San Lorenzo in Umbria: Calici di Stelle

La Notte di San Lorenzo, il 10 agosto, rappresenta uno dei momenti più attesi dell’estate nell’Appennino umbro. In coincidenza con il picco dello sciame meteorico delle Perseidi, l’Umbria unisce l’osservazione della volta celeste alla valorizzazione della propria tradizione vitivinicola. Attraverso l’iniziativa nazionale “Calici di Stelle”, promossa dall’Associazione Nazionale Città del Vino e dal Movimento Turismo del Vino, i borghi storici e le cantine del territorio aprono le porte a degustazioni guidate, banchi d’assaggio ed eventi culturali all’aperto. Le tappe eccellenti per le degustazioni sotto le stelle Il territorio umbro offre una varietà eccezionale di terroir e vitigni storici. Durante le serate calde di agosto, le piazze medievali e i filari di collina diventano il palcoscenico naturale per scoprire le denominazioni della regione. I grandi vitigni e i prodotti dell’Appennino La degustazione dei vini durante la Notte di San Lorenzo si inserisce in un contesto gastronomico legato alle risorse della terra e della montagna umbra. Le produzioni vinicole si affiancano ai prodotti tipici locali: Vitigno / Vino Borgo di riferimento Caratteristiche principali Abbinamento gastronomico tipico Sagrantino di Montefalco DOCG Montefalco, Bevagna Rosso potente, tannico, con note di frutti rossi e spezie Carni rosse, cacciagione, formaggi stagionati Torgiano Rosso Riserva DOCG Torgiano Blend a base Sangiovese, elegante e di grande struttura Arrosti, salumi umbri della tradizione Grechetto (DOC Orvieto / Todi) Orvieto, Torgiano Bianco minerale, fresco, con sentori di mandorla e frutta Formaggi freschi, lenticchie di Castelluccio, salumi L’esperienza di “Calici di Stelle” nei borghi dell’Umbria rappresenta così un punto d’incontro unico tra l’astronomia amatoriale, la tutela del paesaggio agrario e la cultura enogastronomica di una delle regioni più vocate d’Italia.
Giacchio a San Feliciano: festa sul lago

Nel cuore dell’Umbria, affacciato sulle acque tranquille del Lago Trasimeno, sorge San Feliciano, un caratteristico borgo di pescatori nel comune di Magione. Ogni anno, durante la stagione estiva, questo villaggio diventa il teatro di una delle rievocazioni storiche e culturali più autentiche della regione: la Festa del Giacchio. L’evento celebra l’identità profonda del territorio, intrecciando le antiche tecniche di pesca artigianale con le tradizioni gastronomiche locali. È un appuntamento promosso per valorizzare il patrimonio immateriale delle comunità lacustri e trasmettere alle nuove generazioni un mestiere che ha sostentato il paese per secoli. Il giacchio: l’arte della pesca da lancio Il vero protagonista della manifestazione è il giacchio, una tipica rete da pesca circolare utilizzata storicamente dai pescatori del Trasimeno. Questa particolare attrezzatura richiede grande maestria sia nella realizzazione sia nell’uso operativo: Durante i giorni della festa, i maestri pescatori del posto offrono dimostrazioni pratiche lungo le rive del lago, mostrano al pubblico l’arte del lancio e spiegano come un tempo le reti venissero realizzate e rammendate interamente a mano, filo dopo filo. Un tuffo nella storia di San Feliciano San Feliciano è storicamente riconosciuto come il borgo marinaro per eccellenza del Trasimeno. La sua posizione geografica ha determinato una simbiosi totale tra la popolazione e l’ambiente acquatico circostante. La Festa del Giacchio nasce proprio per non disperdere questo bagaglio identitario. Attraverso mostre fotografiche, incontri culturali, laboratori e sfilate tradizionali, la comunità rievoca le atmosfere di un tempo, quando la vita del paese era scandita dai ritmi dell’alba, delle condizioni meteorologiche e delle stagioni di pesca. “Tutelare il giacchio significa preservare l’anima stessa del Lago Trasimeno e il rispetto per i suoi ritmi naturali.” La gastronomia: i sapori del Trasimeno Oltre alla componente folcloristica e dimostrativa, la festa propone un percorso enogastronomico incentrato sui piatti tradizionali a base di pesce di lago. Gli stand gastronomici del borgo permettono di gustare le ricette storiche della marineria locale: Piatto Tipico Descrizione Carpa Regina in porchetta Carpa cucinata al forno e insaporita con erbe aromatiche, aglio e finocchietto selvatico, secondo la classica preparazione Umbra. Tegamaccio Zuppa di pesce misto di lago (come anguilla, persico e luccio) cotta lentamente in tegami di terracotta con pomodoro e spezie. Filetti di Persico Reale Pesce dalla carne prelibata, servito solitamente dorato e fritto o saltato in padella. Latterini fritti Piccoli pesci di lago leggeri e croccanti, serviti caldi secondo la tradizione di strada. Cultura, territorio e ambiente La Festa del Giacchio rappresenta un punto d’incontro per residenti e visitatori interessati al turismo sostenibile e alla scoperta delle peculiarità locali. Le attività collaterali coinvolgono spesso anche le istituzioni culturali del territorio, come il Museo della Pesca di San Feliciano, struttura che raccoglie documenti, attrezzi storici e testimonianze sull’evoluzione del lavoro dei pescatori dal passato fino a oggi. Partecipare alla manifestazione offre l’opportunità di vivere la vita del borgo in un’atmosfera suggestiva, ammirando i tramonti sul Trasimeno e riscoprendo un legame con la natura e la storia locale che resiste al passare del tempo.
Il Palio dei Quartieri di Nocera Umbra

Ogni anno, nel cuore dell’estate, Nocera Umbra compie un viaggio a ritroso nel tempo, trasformandosi nel palcoscenico di uno degli eventi di rievocazione storica più articolati e suggestivi dell’Italia centrale: il Palio dei Quartieri. Per sette giorni la cittadina di origine umbro-romana sospende la modernità e ritrova la propria memoria collettiva grazie alla rivalità virtuosa e appassionata tra le sue due anime storiche, il Quartiere Borgo e il Quartiere Porta Santa Croce. L’evento trae fondamento da una rigorosa ricostruzione storiografica che mette in scena due distinte epoche storiche. Da una parte, il Quartiere Porta Santa Croce rievoca l’epoca medievale, concentrandosi in particolare sugli avvenimenti del XIV secolo; dall’altra, il Quartiere Borgo fa rivivere il periodo rinascimentale, riportando alla luce gli sfarzi e le vicende del XVI secolo. Questa dualità temporale rende il Palio dei Quartieri un’esperienza unica nel panorama delle manifestazioni storiche nazionali, poiché nello stesso borgo e nei medesimi giorni convivono usi, costumi e architetture effimere di due secoli differenti. Le allestimenti storici e le sere dei cortei Il cuore pulsante della festa risiede negli allestimenti e nei cortei storici, frutto del lavoro artigianale e di ricerca svolto per mesi dagli abitanti del luogo. Le vie del centro storico vengono addobbate e trasformate con strutture in legno, torce, festoni e botteghe d’epoca. Un momento centrale della manifestazione è rappresentato dai cortei storici serali. Ogni quartiere sfila proponendo quadri viventi che mettono in scena episodi reali tratti dagli annali storici della città: dalle visite di personaggi illustri dell’epoca, alle cerimonie religiose, fino a squarci di vita quotidiana del popolo, della nobiltà e delle corporazioni delle arti e dei mestieri. Centinaia di figuranti indossano abiti realizzati con filati e sartoria fedeli ai modelli dell’epoca di riferimento, rigorosamente curati nei dettagli. Oltre alle grandi sfilate, i vicoli e le piazzette del borgo ospitano le scenette storiche e i banchi dei mestieri. I visitatori incontrano così fabbri, ceramisti, amanuensi, tessitori e mercanti all’opera con gli strumenti d’un tempo, offrendo uno spaccato immersivo della vita economica e sociale di allora. Le taverne storiche ed enogastronomia Durante tutta la settimana del Palio, l’offerta culturale si intreccia con la valorizzazione enogastronomica del territorio. I due quartieri aprono le rispettive taverne storiche, ambientate nei locali antichi del centro storico e gestite dai volontari. Il menu delle taverne ripropone i piatti tipici della tradizione umbra, sia di estrazione contadina sia di ispirazione storica. Tra i sapori protagonisti figurano le carni alla brace, i primi piatti a base di paste fresche tirate a mano, i legumi locali e la tipica torta al testo umbra, accompagnati dai vini tipici della zona. Le taverne non rappresentano soltanto un punto di ristoro per i turisti, ma costituiscono veri e propri luoghi di aggregazione e sostegno economico per i quartieri. Le sfide sportive e la conquista del Palio L’aspetto agonistico raggiunge il suo culmine nelle battute finali della manifestazione. Il vincitore del Palio dei Quartieri viene decretato al termine di una serie di gare che mettono alla prova la preparazione fisica, l’abilità e la resistenza dei giovani dei due quartieri. Le due gare fondamentali che assegnano i punteggi per la vittoria finale sono: La somma dei punteggi ottenuti nel giudizio sui cortei storici, sugli allestimenti, sulle scenette e sui risultati delle gare sportive determina l’assegnazione del drappellone dipinto, il Palio, che viene consegnato al quartiere vincitore tra i festeggiamenti della popolazione. Un motore di identità e turismo Il Palio dei Quartieri non è soltanto una manifestazione di richiamo turistico, ma rappresenta una colonna portante dell’identità di Nocera Umbra. La partecipazione corale della cittadinanza garantisce la conservazione e la tramandazione delle tecniche artigianali, delle ricerche storiche e delle tradizioni orali del territorio, rendendo l’appuntamento un momento essenziale di coesione sociale per la comunità.
Palio dei Colombi 2026 ad Amelia

La città di Amelia, situata nella provincia di Terni in Umbria, si appresta a vivere l’edizione 2026 del Palio dei Colombi. La manifestazione, coordinata dall’Ente Palio dei Colombi in collaborazione con l’amministrazione comunale e le contrade cittadine, costituisce il principale appuntamento storico e culturale della comunità amerina. Dal 18 luglio al 9 agosto 2026, l’antico borgo si trasforma per rievocare le istituzioni e la vita sociale del XIV secolo attraverso cerimonie ufficiali, cortei storici, allestimenti d’epoca e la tradizionale competizione tra cavalli e balestrieri. Le origini storiche e lo Statuto del 1346 Le fondamenta storiche della rievocazione risalgono agli Statuti del Popolo di Amelia del 1346. In particolare, il capitolo intitolato De divisione Contratarum sancì formalmente la suddivisione del territorio urbano all’interno delle mura in rioni definiti, stabiliti per organizzare l’amministrazione, la difesa e la vita civile della città. La manifestazione moderna riprende la struttura istituzionale del Medioevo amerino, riproponendo le figure dell’epoca come il Podestà, gli Anziani, i Dieci del Popolo e gli Officiales, impegnati nel governo della comunità medievale. Le cinque Contrade cittadine Il centro storico di Amelia è diviso in cinque contrade, ciascuna contraddistinta da specifici colori araldici, confini geografici e casate nobiliari di riferimento: Il programma dell’edizione 2026 I festeggiamenti dell’edizione 2026 prendono il via sabato 18 luglio 2026 con la solenne Lettura del Bando per le vie del centro e il Banchetto della sfida. Per tutta la durata dell’evento, fino alla conclusione del 9 agosto 2026, il borgo ospita un folto calendario di appuntamenti: Il regolamento della sfida al Campo de li Giochi Il momento culminante della manifestazione è la contesa del Palio, disputata presso il Campo de li Giochi tra i rappresentanti delle cinque contrade. Ogni rione scende in campo schierando un cavaliere con cavallo e un balestriere. ┌─────────────────────────────────────────────────────────┐ │ SVOLGIMENTO DELLA GIOSTRA │ ├─────────────────────────────────────────────────────────┤ │ 1. Corsa del Cavaliere (Percorso di 90 metri) │ │ – Ingresso nello stallo entro 2 minuti dalla chiamata│ │ – Galoppo con lancia intinta di vernice fresca │ │ – Impatto su bersaglio metallico basculante │ │ – Assegnazione: 2 PUNTI se il bersaglio è marcato │ ├─────────────────────────────────────────────────────────┤ │ 2. Prova del Balestriere (Distanza di 36 metri) │ │ – Tiro con balestra antica verso bersaglio in legno │ │ – Centrare il bersaglio aziona il meccanismo │ │ – Apertura della colombaia e volo del colombo │ │ – Assegnazione: 1 PUNTO AGGIUNTIVO │ └─────────────────────────────────────────────────────────┘ La gara si svolge secondo le seguenti fasi: Al termine di tutte le tornate previste dal programma di gara, la somma dei punteggi ottenuti dal cavaliere e dal balestriere determina la contrada vincitrice a cui viene consegnato il drappo del Palio dei Colombi 2026.
Trasimeno Blues 2026

Il Lago Trasimeno torna a trasformarsi nel cuore pulsante della musica afroamericana con la 30ª edizione di Trasimeno Blues. Dal 18 al 26 luglio 2026, il celebre festival itinerante propone nove giornate consecutive di concerti, appuntamenti culturali e momenti dedicati al ballo, unendo artisti di caratura internazionale e talenti della scena contemporanea in una cornice paesaggistica e storica unica. La formula che caratterizza l’evento valorizza l’integrazione tra musica dal vivo, patrimonio artistico e promozione del territorio. Le note del blues, del soul, del funk e della world music risuonano nelle piazze storiche, nei parchi naturali, nelle cantine e nei monumenti medievali dei borghi affacciati sul lago e nelle località limitrofe dell’Umbria. Una 30ª Edizione nel Segno della Storia e della Tradizione Nato come rassegna diffusa sul territorio, Trasimeno Blues celebra nel 2026 tre decenni di attività. L’edizione di quest’anno ribadisce il ruolo del festival come crocevia di culture e punto di riferimento per gli appassionati del genere. L’itinerarietà si conferma il pilastro dell’intera manifestazione: la musica non rimane chiusa all’interno di una singola arena, ma si sposta ogni giorno in un borgo o in una location differente. Questo consente al pubblico di scoprire il patrimonio storico-artistico del Trasimeno e delle zone circostanti, abbinando l’esperienza d’ascolto alla visita del territorio. I Borghi e i Luoghi del Festival L’itinerario geografico e musicale dell’edizione 2026 tocca diversi centri di grande valore storico e paesaggistico: Il Programma Ufficiale dei Concerti Il calendario dal 18 al 26 luglio 2026 prevede concerti sia a ingresso gratuito che a pagamento: Data Orario Località e Sede Artista / Evento Ingresso Sabato 18 luglio 21:30 Passignano sul Trasimeno – Parco del Pidocchietto Lakeetra Knowles Gratuito Domenica 19 luglio 18:00 San Biagio della Valle – Cantina Cenci Roots & Blues-Jam Session Party (30 anni) Gratuito (prenotazione obbligatoria) Mercoledì 22 luglio 21:30 Panicale – Parco Regina Margherita Alberto Visentin Gratuito Giovedì 23 luglio 20:30 21:30 Castiglione del Lago – Piazza Mazzini Dance Camp (Lezione di ballo blues) Gloria & The Doctors Gratuito Gratuito Venerdì 24 luglio 18:30 21:30 Castiglione del Lago – Piazza Mazzini Castiglione del Lago – Rocca Medievale I Shot A Man Treves Blues Band Gratuito € 15,00 Sabato 25 luglio 18:30 21:30 00:00 Castiglione del Lago – Piazza Mazzini Castiglione del Lago – Rocca Medievale Castiglione del Lago – Darsena Live Music Manara Blues Vieux Farka Touré The Rootworkers Gratuito € 15,00 Gratuito Domenica 26 luglio 18:45 21:30 Spina (Marsciano) – Via del Tempio Spina (Marsciano) – Piazza dello Statuto The Fabulous Heads JJ Thames & Luca Giordano Band Gratuito Gratuito Dettagli sugli Eventi Principali e i Protagonisti L’Apertura e la Festa dei 30 Anni Il sipario si alza sabato 18 luglio a Passignano sul Trasimeno con l’esibizione di Lakeetra Knowles, cantante americana la cui voce unisce soul, gospel e blues. Il giorno successivo, domenica 19 luglio, la Cantina Cenci a San Biagio della Valle ospita una Roots & Blues Jam Session Party, pensata per celebrare il trentennale della rassegna insieme a musicisti e appassionati. La Treves Blues Band e Vieux Farka Touré a Castiglione del Lago Il cuore del weekend di Castiglione del Lago vede sul palco della Rocca Medievale due nomi simbolo: La Chiusura Internazionale a Spina Domenica 26 luglio il festival si sposta nel borgo di Spina. Dopo l’apertura pomeridiana affidata ai The Fabulous Heads, il concerto serale in Piazza dello Statuto vede protagonista la cantante statunitense JJ Thames affiancata dalla Luca Giordano Band, una delle formazioni europee più apprezzate nell’ambito del blues internazionale. Ballo Blues e Iniziative Collaterali Oltre ai concerti live, Trasimeno Blues propone iniziative collaterali pensate per coinvolgere attivamente il pubblico. In particolare, nel centro di Castiglione del Lago sono previsti appuntamenti gratuiti dedicati al Dance Camp, con lezioni primi passi per avvicinarsi ai ritmi e alla cultura del ballo blues. Informazioni Utili per Partecipare
Spoleto: Il Magico Gran Finale in Piazza Duomo

Il Festival dei Due Mondi giunge al suo atto conclusivo nella storica cornice di Spoleto. La rassegna internazionale, che per diciassette giorni trasforma la città umbra in un vero e proprio palcoscenico a cielo aperto, trova la sua naturale celebrazione nel tradizionale concerto di chiusura fissato per domenica 12 luglio 2026. Un appuntamento che sintetizza lo spirito di una manifestazione capace di coniugare da quasi settant’anni grande musica, teatro, danza e arti visive. Piazza Duomo: Un Palcoscenico Unico al Mondo La scenografia del gran finale è costituita da Piazza Duomo, uno degli spazi urbani più suggestivi dell’architettura italiana. La piazza si sviluppa come un ampio teatro all’aperto, delimitata dalla maestosa scalinata e dalla facciata romanica della Cattedrale di Santa Maria Assunta. L’acustica naturale e l’impatto visivo della facciata illuminata trasformano ogni esecuzione sinfonica in un evento di rara suggestione. Nel corso dei decenni, proprio su questo sagrato si sono avvicendati i più grandi direttori d’orchestra, compagini orchestrali e solisti di fama mondiale, confermando la piazza come il simbolo identitario del festival. Il Concerto di Chiusura della 69ª Edizione Per la serata conclusiva del 12 luglio 2026, l’evento clou in Piazza Duomo vede protagonista la Filarmonica del Teatro Regio di Torino. A guidare l’orchestra sul podio è il maestro Gianandrea Noseda, figura di spicco della direzione d’orchestra a livello internazionale. L’evento di chiusura rappresenta da sempre il momento di massima affluenza dell’intero cartellone. Il programma musicale del concerto finale riflette la vocazione cosmopolita della manifestazione, affiancando pagine del repertorio sinfonico classico a opere del Novecento e composizioni nate nell’alveo della tradizione americana ed europea. L’Eredità di Menotti e la Vocazione Internazionale Nato nel 1958 da un’intuizione del maestro Gian Carlo Menotti, il Festival dei Due Mondi è stato concepito con l’obiettivo esplicito di creare un ponte culturale tra due continenti: l’Europa e l’America. L’idea fondante era quella di far incontrare avanguardie artistiche, tradizioni consolidate e giovani talenti in un contesto isolato dalle logiche commerciali delle grandi metropoli. Con il passare del tempo, la rassegna ha ampliato la propria prospettiva mantenendo salda l’esigenza di offrire spettacoli d’eccellenza. Luoghi storici come il Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti, il Teatro Caio Melisso Spazio Fendi e il Teatro Romano accolgono per tre settimane produzioni d’opera, balletti classici, rappresentazioni teatrali contemporanee e concerti da camera. Il gran finale sinfonico in piazza rappresenta dunque la sintesi e la conclusione logica di un denso percorso conoscitivo e artistico. Organizzazione e Accessibilità della Città L’afflusso di visitatori per le battute finali del festival richiede una macchina organizzativa collaudata. La città di Spoleto predispone ogni anno un potenziamento dei sistemi di mobilita alternativa per facilitare l’accesso al centro storico e a Piazza Duomo. I percorsi meccanizzati, costituiti da gallerie pedonali, ascensori e scale mobili (come i percorsi Posterna, Spoletosfera e Rocca), prolungano l’orario di apertura nelle ore notturne proprio per consentire il deflusso del pubblico al termine del concerto finale. La sera del 12 luglio non è soltanto la conclusione di un cartellone di spettacoli, ma un momento di festa per l’intera comunità cittadina e per i tanti appassionati che giungono da ogni parte d’Italia e dall’estero per assistere a uno degli appuntamenti sinfonici all’aperto più prestigiosi del panorama culturale europeo.
Bevagna torna nel Medioevo

Bevagna, 17 giugno 2026 – Stasera il borgo umbro di Bevagna azzera le lancette del tempo e si immerge ufficialmente nel secolo compreso tra il 1250 e il 1350. Prende il via oggi la 37esima edizione del Mercato delle Gaite, la celebre rievocazione storica che fino al 28 giugno trasformerà piazze, vicoli e cantine in uno spaccato pulsante di vita trecentesca. L’evento si apre ufficialmente questa sera, mercoledì 17 giugno alle ore 21.30, nella cornice di Piazza Filippo Silvestri con la solenne Cerimonia Inaugurale, il giuramento del Podestà (Iuramentum Potestatis) e lo spettacolo teatrale dal titolo “L’inverno dell’anima”. La struttura delle quattro Gaite La manifestazione deve il suo nome alle antiche quattro circoscrizioni amministrative in cui era divisa Bevagna in epoca medievale, denominate “Gaite”. Ognuna di esse prende il nome da una chiesa di riferimento del quartiere e compete per la conquista del Palio finale attraverso quattro gare principali: la fedeltà storica del mercato, la precisione nella ricostruzione dei mestieri, la gara gastronomica e la sfida di tiro con l’arco storico. Il programma e le tappe dell’edizione 2026 Il calendario dell’edizione 2026 prevede dieci giorni di totale immersione storica, con aperture differenziate delle botteghe artigiane e dei mercati a seconda dei quartieri. Dando uno sguardo ai dettagli del programma ufficiale di quest’anno: Enogastronomia e Taverne Un ruolo centrale nell’economia della festa è ricoperto dalle taverne e dai punti ristoro gestiti dalle quattro Gaite. A partire da domani sera, giovedì 18 giugno, e per tutta la durata dell’evento fino al 28 giugno, le quattro taverne apriranno i battenti ogni sera (il sabato e la domenica anche a pranzo). In ciascuna struttura sarà possibile consumare piatti tratti da antichi ricettari trecenteschi o basati su interpretazioni filologiche degli ingredienti disponibili all’epoca in Umbria. Ogni gaita proporrà all’interno del proprio menù il “piatto gara”, ovvero la pietanza ufficiale sottoposta al severo esame della giuria di esperti per l’assegnazione dei punteggi culinari.
Quintana 2026: al via la Sfida

FOLIGNO, 12 GIUGNO 2026 — L’attesa è finalmente terminata. Foligno si appresta a vivere uno dei momenti più solenni e spettacolari del suo intero calendario culturale e tradizionale: la Giostra della Quintana – La Sfida. Stasera, venerdì 12 giugno, le storiche vie del centro cittadino torneranno a immergersi completamente nelle atmosfere dell’Umbria barocca del XVII secolo, segnando l’atto d’inizio ufficiale del fine settimana culminante della manifestazione. La Giostra della Quintana non rappresenta soltanto una competizione equestre di altissimo livello tecnico, ma costituisce il cuore pulsante dell’identità folignate. Nata ufficialmente in epoca moderna nel 1946, ma ispirata a una storica sfida cavalleresca documentata fin dal 1613, la rievocazione mette a confronto i dieci storici rioni della città: Ammanniti, Badia, Cassero, Contrastanga, Croce Bianca, Giotti, La Mora, Morlupo, Pugilli e Spada. Ogni rione, guidato dal rispettivo Priore, lavora incessantemente durante tutto l’anno per perfezionare gli abiti barocchi, gestire le taverne gastronomiche e allenare i binomi cavallo-cavaliere che si contenderanno il Palio nel Campo de li Giochi. Il Corteo Storico e l’Edizione 2026 Il programma ufficiale dell’edizione di giugno 2026 ha visto una fitta serie di appuntamenti culturali e gastronomici nei giorni precedenti, tra cui la celebre gara gastronomica del “Gareggiare dei Convivi” – che quest’anno ha visto il trionfo del Rione Cassero – e la sempre partecipata Fiera dei Soprastanti. Tuttavia, il fulcro emotivo della manifestazione si accende proprio nella serata di oggi, venerdì 12 giugno. A partire dalle ore 21:45, le rappresentanze rionali daranno vita al maestoso Corteo Storico. Circa 800 figuranti sfileranno tra le vie principali del centro storico indossando sontuosi abiti in velluto e seta, fedelmente riprodotti sulla base dei modelli barocchi del Seicento. Ad accompagnare i nobili, le dame, i cavalieri e i paggi saranno i ritmi cadenzati dei tamburini e i giochi coreografici degli sbandieratori. La sfilata troverà il suo culmine alle ore 23:00 nella cornice di Piazza della Repubblica. In questo scenario avverranno due tra i momenti più solenni dell’intera Quintana: la lettura del Bando, che esorta il popolo e i cavalieri alla nobile contesa, e la successiva Benedizione dei Cavalieri, l’atto rituale formale che dà ufficialmente il via alla tenzone dell’indomani. La Gara al Campo de li Giochi Il momento decisivo in cui si decreterà il vincitore è fissato per domani sera, sabato 13 giugno, a partire dalle ore 20:30. Presso il Campo de li Giochi “Marcello Formica e Paolo Giusti”, i dieci rioni si affronteranno a viso aperto. Il meccanismo della gara è tanto affascinante quanto spietato. Ciascun cavaliere (chiamato formalmente “Pertinace”, “Fedele”, “Audace” o con gli altri storici pseudonimi a seconda del rione di appartenenza) deve percorrere al galoppo l’insidioso tracciato a forma di otto, lungo 720 metri. Al centro del percorso si staglia la statua del dio Marte, sul cui braccio teso è posizionato l’anello da agganciare tramite una lancia. La sfida si articola su tre tornate consecutive, e a ogni turno la difficoltà aumenta sensibilmente a causa del progressivo rimpicciolimento del diametro degli anelli: La vittoria viene assegnata al cavaliere che completa tutte le tornate nel minor tempo possibile e senza commettere penalità, come la mancata presa dell’anello o l’abbattimento delle bandierine che delimitano la pista. Una competizione millimetrica dove la perfetta simbiosi tra destrezza umana e potenza equestre fa la differenza tra il trionfo rionale e la sconfitta. Da stasera, Foligno torna a trattenere il fiato.
Foligno si prepara alla Giostra della Quintana: al via l’edizione della Sfida 2026

La città di Foligno torna a immergersi nell’atmosfera del Seicento barocco per uno degli appuntamenti storici e agonistici più attesi dell’Umbria: la Giostra della Quintana – La Sfida 2026. L’evento, in programma nelle giornate di venerdì 12 e sabato 13 giugno 2026, segna un traguardo storico significativo per la manifestazione, celebrando l’edizione dell’Ottantennale dalla sua rinascita in epoca moderna, avvenuta nel 1946. La kermesse unisce il rigore della ricostruzione storica seicentesca alla forte tensione agonistica della gara equestre, coinvolgendo l’intera comunità cittadina divisa nei suoi dieci rioni storici. Il venerdì del Corteo Storico: l’eleganza del Barocco Il fine settimana della Sfida si apre ufficialmente nella serata di venerdì 12 giugno 2026. A partire dalle ore 21:45, le vie del centro storico di Foligno ospitano il tradizionale Corteo delle rappresentanze rionali. Si tratta di una sfilata storica che vede la partecipazione di circa 800 figuranti in costumi fedelmente ispirati alla moda barocca del XVII secolo. Dame, nobili, cavalieri, paggi, musici e sbandieratori sfilano con abiti realizzati in tessuti pregiati come seta e velluto, curati nei minimi dettagli filologici. Il percorso del corteo si snoda attraverso i principali assi viari del centro cittadino e culmina, intorno alle ore 23:00, in Piazza della Repubblica. Qui hanno luogo due dei momenti istituzionali più solenni e immutati della tradizione quintanara: la lettura del Bando di sfida e la solenne Benedizione dei Cavalieri che scenderanno in campo il giorno successivo. Il sabato della Giostra: la sfida al Dio Marte Il momento culminante della manifestazione è fissato per sabato 13 giugno 2026, a partire dalle ore 20:30, presso il Campo de li Giochi “Marcello Formica e Paolo Giusti”. In questa cornice si disputa la Giostra della Quintana vera e propria, denominata “La Sfida” per distinguerla dalla rivincita che si tiene tradizionalmente nel mese di settembre. La competizione vede confrontarsi i dieci binomi (cavallo e cavaliere) in rappresentanza dei dieci rioni di Foligno: La gara si sviluppa su un tracciato a forma di otto, lungo 754 metri, delimitato dalle bandiere. Al centro dell’incrocio delle due diagonali si trova la statua lignea che rappresenta il “Dio Marte”, l’automa che regge con il braccio destro teso l’anello da agganciare. Il regolamento e lo svolgimento della gara La competizione si articola in tre tornate consecutive. In ognuna di esse, i cavalieri devono percorrere il tracciato nel minor tempo possibile, cercando di infilzare l’anello appeso al braccio dell’automa tramite una lancia. Per rendere la prova progressivamente più difficile e selettiva, il diametro degli anelli diminuisce a ogni turno: Il regolamento applicato è estremamente rigido. Al fine di stilare la classifica e decretare il rione vincitore, i giudici tengono conto di diversi fattori eliminatori e penalizzanti: Logistica e informazioni utili L’accesso alle vie del centro storico di Foligno per assistere al passaggio del Corteo Storico nella serata di venerdì è completamente gratuito. Per quanto riguarda invece la gara equestre di sabato sera al Campo de li Giochi (situato nei pressi di Largo F. Frezzi), l’ingresso è consentito previo acquisto del biglietto per le tribune, con tariffe che variano indicativamente tra i 15 e i 30 euro. L’evento di sabato 13 giugno viene inoltre trasmesso in differita televisiva nazionale su Rai 3 la settimana successiva, sabato 20 giugno, a partire dalle ore 15:00.
Il Mercato delle Gaite di Bevagna: l’eccellenza filologica della rievocazione medievale in Umbria

Nel panorama delle manifestazioni storiche europee, il Mercato delle Gaite di Bevagna (Perugia) occupa un posto di rilievo per il rigore scientifico e l’accuratezza filologica delle sue ricostruzioni. L’evento, basato sullo studio accurato degli statuti comunali e dei documenti storici conservati presso l’Archivio di Stato, si prefigge l’obiettivo di ricreare la vita quotidiana, sociale ed economica del borgo umbro in un arco temporale circoscritto tra il 1250 e il 1350. Il termine “Gaita” deriva dal vocabolo di origine longobarda watha, che significa “guardia” o “vedetta”. Con questa espressione si designavano i quattro quartieri storici nei quali era anticamente suddiviso il territorio di Bevagna: la Gaita San Giorgio, la Gaita San Giovanni, la Gaita Santa Maria e la Gaita San Pietro. La manifestazione consiste in una competizione articolata tra i quattro rioni, i quali si contendono annualmente il Palio della Vittoria attraverso quattro distinte gare giudicate da una commissione di esperti del settore, medievisti e docenti universitari. Le quattro sfide del Palio Il verdetto finale che assegna il Palio è il risultato della somma dei punteggi ottenuti nelle singole discipline previste dal regolamento: 1. La Gara dei Mestieri Ogni Gaita ha il compito di ricostruire fedelmente due antiche attività artigianali del periodo di riferimento. La rappresentazione deve illustrare l’intera filiera produttiva, partendo dal reperimento e dal trattamento della materia prima fino ad arrivare all’ottenimento del prodotto finito. I membri del rione danno vita a vere e proprie botteghe animate, all’interno delle quali spiegano ai visitatori e alla giuria le tecniche di lavorazione basate solo su strumenti e metodologie dell’epoca. Tra le attività permanenti e storiche del circuito figurano: 2. La Gara del Mercato Le Gaite allestiscono ampi mercati all’aperto che riproducono le dinamiche del commercio due-trecentesco. L’attenzione della giuria si concentra sull’assenza di anacronismi sia nelle strutture dei banchi espositivi sia nelle merci in vendita. Vengono ricostruiti i sistemi metrici e di pesatura dell’epoca, i registri commerciali dei notai e la fornitura di servizi, popolando le vie di venditori, acquirenti e guardie comunali. 3. La Gara Gastronomica Le taverne rionali preparano e servono un banchetto basato rigorosamente su ricette tratte da manuali e manoscritti di cucina europei risalenti al periodo 1250-1350. La gara prevede la presentazione di una portata principale legata a una specifica ricostruzione scenica: l’ambientazione, la scelta delle stoviglie e l’intrattenimento devono riflettere fedelmente il ceto sociale dell’epoca (nobiliare, borghese o contadino) a cui fa riferimento il banchetto esaminato. 4. La Gara di Tiro con l’Arco Si tratta dell’unica prova di carattere sportivo della manifestazione. Si svolge tradizionalmente nella piazza centrale del borgo (Piazza Filippo Silvestri) e vede confrontarsi tre arcieri per ciascuna Gaita. I concorrenti utilizzano esclusivamente archi storici privi di mirini o supporti tecnologici moderni, sfidandosi nel colpire e rompere bersagli di dimensioni decrescenti con un quantitativo limitato di frecce. Struttura e logistica dell’evento L’evento si svolge regolarmente nell’arco di dieci giorni durante la seconda metà del mese di giugno. La cerimonia inaugurale prevede la lettura del bando del podestà e il giuramento dei priori delle quattro Gaite. Nelle giornate successive il calendario prevede l’apertura serale e pomeridiana delle botteghe dei mestieri, l’avvio delle attività delle taverne rionali (dove vengono somministrate pietanze e bevande ispirate alla tradizione medievale e locale) e lo svolgimento delle sessioni di esame da parte delle giurie scientifiche. Le giornate conclusive sono dedicate ai mercati generali e alla prova finale di tiro con l’arco che decreta la chiusura della manifestazione e l’assegnazione del Palio. Per garantire la continuità e la diffusione delle conoscenze storiche, il Circuito dei Mestieri Medievali rimane parzialmente accessibile e visitabile per scopi didattici e turistici anche nel corso dell’anno.