Umbria Jazz 2026: La Grande Musica Riapre l’Acropoli di Perugia

Dal 3 al 12 luglio 2026, Perugia torna a trasformarsi nella capitale mondiale della musica con la cinquantatreesima edizione di Umbria Jazz. Per dieci giorni consecutivi, il capoluogo umbro accoglie una manifestazione diffusa che unisce l’avanguardia del jazz internazionale, il pop d’autore, il rock e le tradizioni della musica nera, fondendo la fitta programmazione artistica con l’architettura monumentale del centro storico. L’edizione del 2026 si presenta con un cartellone imponente: quindici palcoscenici differenti allestiti nel tessuto urbano, oltre 80 band coinvolte e più di 500 musicisti provenienti da ogni parte del mondo, per un totale di 275 eventi complessivi. I Grandi Concerti sui Palchi Principali Il fulcro dei grandi eventi serali a pagamento rimane l’Arena Santa Giuliana, lo spazio all’aperto che ospita le produzioni più imponenti e i nomi di richiamo internazionale. L’apertura del festival, venerdì 3 luglio, è affidata allo speciale progetto “Sting 3.0”, che inserisce Perugia all’interno del tour mondiale del celebre artista britannico. Il cartellone dell’Arena prosegue nei giorni successivi alternando icone del jazz e del rock-pop, tra cui i concerti di Jon Batiste (5 luglio), Laurie Anderson con il progetto “Republic of Love” insieme ai Sexmob e la chitarra blues di Christone “Kingfish” Ingram (7 luglio), lo storico gruppo d’avanguardia prog-jazz Perigeo e il supergruppo BEAT (4 luglio), oltre alle esibizioni di Charles Lloyd, Terence Blanchard e Ravi Coltrane (6 luglio), Snarky Puppy e la prestigiosa Metropole Orkest (8 luglio). La chiusura del festival vedrà protagonisti nomi del calibro di Stefano Bollani (9 luglio), la leggenda brasiliana Gilberto Gil insieme ai Gilsons (10 luglio), Zucchero (11 luglio) ed Elvis Costello (12 luglio). Il Teatro Morlacchi si conferma invece lo scrigno riservato al jazz più autentico e acustico, proponendo concerti pomeridiani e serali in un contesto più intimo. Tra le performance confermate spiccano il progetto “Kind of Miles” di Paolo Fresu dedicato al centenario della nascita di Miles Davis (4 luglio), la raffinata voce di Cécile McLorin Salvant (5 luglio), i quartetti di Peter Bernstein (7 luglio) e Bill Frisell (9 luglio), fino ai set di grandi maestri del pianoforte come Fred Hersch e il quartetto di Kenny Barron fissati per le giornate conclusive del festival. A questi due storici palchi si affianca la programmazione pomeridiana all’interno della Galleria Nazionale dell’Umbria, precisamente nella suggestiva Sala Podiani, spazio deputato a performance solistiche e piccoli ensemble di altissimo livello, che vedranno alternarsi musicisti come Gianni Coscia, Gabriele Mirabassi, Mark Turner, Kurt Rosenwinkel, Immanuel Wilkins e l’arpista Brandee Younger. Il Festival Diffuso e la Musica Gratuita L’inclusività e la dimensione popolare restano i pilastri fondamentali di Umbria Jazz 2026. Oltre la metà degli eventi in programma è infatti completamente gratuita, permettendo a residenti e turisti di vivere la musica direttamente lungo le vie del centro. I palchi all’aperto di Piazza IV Novembre e dei Giardini Carducci (quest’ultimo con il tradizionale Conad Stage) offrono una programmazione continua che spazia dal primo pomeriggio fino a tarda notte. Su questi spazi si esibiranno formazioni specializzate in generi ad alto coinvolgimento come lo swing, il blues, il soul e il funky. Tra gli artisti confermati all’aperto figurano la cantante Serena Brancale (protagonista della preview del 2 luglio), Thomas Kahn, Jonté Mayon, la Anthony Paule Soul Orchestra con Willy Jordan, Ray Gelato & The Giants e i Sugarpie & The Candymen. Inoltre, a scandire il ritmo quotidiano della città non mancheranno le celebri street parade dei Funk Off, la marching band toscana che attraversa Corso Vannucci e le piazze principali della città, portando lo spirito originario delle parate di New Orleans nel cuore dell’acropoli medievale. Formazione, Giovani ed Eventi Collaterali Umbria Jazz non si limita alla dimensione performativa ma consolida il proprio ruolo nell’ambito della formazione musicale e della cultura sociale. Anche nel 2026 si rinnovano le storiche Clinics del Berklee College of Music di Boston, i corsi di alta formazione che portano a Perugia 13 docenti della prestigiosa università americana e oltre 200 studenti provenienti da tutto il mondo per approfondire le tecniche di improvvisazione ed esecuzione jazzistica. Per i più piccoli è confermata la sezione UJ4KIDS, una serie di iniziative e laboratori didattici incentrati sul gioco e sull’avvicinamento alla musica dislocati tra Borgo XX Giugno, il Chiostro di San Fiorenzo e i Giardini di Santa Giuliana. Il manifesto ufficiale dell’edizione 2026, intitolato “La Danza degli Zanni”, è un omaggio del festival all’opera e alla figura di Dario Fo. Infine, tra le novità collaterali inserite nel fitto programma perugino, si segnala la nascita della prima edizione della Perugia Jazz Half Marathon, un evento podistico volto a unire lo sport alla colonna sonora del festival lungo le vie della città.
Bevagna torna nel Medioevo

Bevagna, 17 giugno 2026 – Stasera il borgo umbro di Bevagna azzera le lancette del tempo e si immerge ufficialmente nel secolo compreso tra il 1250 e il 1350. Prende il via oggi la 37esima edizione del Mercato delle Gaite, la celebre rievocazione storica che fino al 28 giugno trasformerà piazze, vicoli e cantine in uno spaccato pulsante di vita trecentesca. L’evento si apre ufficialmente questa sera, mercoledì 17 giugno alle ore 21.30, nella cornice di Piazza Filippo Silvestri con la solenne Cerimonia Inaugurale, il giuramento del Podestà (Iuramentum Potestatis) e lo spettacolo teatrale dal titolo “L’inverno dell’anima”. La struttura delle quattro Gaite La manifestazione deve il suo nome alle antiche quattro circoscrizioni amministrative in cui era divisa Bevagna in epoca medievale, denominate “Gaite”. Ognuna di esse prende il nome da una chiesa di riferimento del quartiere e compete per la conquista del Palio finale attraverso quattro gare principali: la fedeltà storica del mercato, la precisione nella ricostruzione dei mestieri, la gara gastronomica e la sfida di tiro con l’arco storico. Il programma e le tappe dell’edizione 2026 Il calendario dell’edizione 2026 prevede dieci giorni di totale immersione storica, con aperture differenziate delle botteghe artigiane e dei mercati a seconda dei quartieri. Dando uno sguardo ai dettagli del programma ufficiale di quest’anno: Enogastronomia e Taverne Un ruolo centrale nell’economia della festa è ricoperto dalle taverne e dai punti ristoro gestiti dalle quattro Gaite. A partire da domani sera, giovedì 18 giugno, e per tutta la durata dell’evento fino al 28 giugno, le quattro taverne apriranno i battenti ogni sera (il sabato e la domenica anche a pranzo). In ciascuna struttura sarà possibile consumare piatti tratti da antichi ricettari trecenteschi o basati su interpretazioni filologiche degli ingredienti disponibili all’epoca in Umbria. Ogni gaita proporrà all’interno del proprio menù il “piatto gara”, ovvero la pietanza ufficiale sottoposta al severo esame della giuria di esperti per l’assegnazione dei punteggi culinari.
Rasiglia: Il Borgo Incantato Dove Scorre la Storia

Nel cuore dell’Umbria, incastonato tra la fitta vegetazione della Valle del Menotre, sorge un piccolo borgo frazione del comune di Foligno: Rasiglia. Conosciuto da molti come la “Venezia dell’Umbria”, questo antico insediamento montano deve la sua fama globale e la sua fisionomia urbana a un elemento naturale imprescindibile: l’acqua. Canali artificiali, cascate e gore attraversano le case in pietra, creando un paesaggio sonoro e visivo unico nel suo genere. L’Origine del Borgo e l’Importanza della Sorgente La nascita e lo sviluppo di Rasiglia sono strettamente legati alla presenza della sorgente di Capovena. Questa imponente risorsa idrica sgorga nella parte alta del paese e, fin dai tempi antichi, è stata canalizzata per scopi civili e produttivi. Le prime testimonianze storiche sul borgo risalgono al XII secolo, quando l’area iniziò a essere frequentata grazie alla vicinanza con la Via della Spina, un’importante rotta commerciale dell’epoca che collegava l’Adriatico a Roma. Nel corso del XIV secolo, il territorio passò sotto il controllo della signoria dei Trinci di Foligno, che riconobbe il valore strategico della zona. I Trinci vi edificarono un castello difensivo (il Castello di Rasiglia), di cui oggi sono ancora visibili i resti della struttura fortificata e una torre visibile dall’alto del paese. La fortificazione serviva sia a proteggere i confini del territorio sia a controllare le rotte commerciali montane. L’Archeologia Industriale: I Mulini e i Lanifici La vera particolarità storica di Rasiglia risiede nel modo in cui i suoi abitanti hanno saputo sfruttare la forza motrice dell’acqua. A partire dal XIV e XV secolo, e con un forte incremento tra l’Ottocento e la prima metà del Novecento, il borgo si è trasformato in un florido centro preindustriale. I canali che attraversano il paese non erano elementi decorativi, ma vere e proprie autostrade energetiche. L’economia locale si poggiava su tre pilastri fondamentali: Tra le famiglie che hanno segnato la storia industriale del borgo spicca la famiglia Tonti, che avviò una produzione tessile d’eccellenza capace di resistere fino al secondo dopoguerra. I manufatti di Rasiglia erano rinomati per la loro qualità in gran parte della regione. Il Declino e la Rinascita Turistica Con l’avvento dell’industrializzazione moderna e lo spostamento delle attività produttive verso le grandi aree urbane della pianura (come Foligno), Rasiglia ha vissuto un progressivo spopolamento durante la seconda metà del Novecento. I vecchi macchinari si fermarono e i canali rimasero silenziosi testimoni di un passato glorioso. Il terremoto del 1997 che colpì l’Umbria e le Marche inflisse un ulteriore duro colpo alle strutture del paese. Tuttavia, la comunità locale non ha abbandonato le proprie radici. Grazie a interventi di restauro conservativo e all’impegno di associazioni culturali del territorio, il borgo è stato interamente recuperato. Le antiche macchine per la cardatura della lana, i telai meccanici e le macine dei mulini sono stati restaurati e resi visitabili all’interno di un percorso museale diffuso a cielo aperto. Oggi Rasiglia è una delle mete turistiche più frequentate dell’Umbria. I visitatori vi si recano per passeggiare lungo i pontili di legno, osservare le vasche trasparenti dove l’acqua scorre perennemente a una temperatura costante e riscoprire l’ingegno artigianale di un tempo. Informazioni Utili per la Visita Per preservare l’integrità del borgo e garantire la sicurezza dei residenti (il paese conta poche decine di abitanti stanziali), l’accesso al centro storico è esclusivamente pedonale. Nota per i visitatori: Le vetture devono essere lasciate nelle aree di sosta preposte situate all’esterno dell’abitato, lungo la strada statale. La visita si svolge interamente a piedi attraverso vicoli ed elementi idraulici protetti da storiche paratie. Rasiglia rappresenta un esempio virtuoso di come la memoria storica e la gestione sostenibile del patrimonio naturale possano trasformare un piccolo centro montano in un modello di valorizzazione culturale apprezzato a livello internazionale.
La Festa della Lavanda 2026 ad Assisi

La Festa della Lavanda rappresenta uno degli eventi naturalistici e florovivaistici più caratteristici della stagione estiva in Umbria. L’iniziativa si svolge nel territorio del comune di Assisi, nello specifico presso i campi coltivati de “Il Lavandeto di Assisi”, coprendo un arco temporale che va dalla metà di giugno fino all’inizio di luglio. Questo periodo coincide con il momento di massima fioritura delle piante, offrendo una panoramica visiva incentrata sulle tonalità del viola e sull’estensione dei filari coltivati ai piedi della città serafica. Le attività e l’esperienza nei campi La manifestazione è strutturata per consentire ai visitatori un contatto diretto con la natura e con la cultura floro-vivaistica del territorio. L’evento si articola attraverso diverse modalità di fruizione, pensate per valorizzare il patrimonio paesaggistico ed agricolo della zona. Passeggiate tra i filari in fioritura L’attività principale della Festa della Lavanda consiste nella possibilità di accedere direttamente ai campi di coltivazione. I visitatori possono percorrere a piedi i sentieri che costeggiano i filari viola, osservando da vicino le diverse varietà di lavanda coltivate all’interno della tenuta. Questa esperienza permette di apprezzare non solo l’aspetto visivo del panorama, caratterizzato dal contrasto tra il colore dei fiori e lo sfondo della campagna umbra, ma anche le proprietà olfattive tipiche della pianta nel suo momento di massimo splendore vegetativo. I picnic guidati al tramonto Tra le iniziative organizzate per arricchire l’esperienza dei partecipanti figurano i picnic guidati, programmati nelle ore che precedono il calare del sole. Questa formula consente di sostare all’interno delle aree dedicate della tenuta durante il tramonto, un momento in cui le variazioni della luce naturale modificano la percezione visiva dei campi in fiore. Le sessioni sono strutturate per unire il momento della sosta all’aria aperta con elementi di approfondimento guidato legati al contesto rurale ospitante. Il mercatino floro-vivaistico specializzato Un elemento centrale della manifestazione è rappresentato dall’allestimento di un mercatino floro-vivaistico tematico. Questa sezione dell’evento funge da punto di incontro tra gli appassionati di giardinaggio, i professionisti del settore e i visitatori interessati ai prodotti derivati dalla lavorazione della pianta. All’interno degli spazi espositivi è possibile trovare: Valenza territoriale e sostenibilità La Festa della Lavanda non è soltanto un’attrazione visiva, ma si configura come un esempio di valorizzazione dell’agricoltura specializzata e del turismo rurale in Umbria. L’evento promuove la conoscenza delle tecniche di coltivazione della lavanda e l’importanza della biodiversità in ambito florovivaistico. La collocazione geografica, situata nelle immediate vicinanze del centro storico di Assisi, permette inoltre di creare una sinergia tra il turismo culturale legato alla città e l’esplorazione delle eccellenze naturalistiche del territorio circostante, attirando un pubblico attento alla sostenibilità e alle tradizioni agricole locali.
Quintana 2026: al via la Sfida

FOLIGNO, 12 GIUGNO 2026 — L’attesa è finalmente terminata. Foligno si appresta a vivere uno dei momenti più solenni e spettacolari del suo intero calendario culturale e tradizionale: la Giostra della Quintana – La Sfida. Stasera, venerdì 12 giugno, le storiche vie del centro cittadino torneranno a immergersi completamente nelle atmosfere dell’Umbria barocca del XVII secolo, segnando l’atto d’inizio ufficiale del fine settimana culminante della manifestazione. La Giostra della Quintana non rappresenta soltanto una competizione equestre di altissimo livello tecnico, ma costituisce il cuore pulsante dell’identità folignate. Nata ufficialmente in epoca moderna nel 1946, ma ispirata a una storica sfida cavalleresca documentata fin dal 1613, la rievocazione mette a confronto i dieci storici rioni della città: Ammanniti, Badia, Cassero, Contrastanga, Croce Bianca, Giotti, La Mora, Morlupo, Pugilli e Spada. Ogni rione, guidato dal rispettivo Priore, lavora incessantemente durante tutto l’anno per perfezionare gli abiti barocchi, gestire le taverne gastronomiche e allenare i binomi cavallo-cavaliere che si contenderanno il Palio nel Campo de li Giochi. Il Corteo Storico e l’Edizione 2026 Il programma ufficiale dell’edizione di giugno 2026 ha visto una fitta serie di appuntamenti culturali e gastronomici nei giorni precedenti, tra cui la celebre gara gastronomica del “Gareggiare dei Convivi” – che quest’anno ha visto il trionfo del Rione Cassero – e la sempre partecipata Fiera dei Soprastanti. Tuttavia, il fulcro emotivo della manifestazione si accende proprio nella serata di oggi, venerdì 12 giugno. A partire dalle ore 21:45, le rappresentanze rionali daranno vita al maestoso Corteo Storico. Circa 800 figuranti sfileranno tra le vie principali del centro storico indossando sontuosi abiti in velluto e seta, fedelmente riprodotti sulla base dei modelli barocchi del Seicento. Ad accompagnare i nobili, le dame, i cavalieri e i paggi saranno i ritmi cadenzati dei tamburini e i giochi coreografici degli sbandieratori. La sfilata troverà il suo culmine alle ore 23:00 nella cornice di Piazza della Repubblica. In questo scenario avverranno due tra i momenti più solenni dell’intera Quintana: la lettura del Bando, che esorta il popolo e i cavalieri alla nobile contesa, e la successiva Benedizione dei Cavalieri, l’atto rituale formale che dà ufficialmente il via alla tenzone dell’indomani. La Gara al Campo de li Giochi Il momento decisivo in cui si decreterà il vincitore è fissato per domani sera, sabato 13 giugno, a partire dalle ore 20:30. Presso il Campo de li Giochi “Marcello Formica e Paolo Giusti”, i dieci rioni si affronteranno a viso aperto. Il meccanismo della gara è tanto affascinante quanto spietato. Ciascun cavaliere (chiamato formalmente “Pertinace”, “Fedele”, “Audace” o con gli altri storici pseudonimi a seconda del rione di appartenenza) deve percorrere al galoppo l’insidioso tracciato a forma di otto, lungo 720 metri. Al centro del percorso si staglia la statua del dio Marte, sul cui braccio teso è posizionato l’anello da agganciare tramite una lancia. La sfida si articola su tre tornate consecutive, e a ogni turno la difficoltà aumenta sensibilmente a causa del progressivo rimpicciolimento del diametro degli anelli: La vittoria viene assegnata al cavaliere che completa tutte le tornate nel minor tempo possibile e senza commettere penalità, come la mancata presa dell’anello o l’abbattimento delle bandierine che delimitano la pista. Una competizione millimetrica dove la perfetta simbiosi tra destrezza umana e potenza equestre fa la differenza tra il trionfo rionale e la sconfitta. Da stasera, Foligno torna a trattenere il fiato.
Foligno si prepara alla Giostra della Quintana: al via l’edizione della Sfida 2026

La città di Foligno torna a immergersi nell’atmosfera del Seicento barocco per uno degli appuntamenti storici e agonistici più attesi dell’Umbria: la Giostra della Quintana – La Sfida 2026. L’evento, in programma nelle giornate di venerdì 12 e sabato 13 giugno 2026, segna un traguardo storico significativo per la manifestazione, celebrando l’edizione dell’Ottantennale dalla sua rinascita in epoca moderna, avvenuta nel 1946. La kermesse unisce il rigore della ricostruzione storica seicentesca alla forte tensione agonistica della gara equestre, coinvolgendo l’intera comunità cittadina divisa nei suoi dieci rioni storici. Il venerdì del Corteo Storico: l’eleganza del Barocco Il fine settimana della Sfida si apre ufficialmente nella serata di venerdì 12 giugno 2026. A partire dalle ore 21:45, le vie del centro storico di Foligno ospitano il tradizionale Corteo delle rappresentanze rionali. Si tratta di una sfilata storica che vede la partecipazione di circa 800 figuranti in costumi fedelmente ispirati alla moda barocca del XVII secolo. Dame, nobili, cavalieri, paggi, musici e sbandieratori sfilano con abiti realizzati in tessuti pregiati come seta e velluto, curati nei minimi dettagli filologici. Il percorso del corteo si snoda attraverso i principali assi viari del centro cittadino e culmina, intorno alle ore 23:00, in Piazza della Repubblica. Qui hanno luogo due dei momenti istituzionali più solenni e immutati della tradizione quintanara: la lettura del Bando di sfida e la solenne Benedizione dei Cavalieri che scenderanno in campo il giorno successivo. Il sabato della Giostra: la sfida al Dio Marte Il momento culminante della manifestazione è fissato per sabato 13 giugno 2026, a partire dalle ore 20:30, presso il Campo de li Giochi “Marcello Formica e Paolo Giusti”. In questa cornice si disputa la Giostra della Quintana vera e propria, denominata “La Sfida” per distinguerla dalla rivincita che si tiene tradizionalmente nel mese di settembre. La competizione vede confrontarsi i dieci binomi (cavallo e cavaliere) in rappresentanza dei dieci rioni di Foligno: La gara si sviluppa su un tracciato a forma di otto, lungo 754 metri, delimitato dalle bandiere. Al centro dell’incrocio delle due diagonali si trova la statua lignea che rappresenta il “Dio Marte”, l’automa che regge con il braccio destro teso l’anello da agganciare. Il regolamento e lo svolgimento della gara La competizione si articola in tre tornate consecutive. In ognuna di esse, i cavalieri devono percorrere il tracciato nel minor tempo possibile, cercando di infilzare l’anello appeso al braccio dell’automa tramite una lancia. Per rendere la prova progressivamente più difficile e selettiva, il diametro degli anelli diminuisce a ogni turno: Il regolamento applicato è estremamente rigido. Al fine di stilare la classifica e decretare il rione vincitore, i giudici tengono conto di diversi fattori eliminatori e penalizzanti: Logistica e informazioni utili L’accesso alle vie del centro storico di Foligno per assistere al passaggio del Corteo Storico nella serata di venerdì è completamente gratuito. Per quanto riguarda invece la gara equestre di sabato sera al Campo de li Giochi (situato nei pressi di Largo F. Frezzi), l’ingresso è consentito previo acquisto del biglietto per le tribune, con tariffe che variano indicativamente tra i 15 e i 30 euro. L’evento di sabato 13 giugno viene inoltre trasmesso in differita televisiva nazionale su Rai 3 la settimana successiva, sabato 20 giugno, a partire dalle ore 15:00.
Fior di Cacio: Il Valore del Patrimonio Caseario a Vallo di Nera

Nel panorama delle manifestazioni dedicate alla valorizzazione dell’agroalimentare italiano, Fior di Cacio a Vallo di Nera rappresenta uno degli appuntamenti più significativi per la tutela della cultura pastorale e della biodiversità casearia della Valnerina e dell’intera regione Umbria. L’evento, che trasforma annualmente il borgo-castello in una mostra mercato a cielo aperto, si configura come un punto di incontro tra produttori artigianali, istituzioni, esperti del settore e consumatori consapevoli. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di promuovere le eccellenze del territorio, offrendo un palcoscenico a produzioni di nicchia che rischiano la scomparsa a causa dell’omologazione industriale. Vallo di Nera, inserito tra i Borghi più belli d’Italia, diventa lo scenario naturale in cui la filiera corta e le tradizioni millenarie della transumanza vengono raccontate attraverso assaggi, convegni e attività sul campo. Le Vie del Cacio: Struttura della Mostra Mercato Il nucleo centrale di Fior di Cacio è rappresentato dall’itinerario gastronomico denominato “Le Vie del Cacio”. Durante i giorni della manifestazione, le antiche cantine, i vicoli e le piazze del centro storico ospitano decine di produttori locali e nazionali. L’offerta espositiva si concentra principalmente su: Accanto ai formaggi, la mostra mercato include altre eccellenze umbre come il tartufo, i legumi di montagna (tra cui la lenticchia di Castelluccio), il miele artigianale e i salumi della tradizione norcina. Il Ruolo di Slow Food e la Tutela della Biodiversità La manifestazione collabora stabilmente con l’associazione Slow Food, in particolare attraverso la valorizzazione dei Presìdi. Il Convento di Santa Maria e altri spazi istituzionali del borgo ospitano periodicamente laboratori del gusto e incontri didattici legati allo Slow Food Day. I produttori dei Presìdi testimoniano l’importanza di salvaguardare le razze ovine e caprine autoctone e le tecniche di stagionatura tradizionali. I laboratori sono progettati per educare il consumatore a riconoscere un formaggio artigianale attraverso l’analisi sensoriale (visiva, olfattiva e gustativa), promuovendo un modello di consumo sostenibile e rispettoso del benessere animale. Approfondimenti Istituzionali e Sviluppo delle Aree Interne Fior di Cacio non è soltanto un evento gastronomico, ma un’importante piattaforma di dibattito politico e scientifico. Ogni edizione ospita convegni dedicati all’economia delle aree interne, alla gestione dei pascoli e all’innovazione nel comparto zootecnico. Questi incontri vedono la partecipazione attiva di università locali (come l’Università per Stranieri di Perugia e l’Università degli Studi di Perugia), della Camera di Commercio dell’Umbria e di associazioni di categoria come la FIDSPA (Federazione Italiana Dottori in Scienze della Produzione Animale). Al centro del dibattito vi sono i modelli di sviluppo sostenibile per contrastare lo spopolamento delle montagne, l’importanza della certificazione d’origine e l’integrazione tra turismo e agricoltura. Tradizioni Popolari e Territorio Il legame con il folklore locale è mantenuto vivo attraverso attività che coinvolgono direttamente il pubblico: L’evento è patrocinato e sostenuto da enti di rilievo come la Regione Umbria, la Provincia di Perugia, il Comune di Vallo di Nera, il Consorzio BIM Nera e Velino, e il GAL Valle Umbra e Sibillini.
Il Mercato delle Gaite di Bevagna: l’eccellenza filologica della rievocazione medievale in Umbria

Nel panorama delle manifestazioni storiche europee, il Mercato delle Gaite di Bevagna (Perugia) occupa un posto di rilievo per il rigore scientifico e l’accuratezza filologica delle sue ricostruzioni. L’evento, basato sullo studio accurato degli statuti comunali e dei documenti storici conservati presso l’Archivio di Stato, si prefigge l’obiettivo di ricreare la vita quotidiana, sociale ed economica del borgo umbro in un arco temporale circoscritto tra il 1250 e il 1350. Il termine “Gaita” deriva dal vocabolo di origine longobarda watha, che significa “guardia” o “vedetta”. Con questa espressione si designavano i quattro quartieri storici nei quali era anticamente suddiviso il territorio di Bevagna: la Gaita San Giorgio, la Gaita San Giovanni, la Gaita Santa Maria e la Gaita San Pietro. La manifestazione consiste in una competizione articolata tra i quattro rioni, i quali si contendono annualmente il Palio della Vittoria attraverso quattro distinte gare giudicate da una commissione di esperti del settore, medievisti e docenti universitari. Le quattro sfide del Palio Il verdetto finale che assegna il Palio è il risultato della somma dei punteggi ottenuti nelle singole discipline previste dal regolamento: 1. La Gara dei Mestieri Ogni Gaita ha il compito di ricostruire fedelmente due antiche attività artigianali del periodo di riferimento. La rappresentazione deve illustrare l’intera filiera produttiva, partendo dal reperimento e dal trattamento della materia prima fino ad arrivare all’ottenimento del prodotto finito. I membri del rione danno vita a vere e proprie botteghe animate, all’interno delle quali spiegano ai visitatori e alla giuria le tecniche di lavorazione basate solo su strumenti e metodologie dell’epoca. Tra le attività permanenti e storiche del circuito figurano: 2. La Gara del Mercato Le Gaite allestiscono ampi mercati all’aperto che riproducono le dinamiche del commercio due-trecentesco. L’attenzione della giuria si concentra sull’assenza di anacronismi sia nelle strutture dei banchi espositivi sia nelle merci in vendita. Vengono ricostruiti i sistemi metrici e di pesatura dell’epoca, i registri commerciali dei notai e la fornitura di servizi, popolando le vie di venditori, acquirenti e guardie comunali. 3. La Gara Gastronomica Le taverne rionali preparano e servono un banchetto basato rigorosamente su ricette tratte da manuali e manoscritti di cucina europei risalenti al periodo 1250-1350. La gara prevede la presentazione di una portata principale legata a una specifica ricostruzione scenica: l’ambientazione, la scelta delle stoviglie e l’intrattenimento devono riflettere fedelmente il ceto sociale dell’epoca (nobiliare, borghese o contadino) a cui fa riferimento il banchetto esaminato. 4. La Gara di Tiro con l’Arco Si tratta dell’unica prova di carattere sportivo della manifestazione. Si svolge tradizionalmente nella piazza centrale del borgo (Piazza Filippo Silvestri) e vede confrontarsi tre arcieri per ciascuna Gaita. I concorrenti utilizzano esclusivamente archi storici privi di mirini o supporti tecnologici moderni, sfidandosi nel colpire e rompere bersagli di dimensioni decrescenti con un quantitativo limitato di frecce. Struttura e logistica dell’evento L’evento si svolge regolarmente nell’arco di dieci giorni durante la seconda metà del mese di giugno. La cerimonia inaugurale prevede la lettura del bando del podestà e il giuramento dei priori delle quattro Gaite. Nelle giornate successive il calendario prevede l’apertura serale e pomeridiana delle botteghe dei mestieri, l’avvio delle attività delle taverne rionali (dove vengono somministrate pietanze e bevande ispirate alla tradizione medievale e locale) e lo svolgimento delle sessioni di esame da parte delle giurie scientifiche. Le giornate conclusive sono dedicate ai mercati generali e alla prova finale di tiro con l’arco che decreta la chiusura della manifestazione e l’assegnazione del Palio. Per garantire la continuità e la diffusione delle conoscenze storiche, il Circuito dei Mestieri Medievali rimane parzialmente accessibile e visitabile per scopi didattici e turistici anche nel corso dell’anno.
Il paradiso segreto delle Mole di Narni

A pochi chilometri dallo storico borgo medievale di Narni, in Umbria, si nasconde un luogo dall’atmosfera quasi irreale. Si tratta delle Mole di Narni, una gemma naturalistica dove il fiume Nera crea una vera e propria piscina naturale caratterizzata da acque di un turchese intenso e cristallino. Questo angolo di natura incontaminata, incastonato nella stretta gola del fiume, offre uno spettacolo visivo straordinario, spesso paragonato a scorci tropicali o caraibici, ma immerso nel cuore verde d’Italia. La geografia e l’origine del colore Le Mole si trovano precisamente nei pressi della frazione di Stifone, lungo il percorso del fiume Nera. La particolarità idrologica del sito è legata alla presenza di sorgenti sottomarine e alla specifica composizione chimica dell’acqua. L’incredibile colorazione turchese e azzurro chiaro, che contrasta nettamente con il verde scuro della vegetazione circostante, è dovuta principalmente alla forte concentrazione di minerali di zolfo e di calcare disciolti nell’acqua, unita alla rifrazione della luce solare sul fondale. L’acqua scorre limpida e costantemente rinnovata dalle sorgenti, mantenendo una temperatura particolarmente rigida durante tutto l’anno, che raramente supera i 10-15 gradi centigradi. L’ambiente circostante e la fitta vegetazione Il bacino delle Mole è circondato da una vegetazione ripariale rigogliosa e selvaggia. Le pareti rocciose della gola sono ricoperte da boschi di lecci, arbusti e piante tipiche della macchia mediterranea e sub-mediterranea. Questo ecosistema crea una barriera naturale che protegge il sito, isolandolo acusticamente e visivamente dalle vie di comunicazione vicine. Il contrasto cromatico tra il verde smeraldo delle fronde degli alberi e il turchese dell’acqua rende il paesaggio un richiamo irresistibile per gli appassionati di fotografia naturalistica e per chiunque cerchi un momento di assoluto isolamento e relax. Regolamentazione e balneabilità È fondamentale sottolineare un aspetto legato alla sicurezza e alla tutela del territorio. Per molti anni le Mole di Narni sono state frequentate come area di balneazione spontanea. Tuttavia, l’area è soggetta a specifiche ordinanze comunali e tutele ambientali: Nota di sicurezza: Prima di pianificare una visita con l’intenzione di entrare in acqua, è sempre necessario verificare le ordinanze sindacali aggiornate del Comune di Narni per conoscere i tratti esatti in cui l’accesso è consentito o interdetto. Come raggiungere il sito Il sito è facilmente raggiungibile sia in auto che a piedi o in bicicletta, seguendo le indicazioni per la frazione di Stifone o per il percorso ciclopedonale delle Gole del Nera.
I 5 trekking acquatici e freschi più rinfrescanti dell’Umbria

L’Umbria, conosciuta come il “Cuore Verde d’Italia”, offre una fitta rete di itinerari escursionistici che si sviluppano lungo corsi d’acqua, gole profonde, parchi fluviali e complessi ipogei. Durante i mesi più caldi, questi percorsi rappresentano una risorsa fondamentale per praticare l’escursionismo beneficiando del microclima fresco generato dalla vegetazione e dallo scorrimento idrico. Ecco cinque itinerari e complessi naturalistici tra i più significativi della regione per distacco termico e presenza di elementi acquatici o sotterranei. 1. Le Forre di Prodo e le Gole del Forello Situata nel territorio del comune di Orvieto, all’interno del Parco Fluviale del Tevere, la Forra di Prodo è una profonda incisione scavata dall’azione erosiva dell’acqua nella roccia calcarea. Questo ambiente è caratterizzato da pareti verticali molto ravvicinate che impediscono alla luce solare diretta di penetrare fino al fondo per gran parte della giornata, garantendo temperature costantemente inferiori rispetto all’esterno. 2. Il Sentiero del Fiume Nera e la Valnerina La Valnerina, la valle scavata dal fiume Nera, è una delle zone più fresche dell’intera regione grazie all’esposizione geomorfologica e alla ricchezza idrica. Tra le varie opzioni, la Greenway del Nera offre percorsi ciclopendonali che costeggiano direttamente il fiume. 3. I Sentieri del Parco del Monte Cucco: l’Orrido di Rio Freddo Il massiccio del Monte Cucco, situato nell’Appennino umbro-marchigiano, è celebre per i suoi fenomeni carsici sia superficiali che sotterranei. L’itinerario dell’Orrido di Rio Freddo è uno degli esempi più imponenti di gola montana della regione. 4. Il Parco Fluviale del Clitunno e le Fonti Situate nel comune di Campello sul Clitunno, lungo la via Flaminia tra Spoleto e Foligno, le Fonti del Clitunno rappresentano un ecosistema idrico alimentato da sorgenti sotterranee che sgorgano direttamente dalla roccia calcarea. 5. Il Sentiero delle Cascate del Menotre e Rasiglia Il fiume Menotre dà vita a un ecosistema vallivo caratterizzato da salti d’acqua, gore e canali artificiali storici, in particolare nei pressi del borgo di Rasiglia (Foligno) e della frazione di Pale. ⚠️ Note tecniche e raccomandazioni per la sicurezza La frequentazione degli ambienti acquatici e delle forre in Umbria richiede il rispetto di precise norme di sicurezza: