Situata alle falde del Monte Ingino, in provincia di Perugia, Gubbio rappresenta una delle testimonianze più significative dell’urbanistica medievale in Italia. La sua storia, tuttavia, affonda le radici in un passato molto più remoto, rendendola un centro culturale e archeologico di primaria importanza.
Cenni Storici e Origini
Le origini di Gubbio sono legate alla popolazione degli Umbri. La testimonianza più preziosa di questo periodo è costituita dalle Tavole Eugubine, sette lastre di bronzo rinvenute nel XV secolo. Scritte in parte in alfabeto umbro e in parte in alfabeto latino, esse descrivono rituali religiosi e l’organizzazione civica della città antica (Ikuvium), rappresentando il più importante documento linguistico dell’Italia preromana.
In epoca romana, la città divenne un fiorente municipio. Di questo periodo resta il monumentale Teatro Romano, situato appena fuori dalle mura medievali, che poteva ospitare migliaia di spettatori ed è tuttora utilizzato per spettacoli estivi.
L’Assetto Urbano e i Monumenti Medievali
Il volto attuale di Gubbio è prevalentemente trecentesco. La città si sviluppa su terrazzamenti collegati da ripide vie e scalinate. Il fulcro del potere civile e l’elemento architettonico più iconico è senza dubbio Piazza Grande.
- Piazza Grande: Una straordinaria “piazza pensile” realizzata per unire i quartieridella città. Offre una vista panoramica sulla valle sottostante.
- Palazzo dei Consoli: Imponente edificio gotico che domina la piazza. Oggi ospita il Museo Civico e le Tavole Eugubine. La sua torre campanaria ospita il “Campanone”, il cui suono scandisce i momenti più importanti della vita cittadina.
- Palazzo Pretorio: Situato di fronte al Palazzo dei Consoli, rimasto incompiuto rispetto al progetto originale, funge oggi da sede del Comune.
L’architettura civile è completata dal Palazzo Ducale, fatto costruire da Federico da Montefeltro nel XV secolo. L’edificio si distingue per il suo cortile rinascimentale, che contrasta elegantemente con il rigore gotico del resto della città.
Tradizioni e Folclore: La Festa dei Ceri
Non si può parlare di Gubbio senza citare la Festa dei Ceri, che si svolge ogni 15 maggio in onore del patrono Sant’Ubaldo. Si tratta di una delle manifestazioni folcloristiche più antiche d’Italia.
I “Ceri” sono tre imponenti strutture lignee sormontate dalle statue di Sant’Ubaldo (protettore dei muratori), San Giorgio (commercianti) e Sant’Antonio Abate (contadini). La festa consiste in una corsa sfrenata lungo le vie della città fino alla Basilica di Sant’Ubaldo, situata sulla cima del Monte Ingino. È una celebrazione di identità e forza comunitaria, talmente rilevante da essere rappresentata stilisticamente nello stemma della Regione Umbria.
Architettura Religiosa e Spiritualità
Gubbio è profondamente legata alla figura di San Francesco d’Assisi. Secondo la tradizione, proprio qui avvenne il celebre incontro tra il Santo e il lupo di Gubbio, che terrorizzava la popolazione. L’evento è commemorato dalla Chiesa di San Francesco, sorta nel luogo dove il Santo trovò rifugio presso la famiglia Spadalonga.
Altre tappe fondamentali sono:
- Il Duomo (Cattedrale dei Santi Mariano e Giacomo): Edificio del XII-XIII secolo, caratterizzato da una struttura a navata unica con grandi archi trasversali.
- Basilica di Sant’Ubaldo: Situata sulla vetta del monte, custodisce il corpo incorrotto del Patrono ed è il punto d’arrivo della corsa dei Ceri.
Geologia e Scienza: La Gola del Bottaccione
Gubbio è nota a livello internazionale anche nella comunità scientifica. La Gola del Bottaccione, situata appena fuori dal centro abitato, è un sito geologico di fondamentale importanza. Qui, negli anni ’70, il geologo Walter Alvarez individuò uno strato di iridio che ha fornito la prova della collisione di un asteroide con la Terra circa 66 milioni di anni fa, evento collegato all’estinzione dei dinosauri.
Artigianato e Gastronomia
L’economia storica di Gubbio è legata alla lavorazione della ceramica a lustro, tecnica perfezionata nel Rinascimento da Mastro Giorgio Andreoli. Ancora oggi, numerose botteghe artigiane portano avanti questa tradizione. Dal punto di vista gastronomico, la città è celebre per il tartufo bianco, la crescia di Pasqua e piatti a base di cacciagione.









