Umbria a tavola: dove mangiare all’aperto questo weekend

Con l’arrivo di luglio, il panorama culturale e turistico dell’Umbria si arricchisce di una delle sue componenti più autentiche e amate: le sagre paesane e le feste della tradizione enogastronomica. Per chiunque si trovi nel territorio regionale nel corso del prossimo fine settimana, le piazze e i parchi dei borghi umbri si trasformano in veri e propri ristoranti a cielo aperto. Si tratta di occasioni ideali per riscoprire sapori antichi, ricette tramandate di generazione in generazione e prodotti d’eccellenza tutelati dai marchi di origine. Dalla provincia di Perugia fino al territorio di Terni, ecco una mappa dettagliata dei principali appuntamenti gastronomici attivi nel fine settimana, dove la convivialità si sposa con la valorizzazione della filiera corta. La tradizione perugina: Torta al Testo e Vini DOC a Pila Nel territorio comunale di Perugia, la frazione di Pila ospita la quarantottesima edizione della Festa della Torta al Testo e dei Vini DOC dei Colli Perugini. L’evento, ospitato nella cornice verdeggiante del Parco dell’Arringatore, mette al centro uno dei simboli indiscussi della gastronomia umbra: la torta al testo. Questa antica focaccia d’acqua, farina, sale e bicarbonato, cotta tradizionalmente sul tipico disco di pietra o cemento (il “testo”, appunto) riscaldato sulle braci, viene servita con le farciture classiche della tradizione, come la salsiccia cotta alla brace, i ciccioli, la porchetta o l’abbinamento tra stracchino e rucola. L’elemento di eccellenza è rappresentato dal connubio con i Vini DOC dei Colli Perugini, una denominazione che valorizza la produzione vitivinicola delle colline circostanti. Durante la manifestazione, i visitatori hanno l’opportunità di degustare selezioni di vini rossi, bianchi e rosati locali, pensati per sposarsi con la sapidità della torta. Le serate sono completate da un programma di spettacoli dal vivo e attività dedicate ai bambini, rendendo l’appuntamento ideale per le famiglie. Sapori della Valnerina e dell’Appennino: La Barbozza a Cerqueto Spostandosi verso l’area collinare e montana di Gualdo Tadino, la frazione di Cerqueto ospita la Sagra della Barbozza e delle Carni alla Brace. Nel dialetto locale, la “barbozza” identifica il guanciale di maiale, un taglio di carne suina particolarmente saporito, caratterizzato da venature di grasso nobile che, sapientemente stagionato con sale, pepe e aromi, esprime al meglio la tradizione norcina dell’Appennino umbro. Presso gli stand gastronomici della manifestazione, aperti ogni sera, la barbozza viene proposta sia in purezza, tagliata a fette sottili, sia come ingrediente principe in preparazioni calde o abbinata alla bruschetta calda. Accanto alla barbozza, il menu celebra le carni cotte alla brace rigorosamente al momento, come scottadito e salsicce, accompagnate da contorni dell’orto e formaggi del territorio. L’evento adotta una formula che unisce la genuinità dei piatti a una fitta rassegna di orchestre e musica live, per garantire l’intrattenimento tipico delle storiche feste di paese. Le eccellenze del Ternano: Il Fiore di Zucca a Nera Montoro Scendendo nella provincia di Terni, nel comune di Narni, la località di Nera Montoro ospita la ventiseiesima edizione della Sagra del Fiore di Zucca. La manifestazione si svolge presso gli spazi attigui all’Associazione Parco Piscina Nera Montoro, un’area che coniuga relax estivo e buona cucina. Il fiore di zucca, ingrediente stagionale estivo per eccellenza, viene qui celebrato attraverso una gamma vastissima di interpretazioni culinarie che ne esaltano la delicatezza. Tra le specialità più richieste spiccano le classiche frittelle ai fiori di zucca (proposte sia nella versione semplice sia farcite con filante e alici) e le “fregnacce” ai fiori di zucca, crespelle tradizionali cotte su piastra e condite con ingredienti locali. Il menu offre inoltre primi piatti come ravioli e tagliatelle ai fiori di zucca (disponibili anche con varianti al tartufo), secondi di carne alla brace e un’originale panna cotta ai fiori di zucca introdotta come novità dolciaria. La manifestazione si distingue per l’utilizzo di materie prime a chilometro zero, tra cui farine da grani antichi, e non prevede l’obbligo di prenotazione. Consigli pratici per la visita

Sapori autentici a Pila: torna la Festa della Torta al Testo e dei Vini DOC

Pila (Perugia), 29 giugno 2026 – Con l’arrivo dell’estate si rinnova uno degli appuntamenti più attesi e radicati della tradizione gastronomica del territorio perugino. Nella frazione di Pila, alle porte di Perugia, prendono il via i giorni dedicati alla Festa della Torta al Testo e dei Vini DOC dei Colli Perugini, una manifestazione che mette al centro della scena l’autenticità culinaria dell’Umbria e la valorizzazione delle eccellenze vitivinicole locali. L’evento, entrato ufficialmente nel vivo e in programma fino a domenica 5 luglio 2026, si propone come un punto di riferimento per residenti e visitatori alla ricerca dei sapori genuini della cucina umbra, offrendo un’occasione di convivialità e riscoperta delle radici contadine del territorio. La Torta al Testo: simbolo della cucina umbra Il fulcro gastronomico dell’intera manifestazione è, come da tradizione, la torta al testo. Questo alimento, che affonda le sue radici nella storia più antica della regione, rappresenta una vera e propria istituzione culinaria. Si tratta di un impasto semplice a base di acqua, farina, bicarbonato e sale, cotto tradizionalmente sopra il “testo”, il caratteristico disco in ghisa o pietra refrattaria precedentemente riscaldato sul fuoco. La sua versatilità e la sua consistenza unica la rendono la base perfetta per essere farcita con i prodotti tipici della norcineria umbra, dai salumi artigianali ai formaggi locali, fino alle verdure cotte. Durante i giorni della festa, la preparazione di questa specialità segue fedelmente i metodi tramandati di generazione in generazione, garantendo al pubblico un’esperienza gustativa legata alla memoria storica del luogo. Il connubio con i Vini DOC dei Colli Perugini Accanto alla proposta culinaria, la festa dedica un ruolo di primo piano alla promozione della denominazione d’origine controllata (DOC) dei Colli Perugini. Questa specifica area vitivinicola dell’Umbria si distingue per la produzione di vini di grande qualità, favoriti dalle condizioni pedoclimatiche delle colline che circondano il capoluogo umbro. La manifestazione di Pila offre una vetrina importante per le cantine del territorio, permettendo l’accostamento mirato tra i piatti della tradizione e i vini DOC locali, bianchi e rossi. L’iniziativa mira a sensibilizzare il consumatore verso una scelta consapevole e a chilometro zero, valorizzando il lavoro dei produttori locali e l’importanza della filiera corta nell’economia del comparto agroalimentare regionale. Aggregazione e identità locale nel borgo di Pila Oltre all’aspetto prettamente enogastronomico, la Festa della Torta al Testo e dei Vini DOC si caratterizza come un momento di forte aggregazione comunitaria. L’allestimento degli spazi e la gestione delle cucine poggiano sull’impegno volontario della comunità locale, che da anni si adopera per mantenere vivo questo appuntamento estivo e per accogliere al meglio il flusso di visitatori. Gli spazi all’aperto della frazione diventano così un luogo di incontro sociale in cui la condivisione del cibo si unisce a momenti di svago e intrattenimento adatti a un pubblico di tutte le età. L’evento si inserisce nel più ampio panorama delle manifestazioni estive della provincia di Perugia volte alla tutela e alla diffusione del patrimonio immateriale della regione, confermando come la tradizione culinaria rimanga uno dei veicoli più potenti per la promozione culturale del territorio umbro.

Il Brasile incontra Solomeo: al via il Festival Villa Solomei 2026

Solomeo, 26 giugno 2026 – Si alza oggi il sipario su una nuova e attesa edizione del Festival Villa Solomei, la rassegna che ogni anno trasforma il suggestivo borgo umbro in un palcoscenico a cielo aperto dove convergono musica, arte e cultura. L’edizione di quest’anno, che si snoda da oggi fino a martedì 30 giugno, si distingue per un filo conduttore dal fascino straordinario e vibrante: l’omaggio alla ricca e poliedrica cultura del Brasile. Il piccolo borgo medievale, noto in tutto il mondo per il suo connubio tra cura del territorio e promozione delle arti umane, si prepara così ad accogliere un fitto calendario di appuntamenti. Nelle piazze, nei cortili e all’interno dei suoi spazi storici, il festival propone fin dalla giornata odierna un’alternanza di concerti e performance coreutiche, regalando ai primi spettatori un’esperienza immersiva capace di unire la tradizione acustica e orchestrale alle calde sonorità sudamericane. Un ponte culturale tra Umbria e Brasile La scelta di dedicare la rassegna del 2026 al Brasile non rappresenta soltanto un tributo artistico, ma un vero e proprio ponte culturale. L’obiettivo della manifestazione è esplorare le molteplici sfaccettature della tradizione brasiliana, un patrimonio che va ben oltre i cliché e che affonda le proprie radici in un sincretismo unico tra influenze europee, africane e indigene. Fin dalle prime ore di questo venerdì 26 giugno, l’atmosfera del borgo ha iniziato a trasformarsi. Il programma dell’inaugurazione prevede un’attenta selezione di esibizioni che spaziano dalla musica classica alla reinterpretazione di generi tradizionali, valorizzando sia artisti di fama internazionale sia formazioni dedite alla ricerca filologica. I concerti proposti non si limitano all’intrattenimento, ma offrono percorsi di ascolto guidati e ragionati, pensati per far comprendere al pubblico la complessità strutturale e la profonda valenza sociale delle opere eseguite. Performance coreutiche e spettacoli dal vivo Accanto alla proposta prettamente musicale, il Festival Villa Solomei dedica quest’anno un’attenzione speciale all’arte della danza e del movimento. Le performance coreutiche inserite in cartellone per le prime giornate della manifestazione rappresentano un elemento chiave per comprendere l’espressione corporea legata alla cultura brasiliana. Gli spazi architettonici di Solomeo diventano così la scenografia naturale per coreografie che fondono il rigore della danza contemporanea con i ritmi sincopati e le movenze della tradizione oltreoceano. La scelta di valorizzare l’aspetto coreutico permette di offrire uno spettacolo multisensoriale, in cui lo spettatore è invitato a seguire lo sviluppo del festival muovendosi tra i diversi palcoscenici diffusi nel borgo, in una formula che favorisce l’incontro spontaneo tra artisti e pubblico. Il valore della gratuità e della condivisione In linea con la filosofia che da sempre contraddistingue le attività culturali di Solomeo, anche l’edizione 2026 del festival mantiene fermo il principio dell’accessibilità. Gli appuntamenti in programma sono concepiti come un dono alla comunità e agli appassionati, un modo per favorire la massima partecipazione e la condivisione della bellezza senza barriere. L’apertura della kermesse in questo fine settimana di inizio estate attira non soltanto residenti della provincia di Perugia, ma anche un pubblico di intenditori, critici musicali e turisti stranieri, affascinati dal contrasto armonioso tra l’architettura umbra e le calde atmosfere sudamericane. I prossimi giorni, fino alla chiusura prevista per il 30 giugno, vedranno un crescendo di appuntamenti, con concerti pomeridiani, esibizioni al tramonto e grandi eventi serali che continueranno a esplorare l’universo espressivo del Brasile, confermando il Festival Villa Solomei come uno dei punti di riferimento più originali e raffinati nel panorama dei festival estivi della regione.

Umbria, il weekend dei grandi eventi

L’Umbria si conferma il fulcro della scena culturale e dell’intrattenimento nazionale in questo scorcio finale del mese di giugno. Il territorio regionale offre una ricca concentrazione di appuntamenti di rilievo che spaziano dalla musica live contemporanea alle grandi produzioni teatrali, fino alle rievocazioni storiche di stampo medievale. Per chi si trova in regione o pianifica un fine settimana sul territorio, i prossimi giorni propongono un palinsesto fitto, guidato da manifestazioni consolidate e di richiamo internazionale. Perugia: la musica di “Umbria che Spacca” ai Giardini del Frontone Nel capoluogo umbro è in pieno svolgimento la XIII edizione di “Umbria che Spacca”, il festival musicale che dal 24 al 28 giugno 2026 anima il centro storico di Perugia. Il palco principale, allestito all’interno della cornice storica dei Giardini del Frontone, ospita i concerti della rassegna principale, diventando il punto di riferimento per migliaia di giovani e appassionati di musica live. Il programma dei prossimi giorni prevede appuntamenti mirati che uniscono artisti di rilievo nazionale a nuove realtà emergenti. I Giardini del Frontone si confermano lo spazio ideale per valorizzare la musica dal vivo in un contesto urbano di pregio. Oltre ai concerti serali sul main stage, il festival prevede una serie di iniziative collaterali, workshop e performance pomeridiane dislocate in altri punti della città, trasformando Perugia in un vero e proprio laboratorio culturale a cielo aperto per l’intera durata del fine settimana. La kermesse si concluderà ufficialmente domenica 28 giugno con la tradizionale giornata a ingresso gratuito fino all’esaurimento della capienza dello spazio, pensata per coinvolgere l’intera cittadinanza. Spoleto: si alza il sipario sulla 69ª edizione del Festival dei Due Mondi Da venerdì 26 giugno prende il via ufficialmente la 69ª edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto, manifestazione storica che si estenderà fino al prossimo 12 luglio 2026. Sotto la direzione artistica di Monique Veaute, i teatri, i complessi monumentali e gli spazi all’aperto della città si trasformano nelle sedi di spettacoli teatrali, concerti, opere liriche e performance di danza contemporanea. Le prime giornate del festival vedono l’attivazione di numerosi siti cittadini di immenso valore storico. Piazza Duomo, il Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti, il Teatro Caio Melisso Spazio Fendi e il Complesso monumentale di San Nicolò accolgono i primi debutti in cartellone. Il weekend inaugurale si caratterizza da sempre per la presenza di grandi artisti internazionali e per i tradizionali concerti della sera che uniscono la musica sinfonica alle sperimentazioni contemporanee. Il Festival dei Due Mondi si conferma così un’istituzione capace di far dialogare le arti visive e performative, richiamando a Spoleto un pubblico globale di esperti e curiosi. Bevagna: le giornate conclusive del Mercato delle Gaite Per gli amanti della storia e delle tradizioni autentiche, le attenzioni si concentrano nel borgo di Bevagna, dove volge al termine l’edizione 2026 del Mercato delle Gaite, attiva dal 17 al 28 giugno. La manifestazione, riconosciuta a livello europeo per il suo estremo rigore filologico, si basa sulla ricostruzione fedele della vita quotidiana del borgo compresa tra il 1250 e il 1350. Le giornate di venerdì 26, sabato 27 e domenica 28 giugno rappresentano il culmine della manifestazione. Il pubblico può accedere alle quattro gaite cittadine (San Giorgio, San Giovanni, Santa Maria e San Pietro), che aprono capillarmente le proprie botteghe artigiane per mostrare dal vivo le antiche tecniche di produzione medievali, come la lavorazione della seta, della carta idonea alla scrittura, del ferro e del vetro. Le taverne rionali, aperte per tutta la durata del fine settimana, offrono menu ispirati esclusivamente alle ricette culinarie del Trecento. Il weekend si chiuderà domenica con la proclamazione della Gaita vincitrice del palio 2026, decretata dai voti dei giudici esperti dopo lo svolgimento delle quattro gare previste: mercato, mestieri, gastronomia e tiro con l’arco.

Il Trasimeno celebra la tradizione: torna la Sagra del Pesce a Borghetto

Borghetto di Tuoro sul Trasimeno, 23 giugno 2026 – Si rinnova l’atteso appuntamento estivo con la tradizione enogastronomica umbra sulle sponde del Lago Trasimeno. La comunità di Borghetto, frazione nel comune di Tuoro sul Trasimeno, si prepara a ospitare la cinquantanovesima edizione della celebre Sagra del Pesce, una manifestazione storica che celebra lo stretto legame tra la popolazione locale, l’antico borgo di pescatori e le risorse delle sue acque. L’evento prenderà ufficialmente il via venerdì 26 giugno per concludersi domenica 28 giugno 2026, offrendo tre giornate dedicate alla cultura popolare, alla buona cucina lacustre e all’intrattenimento dal vivo. Un legame profondo con il territorio e la sua storia La Sagra del Pesce di Borghetto non rappresenta soltanto un momento di richiamo turistico e conviviale, ma costituisce una vera e propria espressione dell’identità locale. L’evento nasce e si sviluppa nel tempo grazie all’iniziativa e alla tenacia delle generazioni passate, in particolare delle donne del borgo che hanno tramandato le ricette tradizionali basate sul pescato. Questa passione ha permesso di preservare intatti i sapori e i metodi di preparazione della gastronomia locale. Il romantico borgo di Borghetto, storicamente legato all’attività della pesca, si trasforma per l’occasione in un punto di incontro all’aperto, dove residenti e visitatori possono riscoprire la ricchezza culturale del Trasimeno attraverso i suoi piatti tipici. La proposta enogastronomica e l’apertura degli stand Il fulcro della manifestazione è rappresentato dall’offerta culinaria, incentrata sul pesce di lago e di mare. Gli stand gastronomici allestiti per l’evento apriranno le porte al pubblico ogni sera a partire dalle ore 19:00. I visitatori avranno la possibilità di gustare le preparazioni tipiche della zona, elaborate secondo i criteri della tradizione locale, in una cornice che valorizza la stagionalità e la freschezza delle materie prime. La cucina collettiva sul lungolago diventa così uno strumento per promuovere il patrimonio ittico e favorire la socialità e lo scambio comunitario. Musica e intrattenimento serale Oltre all’aspetto puramente gastronomico, il programma della cinquantanovesima edizione prevede ampi spazi dedicati allo svago e all’aggregazione. Le tre serate saranno animate da attività di intrattenimento e serate danzanti, pensate per accompagnare la cena e prolungare la permanenza degli ospiti all’interno del borgo. L’organizzazione dell’evento vede il coinvolgimento e il supporto di realtà dedicate alla promozione turistica del comprensorio del Trasimeno, volte a valorizzare le specificità del territorio umbro in una prospettiva di turismo sostenibile e accessibile. I contatti formali messi a disposizione dall’organizzazione per l’edizione 2026 fanno riferimento ai canali istituzionali del territorio e all’ufficio informazioni turistiche di Tuoro sul Trasimeno, a disposizione per fornire indicazioni logistiche e dettagli sul programma completo delle tre giornate. La rassegna si conferma un appuntamento immancabile nel calendario delle manifestazioni estive della provincia di Perugia, capace di unire la valorizzazione dei prodotti tipici alla salvaguardia delle radici storiche di una comunità lacustre.

I Colori dei Sibillini

Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, un’area protetta di oltre settantamila ettari compresa tra le regioni Umbria e Marche, custodisce uno dei patrimoni naturali e paesaggistici più significativi dell’Appennino centrale. Questo territorio si distingue per una morfologia complessa in cui imponenti massicci calcarei alternano pareti scoscese a valli glaciali profonde e altipiani carsici ad alta quota. Tra queste vette, ricche di boschi di faggio e praterie d’altitudine, si sviluppa un ecosistema unico che ospita specie faunistiche di grande valore scientifico, come il camoscio appenninico e l’aquila reale. All’interno di questa cornice geologica e ambientale, l’altopiano di Castelluccio di Norcia rappresenta un esempio straordinario di interazione armonica tra l’attività agricola tradizionale e la conservazione della biodiversità spontanea. Ogni anno, l’altopiano diventa lo scenario di un fenomeno naturale noto come la “Fiorita” o fioritura di Castelluccio. Situato a circa 1.450 metri sul livello del mare, questo bacino carsico si suddivide in tre aree principali: il Pian Grande, il Pian Piccolo e il Pian Perduto. Il periodo in cui l’evento raggiunge il suo massimo splendore visivo è generalmente compreso tra la seconda metà di giugno e i primi giorni di luglio, sebbene le tempistiche esatte varino annualmente in base alle condizioni climatiche invernali e primaverili, come l’esposizione al sole, le temperature medie e la quantità di precipitazioni. La particolarità cromatica della fioritura non è il risultato di una piantumazione ornamentale artificiale, bensì una conseguenza diretta del ciclo di coltivazione della lenticchia di Castelluccio di Norcia, un prodotto tipico tutelato dal marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta). Gli agricoltori locali praticano una rotazione delle colture e non impiegano diserbanti chimici invasivi nei campi. Questa scelta ecologica permette alle specie floreali spontanee, storicamente associate ai campi di leguminose e cereali, di germogliare e crescere in concomitanza con le piantine di lenticchia. Le diverse specie vegetali non fioriscono contemporaneamente, ma seguono una precisa successione botanica che modifica costantemente i toni del paesaggio nel corso delle settimane. Tra le varietà più diffuse che compongono questo mosaico naturale si distinguono i papaveri, che tingono i campi di un rosso acceso, i fiordalisi con le loro intense tonalità azzurre, i camomilloni che creano ampie sfumature bianche e la senape selvatica, responsabile delle aree di colore giallo ocra. Data la fragilità dell’ecosistema dell’altopiano e la ridotta capacità della rete viaria locale, l’afflusso di visitatori durante le settimane centrali della fioritura viene regolato attentamente dalle autorità locali e dall’Ente Parco. Nei fine settimana considerati di massima affluenza, il transito dei veicoli a motore privati nei tre piani è soggetto a restrizioni e divieti temporanei, volti a evitare il congestionamento e il danneggiamento delle aree coltivate. L’accesso turistico viene garantito tramite un sistema di parcheggi di scambio situati nei comuni limitrofi e l’utilizzo di servizi di bus navetta dedicati. Nei giorni feriali, invece, la circolazione stradale resta generalmente consentita, fermo restando il divieto assoluto di calpestare i campi coltivati e di raccogliere le specie floreali protette. Oltre all’altopiano di Castelluccio, il Parco Nazionale offre numerosi siti di interesse geologico ed escursionistico. Il Monte Vettore, con i suoi 2.476 metri di quota, costituisce la cima più elevata del gruppo montuoso e presenta itinerari che consentono l’osservazione delle stratificazioni calcaree appenniniche. Sul versante orientale si sviluppano le Gole dell’Infernaccio, una profonda forra scavata dal fiume Tenna, caratterizzata da pareti rocciose verticali e da una vegetazione igrofila adatta agli ambienti umidi. In una conca glaciale situata sotto la vetta del Monte Vettore si trova invece il Lago di Pilato, uno specchio d’acqua montano noto per la presenza del Chirocefalo del Marchesoni, un piccolo crostaceo endemico che vive esclusivamente in questo bacino e le cui uova sono in grado di resistere ai periodi di prosciugamento stagionale del lago. La tutela di questo ambiente richiede una rigorosa osservanza dei sentieri tracciati, per evitare il danneggiamento delle sponde e la compromissione dell’habitat della specie.

Umbria Jazz 2026: La Grande Musica Riapre l’Acropoli di Perugia

Dal 3 al 12 luglio 2026, Perugia torna a trasformarsi nella capitale mondiale della musica con la cinquantatreesima edizione di Umbria Jazz. Per dieci giorni consecutivi, il capoluogo umbro accoglie una manifestazione diffusa che unisce l’avanguardia del jazz internazionale, il pop d’autore, il rock e le tradizioni della musica nera, fondendo la fitta programmazione artistica con l’architettura monumentale del centro storico. L’edizione del 2026 si presenta con un cartellone imponente: quindici palcoscenici differenti allestiti nel tessuto urbano, oltre 80 band coinvolte e più di 500 musicisti provenienti da ogni parte del mondo, per un totale di 275 eventi complessivi. I Grandi Concerti sui Palchi Principali Il fulcro dei grandi eventi serali a pagamento rimane l’Arena Santa Giuliana, lo spazio all’aperto che ospita le produzioni più imponenti e i nomi di richiamo internazionale. L’apertura del festival, venerdì 3 luglio, è affidata allo speciale progetto “Sting 3.0”, che inserisce Perugia all’interno del tour mondiale del celebre artista britannico. Il cartellone dell’Arena prosegue nei giorni successivi alternando icone del jazz e del rock-pop, tra cui i concerti di Jon Batiste (5 luglio), Laurie Anderson con il progetto “Republic of Love” insieme ai Sexmob e la chitarra blues di Christone “Kingfish” Ingram (7 luglio), lo storico gruppo d’avanguardia prog-jazz Perigeo e il supergruppo BEAT (4 luglio), oltre alle esibizioni di Charles Lloyd, Terence Blanchard e Ravi Coltrane (6 luglio), Snarky Puppy e la prestigiosa Metropole Orkest (8 luglio). La chiusura del festival vedrà protagonisti nomi del calibro di Stefano Bollani (9 luglio), la leggenda brasiliana Gilberto Gil insieme ai Gilsons (10 luglio), Zucchero (11 luglio) ed Elvis Costello (12 luglio). Il Teatro Morlacchi si conferma invece lo scrigno riservato al jazz più autentico e acustico, proponendo concerti pomeridiani e serali in un contesto più intimo. Tra le performance confermate spiccano il progetto “Kind of Miles” di Paolo Fresu dedicato al centenario della nascita di Miles Davis (4 luglio), la raffinata voce di Cécile McLorin Salvant (5 luglio), i quartetti di Peter Bernstein (7 luglio) e Bill Frisell (9 luglio), fino ai set di grandi maestri del pianoforte come Fred Hersch e il quartetto di Kenny Barron fissati per le giornate conclusive del festival. A questi due storici palchi si affianca la programmazione pomeridiana all’interno della Galleria Nazionale dell’Umbria, precisamente nella suggestiva Sala Podiani, spazio deputato a performance solistiche e piccoli ensemble di altissimo livello, che vedranno alternarsi musicisti come Gianni Coscia, Gabriele Mirabassi, Mark Turner, Kurt Rosenwinkel, Immanuel Wilkins e l’arpista Brandee Younger. Il Festival Diffuso e la Musica Gratuita L’inclusività e la dimensione popolare restano i pilastri fondamentali di Umbria Jazz 2026. Oltre la metà degli eventi in programma è infatti completamente gratuita, permettendo a residenti e turisti di vivere la musica direttamente lungo le vie del centro. I palchi all’aperto di Piazza IV Novembre e dei Giardini Carducci (quest’ultimo con il tradizionale Conad Stage) offrono una programmazione continua che spazia dal primo pomeriggio fino a tarda notte. Su questi spazi si esibiranno formazioni specializzate in generi ad alto coinvolgimento come lo swing, il blues, il soul e il funky. Tra gli artisti confermati all’aperto figurano la cantante Serena Brancale (protagonista della preview del 2 luglio), Thomas Kahn, Jonté Mayon, la Anthony Paule Soul Orchestra con Willy Jordan, Ray Gelato & The Giants e i Sugarpie & The Candymen. Inoltre, a scandire il ritmo quotidiano della città non mancheranno le celebri street parade dei Funk Off, la marching band toscana che attraversa Corso Vannucci e le piazze principali della città, portando lo spirito originario delle parate di New Orleans nel cuore dell’acropoli medievale. Formazione, Giovani ed Eventi Collaterali Umbria Jazz non si limita alla dimensione performativa ma consolida il proprio ruolo nell’ambito della formazione musicale e della cultura sociale. Anche nel 2026 si rinnovano le storiche Clinics del Berklee College of Music di Boston, i corsi di alta formazione che portano a Perugia 13 docenti della prestigiosa università americana e oltre 200 studenti provenienti da tutto il mondo per approfondire le tecniche di improvvisazione ed esecuzione jazzistica. Per i più piccoli è confermata la sezione UJ4KIDS, una serie di iniziative e laboratori didattici incentrati sul gioco e sull’avvicinamento alla musica dislocati tra Borgo XX Giugno, il Chiostro di San Fiorenzo e i Giardini di Santa Giuliana. Il manifesto ufficiale dell’edizione 2026, intitolato “La Danza degli Zanni”, è un omaggio del festival all’opera e alla figura di Dario Fo. Infine, tra le novità collaterali inserite nel fitto programma perugino, si segnala la nascita della prima edizione della Perugia Jazz Half Marathon, un evento podistico volto a unire lo sport alla colonna sonora del festival lungo le vie della città.

Bevagna torna nel Medioevo

Bevagna, 17 giugno 2026 – Stasera il borgo umbro di Bevagna azzera le lancette del tempo e si immerge ufficialmente nel secolo compreso tra il 1250 e il 1350. Prende il via oggi la 37esima edizione del Mercato delle Gaite, la celebre rievocazione storica che fino al 28 giugno trasformerà piazze, vicoli e cantine in uno spaccato pulsante di vita trecentesca. L’evento si apre ufficialmente questa sera, mercoledì 17 giugno alle ore 21.30, nella cornice di Piazza Filippo Silvestri con la solenne Cerimonia Inaugurale, il giuramento del Podestà (Iuramentum Potestatis) e lo spettacolo teatrale dal titolo “L’inverno dell’anima”. La struttura delle quattro Gaite La manifestazione deve il suo nome alle antiche quattro circoscrizioni amministrative in cui era divisa Bevagna in epoca medievale, denominate “Gaite”. Ognuna di esse prende il nome da una chiesa di riferimento del quartiere e compete per la conquista del Palio finale attraverso quattro gare principali: la fedeltà storica del mercato, la precisione nella ricostruzione dei mestieri, la gara gastronomica e la sfida di tiro con l’arco storico. Il programma e le tappe dell’edizione 2026 Il calendario dell’edizione 2026 prevede dieci giorni di totale immersione storica, con aperture differenziate delle botteghe artigiane e dei mercati a seconda dei quartieri. Dando uno sguardo ai dettagli del programma ufficiale di quest’anno: Enogastronomia e Taverne Un ruolo centrale nell’economia della festa è ricoperto dalle taverne e dai punti ristoro gestiti dalle quattro Gaite. A partire da domani sera, giovedì 18 giugno, e per tutta la durata dell’evento fino al 28 giugno, le quattro taverne apriranno i battenti ogni sera (il sabato e la domenica anche a pranzo). In ciascuna struttura sarà possibile consumare piatti tratti da antichi ricettari trecenteschi o basati su interpretazioni filologiche degli ingredienti disponibili all’epoca in Umbria. Ogni gaita proporrà all’interno del proprio menù il “piatto gara”, ovvero la pietanza ufficiale sottoposta al severo esame della giuria di esperti per l’assegnazione dei punteggi culinari.

Rasiglia: Il Borgo Incantato Dove Scorre la Storia

Nel cuore dell’Umbria, incastonato tra la fitta vegetazione della Valle del Menotre, sorge un piccolo borgo frazione del comune di Foligno: Rasiglia. Conosciuto da molti come la “Venezia dell’Umbria”, questo antico insediamento montano deve la sua fama globale e la sua fisionomia urbana a un elemento naturale imprescindibile: l’acqua. Canali artificiali, cascate e gore attraversano le case in pietra, creando un paesaggio sonoro e visivo unico nel suo genere. L’Origine del Borgo e l’Importanza della Sorgente La nascita e lo sviluppo di Rasiglia sono strettamente legati alla presenza della sorgente di Capovena. Questa imponente risorsa idrica sgorga nella parte alta del paese e, fin dai tempi antichi, è stata canalizzata per scopi civili e produttivi. Le prime testimonianze storiche sul borgo risalgono al XII secolo, quando l’area iniziò a essere frequentata grazie alla vicinanza con la Via della Spina, un’importante rotta commerciale dell’epoca che collegava l’Adriatico a Roma. Nel corso del XIV secolo, il territorio passò sotto il controllo della signoria dei Trinci di Foligno, che riconobbe il valore strategico della zona. I Trinci vi edificarono un castello difensivo (il Castello di Rasiglia), di cui oggi sono ancora visibili i resti della struttura fortificata e una torre visibile dall’alto del paese. La fortificazione serviva sia a proteggere i confini del territorio sia a controllare le rotte commerciali montane. L’Archeologia Industriale: I Mulini e i Lanifici La vera particolarità storica di Rasiglia risiede nel modo in cui i suoi abitanti hanno saputo sfruttare la forza motrice dell’acqua. A partire dal XIV e XV secolo, e con un forte incremento tra l’Ottocento e la prima metà del Novecento, il borgo si è trasformato in un florido centro preindustriale. I canali che attraversano il paese non erano elementi decorativi, ma vere e proprie autostrade energetiche. L’economia locale si poggiava su tre pilastri fondamentali: Tra le famiglie che hanno segnato la storia industriale del borgo spicca la famiglia Tonti, che avviò una produzione tessile d’eccellenza capace di resistere fino al secondo dopoguerra. I manufatti di Rasiglia erano rinomati per la loro qualità in gran parte della regione. Il Declino e la Rinascita Turistica Con l’avvento dell’industrializzazione moderna e lo spostamento delle attività produttive verso le grandi aree urbane della pianura (come Foligno), Rasiglia ha vissuto un progressivo spopolamento durante la seconda metà del Novecento. I vecchi macchinari si fermarono e i canali rimasero silenziosi testimoni di un passato glorioso. Il terremoto del 1997 che colpì l’Umbria e le Marche inflisse un ulteriore duro colpo alle strutture del paese. Tuttavia, la comunità locale non ha abbandonato le proprie radici. Grazie a interventi di restauro conservativo e all’impegno di associazioni culturali del territorio, il borgo è stato interamente recuperato. Le antiche macchine per la cardatura della lana, i telai meccanici e le macine dei mulini sono stati restaurati e resi visitabili all’interno di un percorso museale diffuso a cielo aperto. Oggi Rasiglia è una delle mete turistiche più frequentate dell’Umbria. I visitatori vi si recano per passeggiare lungo i pontili di legno, osservare le vasche trasparenti dove l’acqua scorre perennemente a una temperatura costante e riscoprire l’ingegno artigianale di un tempo. Informazioni Utili per la Visita Per preservare l’integrità del borgo e garantire la sicurezza dei residenti (il paese conta poche decine di abitanti stanziali), l’accesso al centro storico è esclusivamente pedonale. Nota per i visitatori: Le vetture devono essere lasciate nelle aree di sosta preposte situate all’esterno dell’abitato, lungo la strada statale. La visita si svolge interamente a piedi attraverso vicoli ed elementi idraulici protetti da storiche paratie. Rasiglia rappresenta un esempio virtuoso di come la memoria storica e la gestione sostenibile del patrimonio naturale possano trasformare un piccolo centro montano in un modello di valorizzazione culturale apprezzato a livello internazionale.

La Festa della Lavanda 2026 ad Assisi

La Festa della Lavanda rappresenta uno degli eventi naturalistici e florovivaistici più caratteristici della stagione estiva in Umbria. L’iniziativa si svolge nel territorio del comune di Assisi, nello specifico presso i campi coltivati de “Il Lavandeto di Assisi”, coprendo un arco temporale che va dalla metà di giugno fino all’inizio di luglio. Questo periodo coincide con il momento di massima fioritura delle piante, offrendo una panoramica visiva incentrata sulle tonalità del viola e sull’estensione dei filari coltivati ai piedi della città serafica. Le attività e l’esperienza nei campi La manifestazione è strutturata per consentire ai visitatori un contatto diretto con la natura e con la cultura floro-vivaistica del territorio. L’evento si articola attraverso diverse modalità di fruizione, pensate per valorizzare il patrimonio paesaggistico ed agricolo della zona. Passeggiate tra i filari in fioritura L’attività principale della Festa della Lavanda consiste nella possibilità di accedere direttamente ai campi di coltivazione. I visitatori possono percorrere a piedi i sentieri che costeggiano i filari viola, osservando da vicino le diverse varietà di lavanda coltivate all’interno della tenuta. Questa esperienza permette di apprezzare non solo l’aspetto visivo del panorama, caratterizzato dal contrasto tra il colore dei fiori e lo sfondo della campagna umbra, ma anche le proprietà olfattive tipiche della pianta nel suo momento di massimo splendore vegetativo. I picnic guidati al tramonto Tra le iniziative organizzate per arricchire l’esperienza dei partecipanti figurano i picnic guidati, programmati nelle ore che precedono il calare del sole. Questa formula consente di sostare all’interno delle aree dedicate della tenuta durante il tramonto, un momento in cui le variazioni della luce naturale modificano la percezione visiva dei campi in fiore. Le sessioni sono strutturate per unire il momento della sosta all’aria aperta con elementi di approfondimento guidato legati al contesto rurale ospitante. Il mercatino floro-vivaistico specializzato Un elemento centrale della manifestazione è rappresentato dall’allestimento di un mercatino floro-vivaistico tematico. Questa sezione dell’evento funge da punto di incontro tra gli appassionati di giardinaggio, i professionisti del settore e i visitatori interessati ai prodotti derivati dalla lavorazione della pianta. All’interno degli spazi espositivi è possibile trovare: Valenza territoriale e sostenibilità La Festa della Lavanda non è soltanto un’attrazione visiva, ma si configura come un esempio di valorizzazione dell’agricoltura specializzata e del turismo rurale in Umbria. L’evento promuove la conoscenza delle tecniche di coltivazione della lavanda e l’importanza della biodiversità in ambito florovivaistico. La collocazione geografica, situata nelle immediate vicinanze del centro storico di Assisi, permette inoltre di creare una sinergia tra il turismo culturale legato alla città e l’esplorazione delle eccellenze naturalistiche del territorio circostante, attirando un pubblico attento alla sostenibilità e alle tradizioni agricole locali.