Quintana 2026: al via la Sfida

FOLIGNO, 12 GIUGNO 2026 — L’attesa è finalmente terminata. Foligno si appresta a vivere uno dei momenti più solenni e spettacolari del suo intero calendario culturale e tradizionale: la Giostra della Quintana – La Sfida. Stasera, venerdì 12 giugno, le storiche vie del centro cittadino torneranno a immergersi completamente nelle atmosfere dell’Umbria barocca del XVII secolo, segnando l’atto d’inizio ufficiale del fine settimana culminante della manifestazione. La Giostra della Quintana non rappresenta soltanto una competizione equestre di altissimo livello tecnico, ma costituisce il cuore pulsante dell’identità folignate. Nata ufficialmente in epoca moderna nel 1946, ma ispirata a una storica sfida cavalleresca documentata fin dal 1613, la rievocazione mette a confronto i dieci storici rioni della città: Ammanniti, Badia, Cassero, Contrastanga, Croce Bianca, Giotti, La Mora, Morlupo, Pugilli e Spada. Ogni rione, guidato dal rispettivo Priore, lavora incessantemente durante tutto l’anno per perfezionare gli abiti barocchi, gestire le taverne gastronomiche e allenare i binomi cavallo-cavaliere che si contenderanno il Palio nel Campo de li Giochi. Il Corteo Storico e l’Edizione 2026 Il programma ufficiale dell’edizione di giugno 2026 ha visto una fitta serie di appuntamenti culturali e gastronomici nei giorni precedenti, tra cui la celebre gara gastronomica del “Gareggiare dei Convivi” – che quest’anno ha visto il trionfo del Rione Cassero – e la sempre partecipata Fiera dei Soprastanti. Tuttavia, il fulcro emotivo della manifestazione si accende proprio nella serata di oggi, venerdì 12 giugno. A partire dalle ore 21:45, le rappresentanze rionali daranno vita al maestoso Corteo Storico. Circa 800 figuranti sfileranno tra le vie principali del centro storico indossando sontuosi abiti in velluto e seta, fedelmente riprodotti sulla base dei modelli barocchi del Seicento. Ad accompagnare i nobili, le dame, i cavalieri e i paggi saranno i ritmi cadenzati dei tamburini e i giochi coreografici degli sbandieratori. La sfilata troverà il suo culmine alle ore 23:00 nella cornice di Piazza della Repubblica. In questo scenario avverranno due tra i momenti più solenni dell’intera Quintana: la lettura del Bando, che esorta il popolo e i cavalieri alla nobile contesa, e la successiva Benedizione dei Cavalieri, l’atto rituale formale che dà ufficialmente il via alla tenzone dell’indomani. La Gara al Campo de li Giochi Il momento decisivo in cui si decreterà il vincitore è fissato per domani sera, sabato 13 giugno, a partire dalle ore 20:30. Presso il Campo de li Giochi “Marcello Formica e Paolo Giusti”, i dieci rioni si affronteranno a viso aperto. Il meccanismo della gara è tanto affascinante quanto spietato. Ciascun cavaliere (chiamato formalmente “Pertinace”, “Fedele”, “Audace” o con gli altri storici pseudonimi a seconda del rione di appartenenza) deve percorrere al galoppo l’insidioso tracciato a forma di otto, lungo 720 metri. Al centro del percorso si staglia la statua del dio Marte, sul cui braccio teso è posizionato l’anello da agganciare tramite una lancia. La sfida si articola su tre tornate consecutive, e a ogni turno la difficoltà aumenta sensibilmente a causa del progressivo rimpicciolimento del diametro degli anelli: La vittoria viene assegnata al cavaliere che completa tutte le tornate nel minor tempo possibile e senza commettere penalità, come la mancata presa dell’anello o l’abbattimento delle bandierine che delimitano la pista. Una competizione millimetrica dove la perfetta simbiosi tra destrezza umana e potenza equestre fa la differenza tra il trionfo rionale e la sconfitta. Da stasera, Foligno torna a trattenere il fiato.
Foligno si prepara alla Giostra della Quintana: al via l’edizione della Sfida 2026

La città di Foligno torna a immergersi nell’atmosfera del Seicento barocco per uno degli appuntamenti storici e agonistici più attesi dell’Umbria: la Giostra della Quintana – La Sfida 2026. L’evento, in programma nelle giornate di venerdì 12 e sabato 13 giugno 2026, segna un traguardo storico significativo per la manifestazione, celebrando l’edizione dell’Ottantennale dalla sua rinascita in epoca moderna, avvenuta nel 1946. La kermesse unisce il rigore della ricostruzione storica seicentesca alla forte tensione agonistica della gara equestre, coinvolgendo l’intera comunità cittadina divisa nei suoi dieci rioni storici. Il venerdì del Corteo Storico: l’eleganza del Barocco Il fine settimana della Sfida si apre ufficialmente nella serata di venerdì 12 giugno 2026. A partire dalle ore 21:45, le vie del centro storico di Foligno ospitano il tradizionale Corteo delle rappresentanze rionali. Si tratta di una sfilata storica che vede la partecipazione di circa 800 figuranti in costumi fedelmente ispirati alla moda barocca del XVII secolo. Dame, nobili, cavalieri, paggi, musici e sbandieratori sfilano con abiti realizzati in tessuti pregiati come seta e velluto, curati nei minimi dettagli filologici. Il percorso del corteo si snoda attraverso i principali assi viari del centro cittadino e culmina, intorno alle ore 23:00, in Piazza della Repubblica. Qui hanno luogo due dei momenti istituzionali più solenni e immutati della tradizione quintanara: la lettura del Bando di sfida e la solenne Benedizione dei Cavalieri che scenderanno in campo il giorno successivo. Il sabato della Giostra: la sfida al Dio Marte Il momento culminante della manifestazione è fissato per sabato 13 giugno 2026, a partire dalle ore 20:30, presso il Campo de li Giochi “Marcello Formica e Paolo Giusti”. In questa cornice si disputa la Giostra della Quintana vera e propria, denominata “La Sfida” per distinguerla dalla rivincita che si tiene tradizionalmente nel mese di settembre. La competizione vede confrontarsi i dieci binomi (cavallo e cavaliere) in rappresentanza dei dieci rioni di Foligno: La gara si sviluppa su un tracciato a forma di otto, lungo 754 metri, delimitato dalle bandiere. Al centro dell’incrocio delle due diagonali si trova la statua lignea che rappresenta il “Dio Marte”, l’automa che regge con il braccio destro teso l’anello da agganciare. Il regolamento e lo svolgimento della gara La competizione si articola in tre tornate consecutive. In ognuna di esse, i cavalieri devono percorrere il tracciato nel minor tempo possibile, cercando di infilzare l’anello appeso al braccio dell’automa tramite una lancia. Per rendere la prova progressivamente più difficile e selettiva, il diametro degli anelli diminuisce a ogni turno: Il regolamento applicato è estremamente rigido. Al fine di stilare la classifica e decretare il rione vincitore, i giudici tengono conto di diversi fattori eliminatori e penalizzanti: Logistica e informazioni utili L’accesso alle vie del centro storico di Foligno per assistere al passaggio del Corteo Storico nella serata di venerdì è completamente gratuito. Per quanto riguarda invece la gara equestre di sabato sera al Campo de li Giochi (situato nei pressi di Largo F. Frezzi), l’ingresso è consentito previo acquisto del biglietto per le tribune, con tariffe che variano indicativamente tra i 15 e i 30 euro. L’evento di sabato 13 giugno viene inoltre trasmesso in differita televisiva nazionale su Rai 3 la settimana successiva, sabato 20 giugno, a partire dalle ore 15:00.
Fior di Cacio: Il Valore del Patrimonio Caseario a Vallo di Nera

Nel panorama delle manifestazioni dedicate alla valorizzazione dell’agroalimentare italiano, Fior di Cacio a Vallo di Nera rappresenta uno degli appuntamenti più significativi per la tutela della cultura pastorale e della biodiversità casearia della Valnerina e dell’intera regione Umbria. L’evento, che trasforma annualmente il borgo-castello in una mostra mercato a cielo aperto, si configura come un punto di incontro tra produttori artigianali, istituzioni, esperti del settore e consumatori consapevoli. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di promuovere le eccellenze del territorio, offrendo un palcoscenico a produzioni di nicchia che rischiano la scomparsa a causa dell’omologazione industriale. Vallo di Nera, inserito tra i Borghi più belli d’Italia, diventa lo scenario naturale in cui la filiera corta e le tradizioni millenarie della transumanza vengono raccontate attraverso assaggi, convegni e attività sul campo. Le Vie del Cacio: Struttura della Mostra Mercato Il nucleo centrale di Fior di Cacio è rappresentato dall’itinerario gastronomico denominato “Le Vie del Cacio”. Durante i giorni della manifestazione, le antiche cantine, i vicoli e le piazze del centro storico ospitano decine di produttori locali e nazionali. L’offerta espositiva si concentra principalmente su: Accanto ai formaggi, la mostra mercato include altre eccellenze umbre come il tartufo, i legumi di montagna (tra cui la lenticchia di Castelluccio), il miele artigianale e i salumi della tradizione norcina. Il Ruolo di Slow Food e la Tutela della Biodiversità La manifestazione collabora stabilmente con l’associazione Slow Food, in particolare attraverso la valorizzazione dei Presìdi. Il Convento di Santa Maria e altri spazi istituzionali del borgo ospitano periodicamente laboratori del gusto e incontri didattici legati allo Slow Food Day. I produttori dei Presìdi testimoniano l’importanza di salvaguardare le razze ovine e caprine autoctone e le tecniche di stagionatura tradizionali. I laboratori sono progettati per educare il consumatore a riconoscere un formaggio artigianale attraverso l’analisi sensoriale (visiva, olfattiva e gustativa), promuovendo un modello di consumo sostenibile e rispettoso del benessere animale. Approfondimenti Istituzionali e Sviluppo delle Aree Interne Fior di Cacio non è soltanto un evento gastronomico, ma un’importante piattaforma di dibattito politico e scientifico. Ogni edizione ospita convegni dedicati all’economia delle aree interne, alla gestione dei pascoli e all’innovazione nel comparto zootecnico. Questi incontri vedono la partecipazione attiva di università locali (come l’Università per Stranieri di Perugia e l’Università degli Studi di Perugia), della Camera di Commercio dell’Umbria e di associazioni di categoria come la FIDSPA (Federazione Italiana Dottori in Scienze della Produzione Animale). Al centro del dibattito vi sono i modelli di sviluppo sostenibile per contrastare lo spopolamento delle montagne, l’importanza della certificazione d’origine e l’integrazione tra turismo e agricoltura. Tradizioni Popolari e Territorio Il legame con il folklore locale è mantenuto vivo attraverso attività che coinvolgono direttamente il pubblico: L’evento è patrocinato e sostenuto da enti di rilievo come la Regione Umbria, la Provincia di Perugia, il Comune di Vallo di Nera, il Consorzio BIM Nera e Velino, e il GAL Valle Umbra e Sibillini.
Il Mercato delle Gaite di Bevagna: l’eccellenza filologica della rievocazione medievale in Umbria

Nel panorama delle manifestazioni storiche europee, il Mercato delle Gaite di Bevagna (Perugia) occupa un posto di rilievo per il rigore scientifico e l’accuratezza filologica delle sue ricostruzioni. L’evento, basato sullo studio accurato degli statuti comunali e dei documenti storici conservati presso l’Archivio di Stato, si prefigge l’obiettivo di ricreare la vita quotidiana, sociale ed economica del borgo umbro in un arco temporale circoscritto tra il 1250 e il 1350. Il termine “Gaita” deriva dal vocabolo di origine longobarda watha, che significa “guardia” o “vedetta”. Con questa espressione si designavano i quattro quartieri storici nei quali era anticamente suddiviso il territorio di Bevagna: la Gaita San Giorgio, la Gaita San Giovanni, la Gaita Santa Maria e la Gaita San Pietro. La manifestazione consiste in una competizione articolata tra i quattro rioni, i quali si contendono annualmente il Palio della Vittoria attraverso quattro distinte gare giudicate da una commissione di esperti del settore, medievisti e docenti universitari. Le quattro sfide del Palio Il verdetto finale che assegna il Palio è il risultato della somma dei punteggi ottenuti nelle singole discipline previste dal regolamento: 1. La Gara dei Mestieri Ogni Gaita ha il compito di ricostruire fedelmente due antiche attività artigianali del periodo di riferimento. La rappresentazione deve illustrare l’intera filiera produttiva, partendo dal reperimento e dal trattamento della materia prima fino ad arrivare all’ottenimento del prodotto finito. I membri del rione danno vita a vere e proprie botteghe animate, all’interno delle quali spiegano ai visitatori e alla giuria le tecniche di lavorazione basate solo su strumenti e metodologie dell’epoca. Tra le attività permanenti e storiche del circuito figurano: 2. La Gara del Mercato Le Gaite allestiscono ampi mercati all’aperto che riproducono le dinamiche del commercio due-trecentesco. L’attenzione della giuria si concentra sull’assenza di anacronismi sia nelle strutture dei banchi espositivi sia nelle merci in vendita. Vengono ricostruiti i sistemi metrici e di pesatura dell’epoca, i registri commerciali dei notai e la fornitura di servizi, popolando le vie di venditori, acquirenti e guardie comunali. 3. La Gara Gastronomica Le taverne rionali preparano e servono un banchetto basato rigorosamente su ricette tratte da manuali e manoscritti di cucina europei risalenti al periodo 1250-1350. La gara prevede la presentazione di una portata principale legata a una specifica ricostruzione scenica: l’ambientazione, la scelta delle stoviglie e l’intrattenimento devono riflettere fedelmente il ceto sociale dell’epoca (nobiliare, borghese o contadino) a cui fa riferimento il banchetto esaminato. 4. La Gara di Tiro con l’Arco Si tratta dell’unica prova di carattere sportivo della manifestazione. Si svolge tradizionalmente nella piazza centrale del borgo (Piazza Filippo Silvestri) e vede confrontarsi tre arcieri per ciascuna Gaita. I concorrenti utilizzano esclusivamente archi storici privi di mirini o supporti tecnologici moderni, sfidandosi nel colpire e rompere bersagli di dimensioni decrescenti con un quantitativo limitato di frecce. Struttura e logistica dell’evento L’evento si svolge regolarmente nell’arco di dieci giorni durante la seconda metà del mese di giugno. La cerimonia inaugurale prevede la lettura del bando del podestà e il giuramento dei priori delle quattro Gaite. Nelle giornate successive il calendario prevede l’apertura serale e pomeridiana delle botteghe dei mestieri, l’avvio delle attività delle taverne rionali (dove vengono somministrate pietanze e bevande ispirate alla tradizione medievale e locale) e lo svolgimento delle sessioni di esame da parte delle giurie scientifiche. Le giornate conclusive sono dedicate ai mercati generali e alla prova finale di tiro con l’arco che decreta la chiusura della manifestazione e l’assegnazione del Palio. Per garantire la continuità e la diffusione delle conoscenze storiche, il Circuito dei Mestieri Medievali rimane parzialmente accessibile e visitabile per scopi didattici e turistici anche nel corso dell’anno.
Il paradiso segreto delle Mole di Narni

A pochi chilometri dallo storico borgo medievale di Narni, in Umbria, si nasconde un luogo dall’atmosfera quasi irreale. Si tratta delle Mole di Narni, una gemma naturalistica dove il fiume Nera crea una vera e propria piscina naturale caratterizzata da acque di un turchese intenso e cristallino. Questo angolo di natura incontaminata, incastonato nella stretta gola del fiume, offre uno spettacolo visivo straordinario, spesso paragonato a scorci tropicali o caraibici, ma immerso nel cuore verde d’Italia. La geografia e l’origine del colore Le Mole si trovano precisamente nei pressi della frazione di Stifone, lungo il percorso del fiume Nera. La particolarità idrologica del sito è legata alla presenza di sorgenti sottomarine e alla specifica composizione chimica dell’acqua. L’incredibile colorazione turchese e azzurro chiaro, che contrasta nettamente con il verde scuro della vegetazione circostante, è dovuta principalmente alla forte concentrazione di minerali di zolfo e di calcare disciolti nell’acqua, unita alla rifrazione della luce solare sul fondale. L’acqua scorre limpida e costantemente rinnovata dalle sorgenti, mantenendo una temperatura particolarmente rigida durante tutto l’anno, che raramente supera i 10-15 gradi centigradi. L’ambiente circostante e la fitta vegetazione Il bacino delle Mole è circondato da una vegetazione ripariale rigogliosa e selvaggia. Le pareti rocciose della gola sono ricoperte da boschi di lecci, arbusti e piante tipiche della macchia mediterranea e sub-mediterranea. Questo ecosistema crea una barriera naturale che protegge il sito, isolandolo acusticamente e visivamente dalle vie di comunicazione vicine. Il contrasto cromatico tra il verde smeraldo delle fronde degli alberi e il turchese dell’acqua rende il paesaggio un richiamo irresistibile per gli appassionati di fotografia naturalistica e per chiunque cerchi un momento di assoluto isolamento e relax. Regolamentazione e balneabilità È fondamentale sottolineare un aspetto legato alla sicurezza e alla tutela del territorio. Per molti anni le Mole di Narni sono state frequentate come area di balneazione spontanea. Tuttavia, l’area è soggetta a specifiche ordinanze comunali e tutele ambientali: Nota di sicurezza: Prima di pianificare una visita con l’intenzione di entrare in acqua, è sempre necessario verificare le ordinanze sindacali aggiornate del Comune di Narni per conoscere i tratti esatti in cui l’accesso è consentito o interdetto. Come raggiungere il sito Il sito è facilmente raggiungibile sia in auto che a piedi o in bicicletta, seguendo le indicazioni per la frazione di Stifone o per il percorso ciclopedonale delle Gole del Nera.
I 5 trekking acquatici e freschi più rinfrescanti dell’Umbria

L’Umbria, conosciuta come il “Cuore Verde d’Italia”, offre una fitta rete di itinerari escursionistici che si sviluppano lungo corsi d’acqua, gole profonde, parchi fluviali e complessi ipogei. Durante i mesi più caldi, questi percorsi rappresentano una risorsa fondamentale per praticare l’escursionismo beneficiando del microclima fresco generato dalla vegetazione e dallo scorrimento idrico. Ecco cinque itinerari e complessi naturalistici tra i più significativi della regione per distacco termico e presenza di elementi acquatici o sotterranei. 1. Le Forre di Prodo e le Gole del Forello Situata nel territorio del comune di Orvieto, all’interno del Parco Fluviale del Tevere, la Forra di Prodo è una profonda incisione scavata dall’azione erosiva dell’acqua nella roccia calcarea. Questo ambiente è caratterizzato da pareti verticali molto ravvicinate che impediscono alla luce solare diretta di penetrare fino al fondo per gran parte della giornata, garantendo temperature costantemente inferiori rispetto all’esterno. 2. Il Sentiero del Fiume Nera e la Valnerina La Valnerina, la valle scavata dal fiume Nera, è una delle zone più fresche dell’intera regione grazie all’esposizione geomorfologica e alla ricchezza idrica. Tra le varie opzioni, la Greenway del Nera offre percorsi ciclopendonali che costeggiano direttamente il fiume. 3. I Sentieri del Parco del Monte Cucco: l’Orrido di Rio Freddo Il massiccio del Monte Cucco, situato nell’Appennino umbro-marchigiano, è celebre per i suoi fenomeni carsici sia superficiali che sotterranei. L’itinerario dell’Orrido di Rio Freddo è uno degli esempi più imponenti di gola montana della regione. 4. Il Parco Fluviale del Clitunno e le Fonti Situate nel comune di Campello sul Clitunno, lungo la via Flaminia tra Spoleto e Foligno, le Fonti del Clitunno rappresentano un ecosistema idrico alimentato da sorgenti sotterranee che sgorgano direttamente dalla roccia calcarea. 5. Il Sentiero delle Cascate del Menotre e Rasiglia Il fiume Menotre dà vita a un ecosistema vallivo caratterizzato da salti d’acqua, gore e canali artificiali storici, in particolare nei pressi del borgo di Rasiglia (Foligno) e della frazione di Pale. ⚠️ Note tecniche e raccomandazioni per la sicurezza La frequentazione degli ambienti acquatici e delle forre in Umbria richiede il rispetto di precise norme di sicurezza:
Il Trasimeno: Tra Storia e Leggenda

Il Lago Trasimeno, adagiato tra le colline dell’Umbria, è il quarto lago più grande d’Italia. Nonostante la sua apparente quiete e la bellezza idilliaca dei suoi paesaggi, questo specchio d’acqua racchiude una fitta rete di misteri, eventi storici cruciali e racconti popolari che gli hanno valso, nel folklore locale, il soprannome di “Triangolo delle Bermuda” dell’Umbria. Le sue acque basse e limacciose custodiscono segreti millenari, legati a battaglie sanguinose, isole cariche di fascino e antichi reperti sommersi. Il Sangue della Storia: La Battaglia del Trasimeno Il legame più profondo tra il lago e il suo alone di mistero affonda le radici nel 217 a.C., durante la seconda guerra punica. Qui si consumò una delle più grandi imboscate della storia militare: la Battaglia del Lago Trasimeno. Il generale cartaginese Annibale Barca, sfruttando la fitta nebbia mattutina che spesso avvolge le sponde del lago, riuscì a intrappolare l’esercito romano guidato dal console Caio Flaminio Nepote. I romani, presi alla sprovvista tra le colline e le rive del lago, subirono una sconfitta catastrofica. Più di 15.000 soldati romani persero la vita in poche ore. La violenza dello scontro fu tale che i flussi d’acqua della zona cambiarono nome nella memoria collettiva: il torrente Sanguineto deve il suo nome proprio al sangue dei guerrieri che ne tinse le acque, e la vicina località di Ossaia ricorda i resti umani rinvenuti nei secoli successivi. Ancora oggi, archeologi e subacquei cercano tracce di quella immane tragedia. Nel corso degli anni, i fondali del lago hanno restituito punte di freccia, ghiande missili in piombo e frammenti di armature, confermando il Trasimeno come un immenso cimitero archeologico a cielo aperto. Le Isole del Mistero: Maggiore e Polvese Il Trasimeno ospita tre isole, ognuna caratterizzata da una forte identità storica e da suggestive leggende. Isola Maggiore Nonostante il nome, è la seconda per superficie ma l’unica a conservare un piccolo centro abitato stanziale. L’isola è strettamente legata alla figura di San Francesco d’Assisi, che nel 1211 vi trascorse l’intera Quaresima in totale solitudine e digiuno. La tradizione conserva ancora oggi i cosiddetti “scogli di San Francesco”, dove il Santo sarebbe sbarcato durante una tempesta, lasciando impresse le impronte delle sue ginocchia nella pietra. L’atmosfera sospesa nel tempo dell’isola ha alimentato nei secoli racconti di miracoli e apparizioni divine, rendendola una meta dal forte misticismo. Isola Polvese È la più estesa del lago e oggi è un parco scientifico-didattico. Tuttavia, il suo passato è segnato da abbandoni e misteri. Dominata dalle rovine di un castello medievale e dal Monastero di San Secondo, l’isola fu per secoli un avamposto strategico e spirituale. I sotterranei del castello e i resti delle antiche cisterne romane hanno alimentato storie di passaggi segreti e tesori nascosti, mai del tutto svelati dalle campagne di scavo. Reperti Sommersi e Anomalie Geologiche Il Trasimeno è un lago di origine tettonica e non vulcanica, caratterizzato da una profondità media ridotta (circa 4-5 metri). Questa particolare conformazione, unita ai continui mutamenti del livello idrico nel corso dei millenni, ha fatto sì che intere strutture antiche venissero sommerse. Il Mostro del Lago e le Creature del Folklore Ogni “Triangolo delle Bermuda” che si rispetti possiede il proprio mostro. Nel caso del Trasimeno, la fantasia popolare ha spesso reinterpretato avvistamenti reali di grandi pesci siluro o di storioni (introdotti in epoche passate) trasformandoli in creature leggendarie. La figura mitologica più celebre è però quella del principe Trasimeno, figlio del dio Tirreno. Secondo il mito classico cantato da Silio Italico, il giovane fu ammaliato dal canto della ninfa Agilla. La ninfa lo trascinò sul fondo del lago per unirsi a lui, ma il principe morì annegato. Da allora, la leggenda vuole che nelle calde serate estive, quando un vento leggero increspa le acque del lago, si possa ancora udire il lamento di Agilla alla ricerca del suo amore perduto. Tra storia documentata e suggestioni popolari, il Lago Trasimeno continua a essere uno dei luoghi più affascinanti d’Italia, dove il confine tra il visibile e l’invisibile resta sottile come la nebbia che ne nasconde le rive.
Umbria a Giugno 2026: Guida agli Eventi

La regione Umbria, nel cuore d’Italia, si conferma una delle mete più affascinanti per il turismo culturale, storico ed enogastronomico. Il mese di giugno 2026 si presenta ricco di appuntamenti storici, festival musicali di rilievo e manifestazioni della tradizione locale, con un calendario di eventi ufficialmente confermati. Di seguito, la guida completa ai principali appuntamenti sul territorio umbro. Le Grandi Rievocazioni Storiche e Tradizioni Il Mercato delle Gaite (Bevagna) Date: Dal 17 al 28 giugno 2026 La cittadina di Bevagna torna indietro nel tempo, precisamente nel periodo compreso tra il 1250 e il 1350. La manifestazione rievoca l’antica divisione in quattro quartieri (chiamati appunto “Gaite”): San Giorgio, San Giovanni, Santa Maria e San Pietro. Durante gli undici giorni dell’evento, il borgo medievale si anima con l’apertura delle botteghe dei mestieri storici (come la produzione della carta, la cereria e la tessitura della seta), mercati fedelmente ricostruiti secondo le usanze del Trecento e taverne culinarie aperte al pubblico. L’edizione del 2026 è storicamente legata alle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco, con diversi momenti di approfondimento e banchetti a tema. Le Infiorate di Spello Date: 6 e 7 giugno 2026 In concomitanza con la solennità del Corpus Domini, il borgo di Spello si trasforma in una galleria d’arte a cielo aperto. Gli infioratori lavorano incessantemente per l’intera notte tra il sabato e la domenica per comporre oltre sessanta tappeti e quadri floreali lungo le vie del centro storico. Le opere, realizzate esclusivamente con petali di fiori ed elementi vegetali freschi o essiccati, coprono un percorso di circa 1,5 chilometri destinato al passaggio della solenne processione della domenica mattina. Giostra della Quintana – La Sfida (Foligno) Date: 12 e 13 giugno 2026 La città di Foligno ospita la prima delle due sfide annuali della Quintana (la seconda si tiene a settembre). Si tratta di una spettacolare giostra cavalleresca in costume storico che vede gareggiare i cavalieri dei dieci rioni cittadini. Il venerdì sera (12 giugno) si svolge il corteo delle rappresentanze rionali in abiti barocchi, mentre il sabato sera (13 giugno) si tiene la gara ufficiale al Campo de li Giochi, dove i cavalieri si sfidano nell’infilzare gli anelli con la lancia in sella ai propri destrieri. Festival e Grandi Eventi Musicali L’Umbria che Spacca (Perugia) Date: Dal 24 al 28 giugno 2026 Questo festival musicale, focalizzato principalmente sulla scena pop, rock e indie contemporanea italiana e internazionale, si tiene nel capoluogo umbro negli ultimi giorni del mese. I concerti animano diversi punti della città di Perugia, offrendo una piattaforma sia per grandi artisti affermati sia per band emergenti, attirando un vasto pubblico giovanile da tutta Italia. Festival dei Due Mondi (Spoleto) Date: Inizio ufficiale a fine giugno 2026 Il celebre festival internazionale di musica, arte, cultura e spettacolo prende il via a Spoleto. Tra i primi eventi confermati collaterali legati alla rassegna spicca l’iniziativa “Spoleto segreta e sotterranea 2026”, curata dall’Associazione Amici di Spoleto ETS, con il primo appuntamento fissato per domenica 28 giugno. Questa visita guidata tematica ripercorre i luoghi della conversione di San Francesco d’Assisi sul territorio spoletino, a partire dalla chiesa di San Sabino sulla via Flaminia. Appuntamenti Enogastronomici e Territoriali L’Umbria a giugno ospita anche manifestazioni dedicate alle eccellenze agroalimentari, allo street food e alle specialità del territorio:
Paradriving: l’Umbria in carrozza

Il “Viaggio Paradriving Umbria” rappresenta un’iniziativa di spicco nel panorama del turismo inclusivo e degli sport equestri integrati, configurandosi come un cammino itinerante che attraversa il cuore della Valle Umbra. L’evento unisce la tradizione degli attacchi – la disciplina sportiva e amatoriale della guida di carrozze trainate da cavalli – con l’impegno sociale, offrendo a persone con disabilità motorie, cognitive o sensoriali l’opportunità di vivere un’esperienza naturalistica e culturale diretta e priva di barriere architettoniche. Le caratteristiche e gli obiettivi del progetto Il paradriving, come branca degli sport equestri adattati, utilizza carrozze appositamente progettate o modificate per garantire l’accesso in totale sicurezza a passeggeri e guidatori con ridotta capacità motoria. Questi mezzi sono dotati di rampe di accesso, sistemi di ancoraggio per le sedie a rotelle e comandi adattati, consentendo una partecipazione attiva. Gli obiettivi fondamentali della manifestazione si sviluppano su tre direttrici principali: Il percorso tra i luoghi francescani L’itinerario della manifestazione si sviluppa lungo la Valle Umbra, un’area pianeggiante ricca di coltivazioni, vigneti e uliveti, storicamente legata alla vita e alla predicazione di San Francesco d’Assisi. Il viaggio tocca una serie di borghi medievali e città d’arte, collegando idealmente importanti centri storici e spirituali. La partenza del cammino avviene tradizionalmente a Spoleto, città nota per la sua rocca e i suoi monumenti storici, per poi risalire la valle. Tra le tappe intermedie del percorso si inseriscono Montefalco, celebre per la produzione vitivinicola e le sue vedute panoramiche sulla pianura sottostante, e Bevagna, borgo che conserva intatta la struttura urbanistica romana e medievale. Il convoglio di carrozze prosegue toccando Foligno, snodo commerciale e culturale della pianura, e Cannara, località strettamente connessa ai miracoli francescani, come la celebre predica agli uccelli. Il traguardo finale dell’itinerario è fissato ad Assisi, la città della pace e centro della spiritualità francescana. L’arrivo delle carrozze ai piedi della Basilica rappresenta il momento culminante del viaggio, unendo il significato sportivo a quello simbolico della fratellanza e dell’accoglienza universale. Organizzazione, logistica e sicurezza La realizzazione di un evento di paradriving su un percorso di diversi chilometri richiede una macchina organizzativa complessa e rigorosa, che vede la collaborazione di associazioni del terzo settore, tecnici federali, veterinari e autorità locali. La sicurezza degli animali e dei partecipanti è l’aspetto prioritario. I cavalli impiegati vengono selezionati per la loro affidabilità, la flemma e la preparazione specifica per il lavoro in attacco, specialmente in contesti urbani o in presenza di pubblico. Ogni equipaggio è costantemente monitorato da tecnici esperti e driver professionisti in grado di intervenire in qualsiasi momento. La logistica prevede tappe calibrate per garantire il corretto riposo dei cavalli, con punti di sosta attrezzati per l’abbeverata e il controllo veterinario. Le amministrazioni comunali coinvolte cooperano per garantire il passaggio in sicurezza delle carrozze lungo le strade provinciali e nei centri storici, presidiando gli incroci e definendo aree di parcheggio dedicate ai mezzi di supporto.
Cantine Aperte 2026 in Umbria: Le aziende da non perdere nell’ultimo weekend di maggio

Il tradizionale appuntamento con Cantine Aperte, il celebre format ideato dal Movimento Turismo del Vino, torna ad animare il cuore verde d’Italia nell’ultimo fine settimana di maggio: sabato 30 e domenica 31 maggio 2026. Per questa edizione, più di 40 cantine socie sparse su tutto il territorio umbro aprono le proprie porte a appassionati ed enoturisti per presentare in anteprima le nuove esperienze di ospitalità e degustazione. Per guidarvi alla scoperta delle eccellenze regionali, abbiamo tracciato un itinerario d’autore basato sui programmi e sulle aziende ufficialmente confermate dal Movimento. Il percorso si snoda tra due dei terroir più iconici e celebrati della regione: la terra del maestoso Sagrantino di Montefalco e le colline votate al bianco, dove regna il Grechetto, tra le zone di Todi e i territori limitrofi. Prima Tappa: Le terre del Sagrantino (Montefalco e Bevagna) Il viaggio comincia nel comprensorio della DOCG Montefalco e del comune limitrofo di Bevagna, una culla vitivinicola dove i terreni argillosi e il microclima favoriscono la struttura e i tannini unici del vitigno Sagrantino. Tenute Lunelli – Tenuta Carapace (Bevagna) Situata a Bevagna, questa tenuta è celebre non solo per la qualità dei suoi vini biologici, ma per la struttura stessa della cantina: il “Carapace”, una vera e propria scultura firmata dal maestro Arnaldo Pomodoro che dialoga con il paesaggio circostante. Agricola Mevante (Montefalco) Immersa nelle colline collinari di Montefalco, questa realtà valorizza l’identità territoriale unendo precisione tecnica e accoglienza calorosa. Azienda Agricola Benedetti e Grigi (Montefalco) Fondata sulla valorizzazione della tradizione locale espressa in chiave contemporanea, la cantina sorge in località Polzella, a Montefalco. Seconda Tappa: La Valle del Tevere e le colline del Grechetto (Todi e dintorni) Spostandosi verso sud-ovest, lungo la valle del Tevere in direzione della città medievale di Todi, il paesaggio si apre alle coltivazioni del Grechetto. Qui il vitigno esprime doti di freschezza, sapidità e note minerali pronunciate, sia nella versione DOC Todi sia nelle interpretazioni della vicina Orvieto. Cantina Roccafiore (Todi) Situata nella frazione di Chioano a Todi, Roccafiore è una realtà di riferimento per la viticoltura sostenibile e biologica, focalizzata sulla valorizzazione dei vitigni autoctoni in un contesto di design e totale rispetto del paesaggio. Informazioni pratiche per la partecipazione L’accesso alle manifestazioni e alle singole attività prevede regole precise per garantire la qualità dell’esperienza e la sicurezza dei partecipanti: