Il 7 gennaio 2026, il rientro post-Epifania è stato bruscamente interrotto da un’ondata di maltempo che ha colpito duramente l’intera regione. Fin dalle prime ore del mattino, nevicate intense e raffiche di vento gelido hanno interessato soprattutto la fascia appenninica e il settore settentrionale dell’Umbria. La situazione più critica si è registrata nell’Alto Tevere e nelle zone montane del Chiascio e del Nera, dove la visibilità ridotta e l’accumulo di neve hanno reso necessari numerosi interventi dei Vigili del Fuoco.
Le amministrazioni locali hanno risposto tempestivamente per garantire la sicurezza stradale e dei cittadini. Diversi sindaci hanno emesso ordinanze di chiusura delle scuole per la giornata di mercoledì 7 gennaio. Tra i comuni che hanno sospeso le attività didattiche figurano Città della Pieve, San Venanzo, Pietralunga, Scheggia e Pascelupo, Costacciaro, Cerreto di Spoleto e Gubbio. A Gubbio, in particolare, la sospensione ha riguardato tutte le scuole di ogni ordine e grado, inclusi i servizi per l’infanzia, a causa del rischio gelo sulle strade comunali. A Perugia, nonostante il nevischio, le scuole sono rimaste regolarmente aperte, sebbene si siano verificati rallentamenti nei nodi stradali principali come lo snodo di Ponte San Giovanni.
Oltre ai disagi scolastici, la Protezione Civile ha monitorato guasti alla linea elettrica causati dalla caduta di rami pesanti per la neve e ha gestito diversi veicoli rimasti bloccati, specialmente mezzi pesanti sprovvisti di catene o pneumatici termici. L’allerta gialla è rimasta attiva per 24 ore, focalizzandosi sul rischio di ghiaccio notturno, una minaccia persistente che ha richiesto lo spargimento continuo di sale lungo le arterie principali.









