Ogni anno, in occasione della festività del Corpus Domini, il borgo medievale di Spello, in Umbria, si trasforma in una straordinaria galleria d’arte a cielo aperto. Strade, vicoli e piazze si coprono di oltre un chilometro di quadri ed elementi geometrici realizzati interamente con petali di fiori e verdure. Sebbene l’esposizione duri solo una manciata di ore, prima che la solenne processione domenicale calpesti queste opere d’arte effimere, il lavoro che rende possibile questo miracolo visivo dura mesi.
Maggio è il vero cuore pulsante di questa tradizione: il mese in cui la macchina organizzativa degli infioratori accelera il passo, svelando un dietro le quinte fatto di passione, segreti tramandati e una frenesia collettiva che coinvolge l’intera comunità.
La primavera e la raccolta nei campi: la caccia al colore perfetto
Il lavoro degli infioratori inizia molto prima che i disegni prendano forma sull’asfalto. Sebbene la raccolta di alcune specie erbacee avvenga durante tutto l’anno, è a maggio che la natura umbra offre la massima varietà cromatica.
Le squadre di infioratori – che riuniscono cittadini di tutte le età, dai bambini agli anziani – si riversano sui pendii del Monte Subasio e nelle vallate circostanti. Non si tratta di una raccolta casuale, ma di una vera e propria ricerca scientifica del colore:
- La selezione: Ogni gruppo cerca specie botaniche specifiche per ottenere precise sfumature. Si raccolgono i petali gialli della ginestra, il rosso dei papaveri, il blu dei fiordalisi, il bianco delle margherite, ma anche foglie, erbe e muschi per i verdi e i toni scuri.
- Il rispetto della natura: La raccolta avviene manualmente e nel pieno rispetto dell’ambiente circostante, preservando la flora locale per gli anni successivi.
Il lavoro segreto nei “capannoni”: la capatura e la conservazione
Una volta raccolti i fiori, inizia la fase più geometrica e meticolosa, nota come “capatura”. Questo processo consiste nella separazione manuale dei petali dai calici e dalle parti verdi del fiore. I petali vengono poi minuziosamente selezionati per dimensione e omogeneità di colore.
La regola d’oro di Spello: Nelle Infiorate è severamente vietato l’uso di coloranti artificiali o di legno polverizzato. Tutto ciò che si vede sul manto stradale deve essere di origine rigorosamente vegetale.
Per conservare la freschezza dei petali raccolti a maggio fino al giorno dell’evento, gli infioratori utilizzano tecniche tradizionali di essiccazione all’ombra o, per i fiori più delicati da mantenere freschi, sistemi di refrigerazione controllata. Le case, le cantine e i garage dei residenti si trasformano in veri e propri laboratori profumati, inaccessibili ai turisti, dove si custodisce il “tesoro” cromatico della squadra.
Dal bozzetto alla “Notte dei Fiori”
Mentre una parte della squadra si occupa della materia prima, i maestri infioratori rifiniscono il disegno. Ogni infiorata nasce da un bozzetto cartaceo, spesso legato a temi religiosi, sociali o filosofici.
La svolta avviene il sabato che precede la domenica del Corpus Domini. Le strade di Spello vengono chiuse al traffico e si montano grandi strutture protettive (tendoni) per riparare i futuri tappeti dal vento e dalla pioggia.
- Il disegno sul fondo: Nel pomeriggio del sabato, i maestri infioratori tracciano i contorni dei disegni direttamente sulla strada. In passato si usava il gesso o il carboncino; oggi ci si avvale anche di grandi fogli di carta millimetrata pre-disegnati e incollati al suolo, che fungono da guida millimetrica.
- La notte dei fiori: È il momento clou. Dal tramonto del sabato fino all’alba della domenica, centinaia di persone lavorano chinate a terra. Con precisione chirurgica, i petali vengono depositati sui disegni. Per mantenere i fiori idratati e compatti, i tappeti vengono costantemente vaporizzati con sottili veli d’acqua.
Un’opera d’arte destinata a svanire
Nelle prime ore della domenica mattina, le strade di Spello offrono uno spettacolo mozzafiato: tappeti continui che sembrano dipinti a olio per la precisione delle sfumature e dei dettagli, ma che emanano il profumo intenso della natura viva.
La giuria tecnica valuta le opere, i visitatori immortalano la bellezza del borgo e, a metà mattina, la processione guidata dal Vescovo passa sopra i tappeti. In pochi minuti, il lavoro di mesi si dissolve, rispettando la natura originaria dell’arte effimera: una bellezza pura, intensa e volutamente transitoria.









