Dal 22 febbraio al 22 marzo 2026, i resti di San Francesco sono esposti alla venerazione dei fedeli all’interno della Basilica Inferiore di Assisi. Si tratta di un evento eccezionale, poiché solitamente il corpo del Santo riposa all’interno di un sarcofago di pietra, protetto da una grata, nel cuore della cripta sotterranea.
L’organizzazione del percorso
Per l’occasione, i resti mortali sono stati estratti dal sepolcro e collocati in una teca trasparente ai piedi dell’altare papale della Basilica Inferiore, proprio sotto i celebri affreschi di Giotto. Questa scelta permette ai pellegrini di avvicinarsi fisicamente alle reliquie, favorendo un momento di preghiera più intimo.
- Accesso: La partecipazione è gratuita ma richiede la prenotazione obbligatoria tramite il portale ufficiale (sanfrancescovive.org).
- Tipologie di visita: I pellegrini possono scegliere tra una visita individuale silenziosa o un percorso accompagnato dai frati, che include brevi momenti di catechesi e meditazione in varie lingue.
- Affluenza: Si stima che oltre 450.000 persone raggiungeranno Assisi durante questo mese di ostensione, con una macchina organizzativa che vede impegnati oltre 400 volontari.
Storia di un Segreto: Il Corpo di Francesco negli Secoli
La possibilità di vedere le spoglie del Santo non è affatto scontata. Per quasi seicento anni, il luogo esatto della sepoltura di Francesco rimase un mistero assoluto.
Dopo la sua morte, avvenuta alla Porziuncola la sera del 3 ottobre 1226, il corpo fu inizialmente portato nella chiesa di San Giorgio. Nel 1230, Frate Elia, per timore che le spoglie potessero essere trafugate da città nemiche in cerca di reliquie, fece nascondere il sarcofago nel profondo della roccia sotto la nuova Basilica. Il segreto fu così ben custodito che solo nel 1818, dopo 52 notti di scavi faticosi, i resti furono ritrovati.
Le ricognizioni scientifiche moderne (come quelle del 1978 e del 2015) hanno confermato l’autenticità dei resti e lo stato di conservazione delle ossa, ora protette in una teca speciale con azoto per prevenirne il deterioramento.
La Figura di San Francesco: Un Messaggio Universale
San Francesco d’Assisi non è solo il Patrono d’Italia; è una figura che parla ancora oggi a credenti e non credenti per la radicalità della sua scelta di vita.
Dalla ricchezza alla “Madama Povertà”
Nato tra il 1181 e il 1182 come Giovanni di Pietro di Bernardone, era il figlio di un facoltoso mercante di stoffe. La sua giovinezza fu segnata dal desiderio di gloria cavalleresca, ma la prigionia durante la guerra contro Perugia e una profonda crisi spirituale lo portarono a una trasformazione radicale. Celebre è l’episodio della spogliazione pubblica davanti al Vescovo di Assisi, dove Francesco restituì persino le vesti al padre, dichiarando di non avere altro padre se non quello nei Cieli.
I pilastri del suo carisma
Il messaggio di Francesco si fonda su tre concetti chiave:
- Fraternità Universale: Non solo verso gli esseri umani, ma verso tutto il creato. Nel suo Cantico delle Creature, Francesco chiama “fratello” il Sole e “sorella” la Luna, anticipando una sensibilità ecologica moderna.
- Pace e Dialogo: In piena epoca di Crociate, Francesco si recò in Egitto per incontrare il Sultano Malik al-Kamil, cercando il dialogo anziché lo scontro.
- Minorità: Francesco scelse per i suoi seguaci il nome di “Frati Minori”, sottolineando il dovere di stare agli ultimi posti, servendo i poveri e i lebbrosi.
Conclusione del Centenario
L’ostensione di febbraio e marzo rappresenta il culmine di un percorso iniziato nel 2023. Le celebrazioni si chiuderanno ufficialmente il 4 ottobre 2026, data che per l’occasione tornerà a essere celebrata come solennità nazionale, ricordando colui che ha cambiato la storia della Chiesa e della cultura occidentale con la sola forza dell’umiltà.









