Michele Mari vince il Premio Strega 2026

L’attesa è finita per il mondo delle lettere italiane. Nella serata di mercoledì 8 luglio 2026, la storica cornice di Piazza del Campidoglio a Roma ha ospitato l’atto conclusivo dell’ottantesima edizione del Premio Strega. L’ambìto riconoscimento letterario è stato assegnato a Michele Mari con il suo romanzo I convitati di pietra, pubblicato da Einaudi. L’autore ha ottenuto una netta vittoria conquistando anche il favore delle giurie giovanili, segnando una doppietta memorabile per questa edizione d’anniversario. La classifica della serata finale Lo spoglio dei voti complessivi ha confermato i pronostici della vigilia, delineando una gerarchia chiara all’interno della sestina dei finalisti. Di seguito viene riportato il quadro ufficiale delle preferenze espresse dai giurati: L’opera di Mari ha convinto la platea dei votanti grazie a una struttura narrativa che unisce ironia, introspezione e tinte noir. La trama segue le vicende di un gruppo di ex compagni di scuola che, all’indomani dell’esame di maturità, stringono un patto finanziario ed esistenziale: alimentare un fondo comune che verrà interamente ereditato solo dagli ultimi tre superstiti della classe. Un pretesto che si trasforma in una profonda riflessione sulla memoria e sullo scorrere del tempo. Che cos’è il Premio Strega: storia e tradizione Nato nel secondo dopoguerra, il Premio Strega rappresenta la più prestigiosa competizione letteraria in Italia. Fondato a Roma nel 1947 dalla scrittrice Maria Bellonci e da Guido Alberti, proprietario della storica azienda produttrice del Liquore Strega di Benevento (da cui il premio prende il nome), l’evento nacque con l’obiettivo di rilanciare la cultura e la narrativa nazionale dopo i traumi del conflitto mondiale. Il nucleo originario dei giurati fu battezzato “Amici della Domenica”, un gruppo d’intellettuali, scrittori e artisti che si riunivano periodicamente nel salotto di casa Bellonci per discutere di libri e società. Nel corso dei decenni, l’albo d’oro del premio ha visto trionfare i più grandi nomi della letteratura italiana del Novecento, tra cui Elsa Morante, Alberto Moravia, Giorgio Bassani, Natalia Ginzburg, Primo Levi e Umberto Eco, trasformando la manifestazione in un termometro fondamentale dei gusti e delle tendenze culturali del Paese. Il meccanismo di voto odierno Il Premio Strega mantiene salda la sua tradizione pur essendosi adeguato nel tempo alle nuove dinamiche editoriali. La giuria attuale è profondamente ampliata rispetto ai primi anni e comprende: La competizione si articola tradizionalmente in due fasi principali: una prima selezione in tarda primavera che riduce i candidati alla storica cinquina (diventata eccezionalmente una sestina in questa edizione per includere i piccoli editori ex aequo), e la grande serata finale di inizio luglio a Roma, durante la quale avviene lo spoglio pubblico in diretta televisiva che decreta il vincitore assoluto.
Ponte del 2 giugno 2026 in Umbria: cosa fare e vedere

Il ponte del 2 giugno 2026 rappresenta un’occasione ideale per scoprire l’Umbria. La collocazione temporale della Festa della Repubblica, che nel 2026 cade di martedì, agevola la pianificazione di un fine settimana prolungato alla scoperta del territorio. L’offerta regionale per questo periodo si articola tra aperture straordinarie del patrimonio museale dello Stato, celebrazioni tradizionali e iniziative locali legate alla valorizzazione del territorio e della convivialità. Di seguito si riportano le principali attività e iniziative programmate in Umbria per le giornate comprese tra sabato 30 maggio e martedì 2 giugno 2026. Musei statali aperti gratuitamente il 2 giugno In conformità con le disposizioni ufficiali del Ministero della Cultura per l’anno 2026, la giornata di martedì 2 giugno prevede l’accesso gratuito nei musei, nelle aree archeologiche e nei parchi archeologici statali su tutto il territorio nazionale. I complessi monumentali e i siti dipendenti dalla Direzione regionale Musei nazionali Umbria garantiscono l’apertura festiva rispettando i consueti turni orari. Questa iniziativa permette di visitare senza costi di ingresso alcuni dei poli museali e archeologici più rilevanti della regione, tra cui la Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia, l’Area archeologica di Carsulae nei pressi di Terni, e la Rocca Albornoz con il Museo nazionale del Ducato di Spoleto. Per i siti in cui è ordinariamente prevista, resta valida la necessità di verificare la prenotazione dell’accesso. Le iniziative e le celebrazioni a Orvieto e comprensorio La città di Orvieto e i comuni limitrofi presentano un calendario strutturato di appuntamenti religiosi, culturali e ricreativi proprio a ridosso del ponte festivo. Eventi culturali e musicali in città A Orvieto, la settimana che conduce alla solennità del Corpus Domini si apre ufficialmente lunedì 1° giugno. All’interno di questo programma coordinato dalla Diocesi di Orvieto-Todi, dall’Opera del Duomo e dal Comune, la giornata di martedì 2 giugno è caratterizzata dal concerto intitolato “O Sacrum Convivium – Canti e meditazioni sul mistero eucaristico”, eseguito dal Coro della Cattedrale “Vox et Jubilum” all’interno del Duomo di Orvieto. Presso il Palazzo del Capitano del Popolo si conclude inoltre la manifestazione “Mille Sassi”, attiva dal 28 maggio al 2 giugno 2026. Feste di borgo nel territorio orvietano Nota sulle grandi manifestazioni tradizionali umbre Per evitare disrifermimenti logistici durante l’organizzazione del viaggio, è fondamentale considerare il posizionamento nei calendari ufficiali di alcune note manifestazioni regionali che solitamente attraggono flussi turistici in primavera, ma che non coincidono strettamente con i giorni del ponte:
Todi Fiorita 2026: L’Arte del Vivaismo incontra la Storia nel cuore del Borgo

La manifestazione, giunta alla sua diciassettesima edizione, trasforma il centro storico di una delle città più vivibili del mondo in un giardino botanico diffuso. Di seguito un’analisi dettagliata della struttura, dei contenuti e delle finalità dell’edizione 2026, basata sui pilastri storici e organizzativi che caratterizzano questo evento patrocinato dal Comune di Todi. Il Contesto e la Valorizzazione Urbana L’evento si sviluppa principalmente intorno al cuore monumentale della città: Piazza del Popolo, Piazza Garibaldi e i giardini adiacenti ai palazzi storici. L’obiettivo primario di Todi Fiorita non è solo l’esposizione commerciale, ma la valorizzazione del patrimonio architettonico attraverso il contrasto visivo tra la pietra medievale e i colori della natura primaverile. L’allestimento 2026 segue una linea guida rigorosa: l’integrazione armoniosa tra gli stand degli espositori e i monumenti circostanti, come il Duomo dell’Annunziata e i Palazzi del Popolo, del Capitano e dei Priori. Questa scelta permette ai visitatori di fruire dei beni culturali cittadini in una veste inedita, arricchita da essenze arboree e installazioni artistiche. Gli Espositori e la Selezione Botanica La selezione dei partecipanti per l’edizione 2026 è stata curata per garantire un’offerta che spazi dal collezionismo alla cura del verde domestico. I settori merceologici presenti includono: Il Programma Didattico e Culturale Todi Fiorita 2026 non si limita alla mostra-mercato. Il programma ufficiale prevede una serie di attività collaterali volte a diffondere la cultura del verde e del paesaggio: Impatto Turistico e Organizzazione L’organizzazione, curata da associazioni locali in stretta collaborazione con l’amministrazione comunale, ha implementato per il 2026 sistemi di gestione dei flussi per garantire la vivibilità del centro storico. L’accesso alla manifestazione rimane tradizionalmente libero, favorendo una partecipazione trasversale che coinvolge famiglie, esperti botanici e turisti internazionali. L’evento si inserisce in un circuito più ampio di manifestazioni primaverili in Umbria, agendo da catalizzatore per l’economia locale, con le strutture ricettive e i ristoranti del comprensorio tuderte che registrano regolarmente il tutto esaurito in coincidenza con le date della kermesse. Conclusione Todi Fiorita 2026 si conferma un presidio di bellezza e sensibilizzazione ambientale. Attraverso l’esposizione di eccellenze vivaistiche e la promozione di un dialogo tra natura e architettura, la città di Todi ribadisce la sua vocazione di centro culturale capace di rinnovare le proprie tradizioni e di accogliere le sfide della modernità legate all’ecologia e al decoro urbano.
Guida Eventi Umbria Maggio 2026: Dalla Corsa dei Ceri ai Capolavori di Giotto

L’Umbria, cuore verde d’Italia, si conferma nel maggio 2026 come un palcoscenico vibrante di storia, tradizioni secolari e innovazione artistica. Questo mese rappresenta il culmine della stagione primaverile, offrendo un calendario densissimo di appuntamenti ufficiali che spaziano dalle rievocazioni medievali alle grandi mostre d’arte contemporanea. Di seguito, un’analisi dettagliata e rigorosa degli eventi confermati per il mese di maggio 2026 sul territorio regionale. Rievocazioni Storiche e Tradizioni Folkloristiche Il mese di maggio è indissolubilmente legato alle tradizioni più antiche della regione, con due eventi di risonanza internazionale che celebrano l’identità locale. Calendimaggio di Assisi (6-9 maggio 2026) La città serafica torna a rivivere l’atmosfera del Medioevo con il Calendimaggio, la sfida tra la Nobilissima Parte de Sopra e la Magnifica Parte de Sotto. Per quattro giorni, Piazza del Comune diventa il centro di rappresentazioni teatrali, cori e sfilate in costume. Le date ufficiali prevedono l’inizio delle celebrazioni mercoledì 6 maggio e la proclamazione del vincitore del Palio nella serata di sabato 9 maggio. La Corsa dei Ceri a Gubbio (15 maggio 2026) Come da tradizione immutabile, il 15 maggio Gubbio celebra la festa del Patrono Sant’Ubaldo. La Corsa dei Ceri non è solo un evento turistico, ma una delle testimonianze viventi più antiche d’Italia (rappresentata anche nello stemma della Regione Umbria). I tre ceri sormontati dalle statue di Sant’Ubaldo, San Giorgio e Sant’Antonio percorreranno le vie del centro fino alla salita mozzafiato verso il Monte Ingino. Mostre e Percorsi d’Arte Per quanto riguarda l’offerta culturale, il 2026 vede il proseguimento e l’inaugurazione di diverse esposizioni di alto profilo nelle principali città d’arte. Enogastronomia e Natura La fine del mese di maggio è dedicata alla scoperta del territorio attraverso i suoi prodotti d’eccellenza e le fioriture stagionali. Cantine Aperte (30-31 maggio 2026) L’ultimo weekend di maggio vede il ritorno di Cantine Aperte, l’evento di punta del Movimento Turismo del Vino. Sabato 30 e domenica 31 maggio, le principali aziende vitivinicole regionali (da Montefalco a Torgiano, fino ai Colli del Trasimeno) aprono i propri cancelli per degustazioni guidate, tour dei vigneti e attività didattiche legate alla cultura enologica. Festa della Primavera e del Giardino (Assisi) Presso “Il Lavandeto di Assisi” a Castelnuovo, si svolgono appuntamenti dedicati alla fioritura primaverile. Nei fine settimana del 1-2-3 e del 9-10 maggio 2026, i visitatori possono accedere ai giardini per ammirare le fioriture dei papaveri californiani e partecipare a laboratori artigianali legati alle erbe aromatiche. Nota sulle Infiorate Si segnala che, per ragioni di calendario liturgico (Corpus Domini), le celebri Infiorate di Spello nel 2026 si svolgeranno nel weekend del 6 e 7 giugno. Tuttavia, durante la seconda metà di maggio, il borgo di Spello è già in fermento con i preparativi logistici e la raccolta dei fiori, rendendolo una meta di grande interesse preparatorio all’evento di giugno. Consiglio per i visitatori: Per gli eventi di Assisi e Gubbio si raccomanda la prenotazione anticipata di parcheggi e strutture ricettive, dato l’alto afflusso previsto per l’edizione 2026.
Mostra Scambio Bastia Umbra 2026: Il Cuore del Motorismo Storico Batte a Umbriafiere

La Mostra Scambio Auto e Moto d’Epoca si conferma come uno degli appuntamenti più prestigiosi del panorama motoristico vintage nel Centro Italia. L’edizione del 2026, prevista per le giornate di sabato 23 e domenica 24 maggio, tornerà a occupare i padiglioni del polo fieristico Umbriafiere a Bastia Umbra (PG), attirando migliaia di collezionisti, restauratori e semplici curiosi da ogni parte della penisola. Organizzato dalla società Italservice Srls, l’evento rappresenta un crocevia fondamentale per chiunque sia alla ricerca di componenti rari o desideri semplicemente ammirare l’ingegneria e lo stile dei veicoli che hanno segnato il secolo scorso. Un Hub per il Collezionismo Storico La manifestazione si sviluppa su un’area espositiva che supera i 15.000 metri quadrati, sfruttando sia gli ampi padiglioni interni che gli spazi esterni della fiera. La forza di questo evento risiede nella sua natura specialistica: non si tratta solo di una vetrina espositiva, ma di un vero e proprio mercato dove la compravendita di pezzi di ricambio originali è il cuore pulsante dell’attività. L’offerta merceologica è estremamente diversificata e si articola in vari settori: Programma e Orari di Accesso L’edizione 2026 mantiene la struttura logistica consolidata che permette un afflusso ordinato dei visitatori e agevola le operazioni degli espositori. Il Valore della Conservazione Oltre alla componente commerciale, la Mostra Scambio di Bastia Umbra assolve un’importante funzione culturale. All’interno dei padiglioni sono spesso presenti club e scuderie storiche che operano per la tutela del patrimonio motoristico nazionale. Questi sodalizi offrono consulenza tecnica e storica, aiutando i neo-proprietari di veicoli d’epoca a orientarsi nelle complesse procedure di certificazione e restauro. L’evento si inserisce in un contesto territoriale, quello umbro, che vanta una profonda tradizione legata al motorismo d’epoca e all’artigianato meccanico. La scelta di Umbriafiere come sede garantisce inoltre una facilità di accesso logistico notevole, grazie alla vicinanza con i principali snodi stradali, e un’ampia disponibilità di parcheggi gratuiti per i visitatori. In sintesi, la Mostra Scambio del 23-24 maggio 2026 non è solo una fiera, ma un rituale collettivo per chi vede nel metallo e nella meccanica del passato un’eredità da preservare e tramandare.
Giotto e San Francesco: Il Trecento in Scena a Perugia

La Galleria Nazionale dell’Umbria si prepara a ospitare quello che è già stato definito l’evento espositivo più rilevante del 2026: “Giotto e San Francesco”. La mostra, in programma dal 14 marzo al 14 giugno, si inserisce nel quadro solenne delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi (1226-2026), offrendo una disamina rigorosa del legame tra il linguaggio figurativo di Giotto e la rivoluzione spirituale francescana. Un Dialogo tra Arte e Spiritualità Il fulcro dell’esposizione risiede nel documentare come la figura di Francesco non abbia solo trasformato la Chiesa, ma abbia agito da catalizzatore per un nuovo modo di concepire la pittura. Giotto di Bondone, con la sua capacità di tradurre il divino in una dimensione profondamente umana e spaziale, divenne l’interprete principale di questo cambiamento. La mostra raccoglie opere provenienti dai principali istituti museali internazionali e da collezioni ecclesiastiche, focalizzandosi sul periodo d’oro della produzione giottesca e dei suoi seguaci. L’obiettivo è illustrare il passaggio dal formalismo bizantino a un naturalismo plastico, dove il corpo del Santo e il paesaggio umbro acquisiscono per la prima volta un volume e una presenza tangibile. Il Percorso Espositivo e le Opere Chiave L’itinerario scientifico della Galleria Nazionale dell’Umbria si articola in sezioni cronologiche e tematiche: L’esposizione mette in luce anche il ruolo di Assisi come cantiere sperimentale europeo. Sebbene gli affreschi della Basilica Superiore non possano essere spostati, la mostra utilizza studi preparatori, tavole lignee e preziosi reperti dell’epoca per ricontestualizzare l’impatto che quel cantiere ebbe sull’intera pittura trecentesca. Rigore Scientifico e Nuove Scoperte La curatela della mostra ha posto estrema attenzione alla certezza delle attribuzioni e allo stato di conservazione delle opere. Grazie a recenti indagini diagnostiche condotte in occasione del centenario, i visitatori possono osservare dettagli tecnici precedentemente invisibili: l’uso dei pigmenti, la preparazione dei supporti e le “giornate” di lavoro che rivelano l’organizzazione della bottega di Giotto. Inoltre, viene dato spazio alla diffusione del modello giottesco in Umbria e nel resto d’Italia, dimostrando come la “lingua” di Giotto sia diventata il codice universale per narrare la vita di Francesco, influenzando generazioni di artisti come Taddeo Gaddi e Bernardo Daddi. Perché è la “Mostra dell’Anno” L’evento di Perugia non è soltanto una rassegna d’arte, ma un’operazione culturale di recupero dell’identità storica del territorio. San Francesco morì nel 1226, e a distanza di otto secoli, la mostra esplora come l’arte abbia contribuito a rendere eterna la sua memoria. La scelta della Galleria Nazionale dell’Umbria come sede sottolinea il legame indissolubile tra il Santo e la sua terra d’origine, offrendo una cornice museale che è essa stessa parte del racconto storico. La mostra rappresenta un’occasione unica per vedere riuniti capolavori che solitamente si trovano a migliaia di chilometri di distanza, permettendo un confronto diretto tra le diverse fasi stilistiche di Giotto e la risposta dei suoi contemporanei alla sfida di dipingere l’invisibile.