto come il borgo marinaro per eccellenza del Trasimeno. La sua posizione geografica ha determinato una simbiosi totale tra la popolazione e l’ambiente acquatico circostante.
La Festa del Giacchio nasce proprio per non disperdere questo bagaglio identitario. Attraverso mostre fotografiche, incontri culturali, laboratori e sfilate tradizionali, la comunità rievoca le atmosfere di un tempo, quando la vita del paese era scandita dai ritmi dell’alba, delle condizioni meteorologiche e delle stagioni di pesca.
“Tutelare il giacchio significa preservare l’anima stessa del Lago Trasimeno e il rispetto per i suoi ritmi naturali.”
La gastronomia: i sapori del Trasimeno
Oltre alla componente folcloristica e dimostrativa, la festa propone un percorso enogastronomico incentrato sui piatti tradizionali a base di pesce di lago. Gli stand gastronomici del borgo permettono di gustare le ricette storiche della marineria locale:
| Piatto Tipico | Descrizione |
| Carpa Regina in porchetta | Carpa cucinata al forno e insaporita con erbe aromatiche, aglio e finocchietto selvatico, secondo la classica preparazione Umbra. |
| Tegamaccio | Zuppa di pesce misto di lago (come anguilla, persico e luccio) cotta lentamente in tegami di terracotta con pomodoro e spezie. |
| Filetti di Persico Reale | Pesce dalla carne prelibata, servito solitamente dorato e fritto o saltato in padella. |
| Latterini fritti | Piccoli pesci di lago leggeri e croccanti, serviti caldi secondo la tradizione di strada. |
Cultura, territorio e ambiente
La Festa del Giacchio rappresenta un punto d’incontro per residenti e visitatori interessati al turismo sostenibile e alla scoperta delle peculiarità locali. Le attività collaterali coinvolgono spesso anche le istituzioni culturali del territorio, come il Museo della Pesca di San Feliciano, struttura che raccoglie documenti, attrezzi storici e testimonianze sull’evoluzione del lavoro dei pescatori dal passato fino a oggi.
Partecipare alla manifestazione offre l’opportunità di vivere la vita del borgo in un’atmosfera suggestiva, ammirando i tramonti sul Trasimeno e riscoprendo un legame con la natura e la storia locale che resiste al passare del tempo.













