Il ritmo del tempo: i campanari umbri

C’è una musica invisibile che attraversa l’Umbria, sospesa tra le vette dell’Appennino e le torri dei borghi medievali. Non è fatta di strumenti da orchestra, ma di tonnellate di bronzo che oscillano nel vuoto, muovendosi al ritmo di braccia esperte e tradizioni secolari. Nel cuore del “cuore verde d’Italia”, il rintocco delle campane non ha mai smesso di essere un linguaggio comunitario codificato, un sistema di segnalazione sociale e un’arte corale che sfida i secoli. Viaggiare nella regione seguendo il suono del tempo significa scoprire una prospettiva acustica e culturale unica, dove il paesaggio sonoro coincide con l’identità stessa dei suoi abitanti. La geometria del suono: il sistema “a rinterzo” in Valnerina Spostandosi verso la Valnerina, la stretta e suggestiva vallata scavata dal fiume Nera, ci si imbatte in uno dei sistemi campanari più complessi e affascinanti d’Italia: la suonata “a rinterzo” (o rinterzo valnerinese). A differenza di altre regioni d’Italia, dove i meccanismi automatici ed elettrici hanno sostituito la manualità, in molti paesi della valle il suono manuale delle campane è rimasto un rito collettivo vitale. La tecnica del rinterzo richiede una coordinazione millimetrica. Le campane non vengono semplicemente fatte oscillare con una corda dalla base della torre; spesso i campanari salgono direttamente sulla cella campanaria. Il sistema si basa su una sequenza ben precisa: le campane, disposte in senso scalare per nota e dimensione, vengono azionate spingendole a mano o guidandole tramite ceppi e leve. Il “rinterzo” prevede che tre o più campane eseguano una combinazione ritmica alternata, creando una melodia continua dove ogni nota si sovrappone a quella precedente senza mai accavallarsi in modo confuso. Il movimento richiede forza fisica, equilibrio e un profondo senso del tempo musicale. Un errore di frazione di secondo rischia di spezzare la catena sonora o, peggio, di mettere a rischio l’incolumità del campanario. Questa tradizione è custodita e tramandata con orgoglio dai gruppi di campanari locali, come la Compagnia dei Campanari della Valnerina, che si occupano di conservare le tecniche tradizionali, restaurare i sistemi di montaggio d’epoca e suonare in occasione delle principali festività religiose e civili. Il Campanone di Gubbio e la forza dei “Matti” Spostandosi a nord, verso la città di Gubbio, il suono delle campane assume una dimensione quasi titanica. Il punto di riferimento acustico e simbolico della città è il Campanone, una colossale struttura di bronzo situata sulla torretta del Palazzo dei Consoli. Fuso nel 1769, il Campanone pesa oltre venti quintali e rappresenta la voce civile della comunità eugubina. A Gubbio la tecnica di suono è del tutto peculiare ed è affidata alla storica Compagnia dei Campanari di Gubbio. Per far risuonare il Campanone non si usano corde dalla piazza, né automatismi. I campanari salgono in cima alla torretta e azionano la grande campana mettendola “a doppio”, ovvero portandola a compiere rotazioni complete fino a fermarsi con la bocca rivolta verso l’alto. Il processo richiede una sincronia impressionante: tre o quattro campanari lavorano contemporaneamente all’interno della cella. Mentre uno spinge la campana con i piedi salendo direttamente sui ceppi di legno in movimento, gli altri controllano l’oscillazione e il bilanciamento. Il suono del Campanone non è quotidiano: viene fatto risuonare soltanto in precise occasioni festive stabilite da un secolare calendario, tra cui la celebre Festa dei Ceri il 15 maggio, la festa del patrono Sant’Ubaldo e altre ricorrenze istituzionali. Il suo rintocco grave e profondo si propaga per tutta la piana sottostante, chiamando a raccolta i cittadini e segnando i momenti cruciali della vita cittadina. Leggende, sacralità e vita quotidiana Storicamente, le campane in Umbria non servivano solo a chiamare i fedeli alla Messa o a scandire le ore. Erano il vero e unico mezzo di comunicazione di massa. Esisteva un codice sonoro preciso che ogni abitante del borgo sapeva interpretare all’istante: Intorno alle fondazioni delle campane sono nate nel tempo numerose leggende popolari. Una delle più diffuse nella tradizione orale umbra riguarda la fusione del bronzo: si narrava che per ottenere un suono limpido, cristallino e capace di scacciare gli spiriti maligni, i ricchi del paese dovessero gettare monete e oggetti d’argento all’interno del crogiolo fuso insieme al rame e allo stagno. Un patrimonio immateriale da ascoltare Esplorare l’Umbria attraverso il suono dei suoi campanili offre un’esperienza sensoriale distante dai soliti percorsi turistici. Ascoltare una “sonata” dal vivo in un borgo della Valnerina o assistere al movimento dei campanari sul Palazzo dei Consoli a Gubbio significa entrare in contatto con un patrimonio culturale vivo, dove la fisica della materia, la memoria storica e l’abilità umana si fondono ad ogni rintocco.

Il Palio dei Quartieri di Nocera Umbra

Ogni anno, nel cuore dell’estate, Nocera Umbra compie un viaggio a ritroso nel tempo, trasformandosi nel palcoscenico di uno degli eventi di rievocazione storica più articolati e suggestivi dell’Italia centrale: il Palio dei Quartieri. Per sette giorni la cittadina di origine umbro-romana sospende la modernità e ritrova la propria memoria collettiva grazie alla rivalità virtuosa e appassionata tra le sue due anime storiche, il Quartiere Borgo e il Quartiere Porta Santa Croce. L’evento trae fondamento da una rigorosa ricostruzione storiografica che mette in scena due distinte epoche storiche. Da una parte, il Quartiere Porta Santa Croce rievoca l’epoca medievale, concentrandosi in particolare sugli avvenimenti del XIV secolo; dall’altra, il Quartiere Borgo fa rivivere il periodo rinascimentale, riportando alla luce gli sfarzi e le vicende del XVI secolo. Questa dualità temporale rende il Palio dei Quartieri un’esperienza unica nel panorama delle manifestazioni storiche nazionali, poiché nello stesso borgo e nei medesimi giorni convivono usi, costumi e architetture effimere di due secoli differenti. Le allestimenti storici e le sere dei cortei Il cuore pulsante della festa risiede negli allestimenti e nei cortei storici, frutto del lavoro artigianale e di ricerca svolto per mesi dagli abitanti del luogo. Le vie del centro storico vengono addobbate e trasformate con strutture in legno, torce, festoni e botteghe d’epoca. Un momento centrale della manifestazione è rappresentato dai cortei storici serali. Ogni quartiere sfila proponendo quadri viventi che mettono in scena episodi reali tratti dagli annali storici della città: dalle visite di personaggi illustri dell’epoca, alle cerimonie religiose, fino a squarci di vita quotidiana del popolo, della nobiltà e delle corporazioni delle arti e dei mestieri. Centinaia di figuranti indossano abiti realizzati con filati e sartoria fedeli ai modelli dell’epoca di riferimento, rigorosamente curati nei dettagli. Oltre alle grandi sfilate, i vicoli e le piazzette del borgo ospitano le scenette storiche e i banchi dei mestieri. I visitatori incontrano così fabbri, ceramisti, amanuensi, tessitori e mercanti all’opera con gli strumenti d’un tempo, offrendo uno spaccato immersivo della vita economica e sociale di allora. Le taverne storiche ed enogastronomia Durante tutta la settimana del Palio, l’offerta culturale si intreccia con la valorizzazione enogastronomica del territorio. I due quartieri aprono le rispettive taverne storiche, ambientate nei locali antichi del centro storico e gestite dai volontari. Il menu delle taverne ripropone i piatti tipici della tradizione umbra, sia di estrazione contadina sia di ispirazione storica. Tra i sapori protagonisti figurano le carni alla brace, i primi piatti a base di paste fresche tirate a mano, i legumi locali e la tipica torta al testo umbra, accompagnati dai vini tipici della zona. Le taverne non rappresentano soltanto un punto di ristoro per i turisti, ma costituiscono veri e propri luoghi di aggregazione e sostegno economico per i quartieri. Le sfide sportive e la conquista del Palio L’aspetto agonistico raggiunge il suo culmine nelle battute finali della manifestazione. Il vincitore del Palio dei Quartieri viene decretato al termine di una serie di gare che mettono alla prova la preparazione fisica, l’abilità e la resistenza dei giovani dei due quartieri. Le due gare fondamentali che assegnano i punteggi per la vittoria finale sono: La somma dei punteggi ottenuti nel giudizio sui cortei storici, sugli allestimenti, sulle scenette e sui risultati delle gare sportive determina l’assegnazione del drappellone dipinto, il Palio, che viene consegnato al quartiere vincitore tra i festeggiamenti della popolazione. Un motore di identità e turismo Il Palio dei Quartieri non è soltanto una manifestazione di richiamo turistico, ma rappresenta una colonna portante dell’identità di Nocera Umbra. La partecipazione corale della cittadinanza garantisce la conservazione e la tramandazione delle tecniche artigianali, delle ricerche storiche e delle tradizioni orali del territorio, rendendo l’appuntamento un momento essenziale di coesione sociale per la comunità.

Umbria da Gustare: Guida alle Sagre di Fine Luglio

Viaggio tra i Sapori: Le Migliori Sagre di Fine Luglio Quando l’estate raggiunge il suo culmine nel cuore verde d’Italia, i borghi collinari e le vallate dell’Umbria si animano di profumi irrinunciabili, luci soffuse e tavolate conviviali. Le sagre paesane rappresentano una delle espressioni più autentiche dell’identità locale: non semplici appuntamenti gastronomici, ma vere e proprie feste di comunità in cui antiche ricette contadine, prodotti a chilometro zero e intrattenimento popolare si fondono per offrire un’esperienza culinaria genuina e senza tempo. 1. Le Eccellenze della Settimana: Un Itinerario del Gusto In questo scorcio di fine luglio, il calendario degli eventi enogastronomici umbri propone un viaggio ricco di suggestioni, dove ogni fermata racconta la storia culinaria di uno specifico micro-territorio. Sagra dello Spaghetto dei Carbonai (Fratticiola Selvatica, Perugia) Nel suggestivo borgo collinare di Fratticiola Selvatica, situato a nord-est di Perugia, va in scena un omaggio culinario a un mestiere antico e faticoso: quello dei carbonai. Il piatto principe della manifestazione è lo Spaghetto dei Carbonai, una preparazione ricca e saporita condita con pancetta croccante, uova, pepe nero macinato al momento e abbondante pecorino locale. La ricetta trae ispirazione dai pasti sostanziosi che i lavoratori delle carbonaie consumavano nei boschi durante le lunghe giornate di lavoro. Oltre alla specialità principale, gli stand gastronomici offrono carne alla brace, torta al testo farcita con salumi locali e dolci della tradizione umbra, il tutto accompagnato da spettacoli musicali e serate danzanti. Festival della Pizza al Piatto (Cantalupo di Bevagna, Perugia) Nella pianura compresa tra Bevagna e Foligno, la frazione di Cantalupo ospita lo storico Festival della Pizza al Piatto. Questa manifestazione celebra la maestria dei pizzaioli locali che cuociono ad alte temperature decine di varianti di pizze, caratterizzate da un impasto a lunga lievitazione, leggero, digeribile e condito con ingredienti freschi del territorio. Dalle versioni classiche alle combinazioni speciali a base di tartufo, salumi umbri e formaggi della Valle Umbra, l’evento attraversa le serate estive unendo la buona tavola a un ricco programma di musica dal vivo, spettacoli di cabaret e tornei popolari. Sagra del Pesce del Trasimeno e dei Prodotti Tipici (Borghetto di Tuoro sul Trasimeno, Perugia) Lungo le rive del Lago Trasimeno, la frazione di Borghetto celebra i frutti dell’acqua dolce con un appuntamento interamente dedicato alla cucina lacustre. I protagonisti indiscutibili del menu sono i pesci tipici del lago: il tegamaccio (una gustosa zuppa di pesce cotta lentamente in tegami di terracotta), il persico reale fritto o ai ferri, e il luccio alla carpa. Questa sagra offre un’occasione imperdibile per riscoprire una tradizione culinaria antica, strettamente legata alla vita dei pescatori locali, abbinandola ai vini DOC dei Colli del Trasimeno. 2. Identità Gastronomica e Prodotti della Terra Ciò che rende uniche le sagre di fine luglio in Umbria è il legame indissolubile con la stagionalità delle materie prime. Durante questo periodo estivo, i menu proposti dalle taverne e dagli stand si arricchiscono di prodotti freschi dell’orto, carne di maiale lavorata secondo l’arte della norcineria, formaggi stagionati nelle cantine di tufo e il prezioso olio extravergine di oliva DOP Umbria. 3. Consigli Pratici per il Visitatore Per godere al meglio dell’esperienza enogastronomica tra le colline umbre, è consigliabile seguire alcuni semplici suggerimenti pratici: L’estate umbra continua così a raccontarsi attraverso la tavola, offrendo a residenti e turisti un itinerario fatto di genuinità, cultura e accoglienza sincera.

Figuratevi a Perugia: Guida all’Estate per Famiglie

L’estate in Umbria offre da anni appuntamenti storici dedicati all’infanzia e al teatro di figura. Tra questi spicca Figuratevi, la rassegna e festival internazionale promossa ed organizzata dal Teatro Tascabile di Perugia (in collaborazione con le istituzioni locali), che trasforma il capoluogo umbro in un grande palcoscenico a cielo aperto. Se stai organizzando le giornate estive con i tuoi figli e cerchi un’esperienza ludico-culturale stimolante, ecco tutto quello che c’è da sapere per vivere al meglio le attività, gli spettacoli e i laboratori del festival. Cos’è il Festival Figuratevi? Figuratevi è una manifestazione con una lunghissima tradizione nell’ambito delle arti sceniche per l’infanzia. Al centro del festival c’è il teatro di figura: L’evento è pensato specificamente per un pubblico di bambini, ragazzi e famiglie, unendo l’aspetto educativo al puro intrattenimento. Dove si Svolge e Come Raggiungere le Sedi Le attività del festival e le rassegne collegate si distribuiscono in diverse location suggestive della città e del territorio perugino: 1. Parco Sant’Angelo (Corso Garibaldi) Molti degli appuntamenti all’aperto, i laboratori creativi e i piccoli spettacoli pomeridiani si tengono nell’area verde del Parco Sant’Angelo, situato nel centro storico di Perugia. È uno spazio ideale per far giocare i bambini all’ombra prima dell’inizio delle rappresentazioni. 2. Arena del Borgo Bello e Altri Quartieri Il festival adotta una formula itinerante nel tessuto urbano perugino, toccando piazze, chiostri e spazi di quartiere (come l’area del Borgo Bello o i parchi cittadini), rendendo l’arte accessibile a tutti a pochi passi da casa. 3. Arena del Frontone e Teatri Cittadini Per gli eventi serali o al chiuso vengono talvolta utilizzati gli spazi storici dedicati allo spettacolo della città. Le Attività per Bambini: Cosa Aspettarsi Per organizzare la visita con i più piccoli, è utile conoscere le tipologie di attività offerte durante la manifestazione: Spettacoli di Burattini e Teatro di Strada Le compagnie ospitate mettono in scena storie classiche, fiabe tradizionali rivisitate e drammaturgie originali. Il ritmo degli spettacoli è pensato per mantenere alta l’attenzione anche dei bimbi più piccoli (indicativamente dai 3 anni in su). Laboratori Manuali e Creativi Prima degli spettacoli, spesso vengono organizzati workshop dove i bambini possono: Consiglio per i genitori: I laboratori hanno solitamente un numero di posti limitato. È sempre consigliabile verificare preventivamente le modalità di accesso o di prenotazione sul sito ufficiale. Consigli Pratici per i Genitori Per godersi l’esperienza senza stress insieme ai propri figli, ecco alcune raccomandazioni utili: Come Rimanere Aggiornati sul Programma I programmi del festival variano di edizione in edizione con un calendario fitto di date da luglio a settembre. Per consultare orari, compagnie ospitate e dettagli specifici di ogni singolo evento:

Umbria segreta: 5 borghi da scoprire

L’Umbria è una regione celebre per i suoi grandi centri d’arte, la spiritualità e i paesaggi collinari. Accanto alle mete più frequentate dal turismo di massa, il territorio regionale custodisce un patrimonio capillarmente diffuso di piccoli centri abitati. Si tratta di villaggi, roccaforti medievali e insediamenti rurali che mantengono intatta la propria identità urbanistica e storica. Per chi desidera pianificare un itinerario nei fine settimana, esplorare i centri meno noti rappresenta un’opportunità per conoscere da vicino la storia, l’architettura e le tradizioni locali. Di seguito vengono analizzati cinque borghi umbri di grande interesse storico e paesaggistico, distribuiti tra le province di Perugia e Terni. 1. Vallo di Nera (Perugia) Situato nella Valnerina, Vallo di Nera è un classico esempio di borgo-castello medievale fondato nel XIII secolo. L’abitato sorge su un colle che domina la valle del fiume Nera e conserva quasi inalterata la sua pianta urbanistica ellittica, racchiusa da una cinta muraria interrotta da torri di guardia. Le vie interne sono caratterizzate da stretti vicoli in pietra, archi di collegamento tra le abitazioni e scalinate. Dal punto di vista storico-artistico, la Chiesa di Santa Maria Assunta rappresenta il principale luogo d’interesse: al suo interno si conservano affreschi di scuola umbra risalenti al Trecento e al Quattrocento, tra cui spicca la rappresentazione della Processione dei Bianchi. Il borgo è inoltre inserito in un contesto naturale ideale per le escursioni lungo i tracciati della ex ferrovia Spoleto-Norcia. 2. Polino (Terni) Ubicato nella parte meridionale della regione, Polino è storicamente riconosciuto come il comune meno popolato dell’Umbria. Il paese sorge su un’area montuosa al confine con la provincia di Rieti e si sviluppa attorno a una struttura difensiva di epoca rinascimentale. L’elemento architettonico prevalente è la Rocca di Polino, una fortificazione a pianta circolare voluta dalla famiglia Castelli nel XVI secolo per il controllo dei valichi montani. Il borgo offre un punto di osservazione panoramico sui boschi circostanti e ospita una sezione museale dedicata alla geologia e alla paleontologia dell’Appennino umbro-marchigiano, rendendolo una tappa di interesse scientifico e paesaggistico. 3. Montone (Perugia) Posizionato nell’Alta Valle del Tevere, Montone è un borgo fortificato il cui sviluppo storico è strettamente legato alla figura di Braccio da Montone, condottiero e capitano di ventura del XV secolo. L’abitato sorge su una collina ed è cinto da mura ben conservate. Il centro storico è articolato attorno a piazza Fortebraccio e presenta diversi edifici di valore architettonico, tra cui il Complesso Museale di San Francesco. Quest’ultimo comprende la chiesa trecentesca e la pinacoteca, all’interno della quale sono esposte opere d’arte sacra, paramenti e dipinti di scuola umbra. Montone conserva la tipica struttura viaria medievale, con stradine sormontate da archi e palazzi in pietra. 4. Monteleone d’Orvieto (Terni) Situato nell’estremità occidentale della regione, al confine con la Toscana, Monteleone d’Orvieto sorge su una dorsale collinare che domina la Valdichiana. Il borgo fu fondato nel XII secolo dal Comune di Orvieto con funzioni di avamposto difensivo e militare. La caratteristica costruttiva principale del centro storico è l’uso diffuso del cotto locale, che conferisce agli edifici e alle mura la tipica tonalità rossastra. Il tracciato urbano ha una forma allungata, delimitata a nord dalla Torre Civica e a sud dalla Porta Vecchia. Tra gli edifici religiosi spicca la Collegiata dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, che custodisce opere pittoriche del XVI e XVII secolo. 5. Fossato di Vico (Perugia) Collocato lungo la direttrice della via Flaminia, ai piedi del Monte Cucco, Fossato di Vico è un antico insediamento le cui origini risalgono all’epoca romana, poi fortificato nel Medioevo. Il borgo ha svolto per secoli un ruolo strategico di controllo sui passaggi appenninici. Una delle peculiarità architettoniche più rilevanti del paese è costituita dalle “Rughe”, camminamenti coperti realizzati con volte a botte in pietra, utilizzati originariamente per la difesa e il passaggio delle truppe. Nel centro storico si trovano inoltre la Chiesa di San Sebastiano e il Palazzo Comunale, testimonianze dell’autonomia statutaria che il comune ebbe nel corso del Trecento. Consigli per la visita Per organizzare al meglio un itinerario tra questi borghi, è consigliabile verificare preventivamente gli orari di apertura dei complessi museali e delle chiese principali tramite i canali ufficiali dei rispettivi comuni o degli uffici di informazione turistica regionali. La maggior parte di questi centri è liberamente accessibile a piedi e dispone di aree di sosta situate all’esterno delle cinture murarie storiche.

Palio dei Colombi 2026 ad Amelia

La città di Amelia, situata nella provincia di Terni in Umbria, si appresta a vivere l’edizione 2026 del Palio dei Colombi. La manifestazione, coordinata dall’Ente Palio dei Colombi in collaborazione con l’amministrazione comunale e le contrade cittadine, costituisce il principale appuntamento storico e culturale della comunità amerina. Dal 18 luglio al 9 agosto 2026, l’antico borgo si trasforma per rievocare le istituzioni e la vita sociale del XIV secolo attraverso cerimonie ufficiali, cortei storici, allestimenti d’epoca e la tradizionale competizione tra cavalli e balestrieri. Le origini storiche e lo Statuto del 1346 Le fondamenta storiche della rievocazione risalgono agli Statuti del Popolo di Amelia del 1346. In particolare, il capitolo intitolato De divisione Contratarum sancì formalmente la suddivisione del territorio urbano all’interno delle mura in rioni definiti, stabiliti per organizzare l’amministrazione, la difesa e la vita civile della città. La manifestazione moderna riprende la struttura istituzionale del Medioevo amerino, riproponendo le figure dell’epoca come il Podestà, gli Anziani, i Dieci del Popolo e gli Officiales, impegnati nel governo della comunità medievale. Le cinque Contrade cittadine Il centro storico di Amelia è diviso in cinque contrade, ciascuna contraddistinta da specifici colori araldici, confini geografici e casate nobiliari di riferimento: Il programma dell’edizione 2026 I festeggiamenti dell’edizione 2026 prendono il via sabato 18 luglio 2026 con la solenne Lettura del Bando per le vie del centro e il Banchetto della sfida. Per tutta la durata dell’evento, fino alla conclusione del 9 agosto 2026, il borgo ospita un folto calendario di appuntamenti: Il regolamento della sfida al Campo de li Giochi Il momento culminante della manifestazione è la contesa del Palio, disputata presso il Campo de li Giochi tra i rappresentanti delle cinque contrade. Ogni rione scende in campo schierando un cavaliere con cavallo e un balestriere. ┌─────────────────────────────────────────────────────────┐ │               SVOLGIMENTO DELLA GIOSTRA                 │ ├─────────────────────────────────────────────────────────┤ │ 1. Corsa del Cavaliere (Percorso di 90 metri)           │ │    – Ingresso nello stallo entro 2 minuti dalla chiamata│ │    – Galoppo con lancia intinta di vernice fresca       │ │    – Impatto su bersaglio metallico basculante          │ │    – Assegnazione: 2 PUNTI se il bersaglio è marcato    │ ├─────────────────────────────────────────────────────────┤ │ 2. Prova del Balestriere (Distanza di 36 metri)         │ │    – Tiro con balestra antica verso bersaglio in legno  │ │    – Centrare il bersaglio aziona il meccanismo         │ │    – Apertura della colombaia e volo del colombo        │ │    – Assegnazione: 1 PUNTO AGGIUNTIVO                   │ └─────────────────────────────────────────────────────────┘ La gara si svolge secondo le seguenti fasi: Al termine di tutte le tornate previste dal programma di gara, la somma dei punteggi ottenuti dal cavaliere e dal balestriere determina la contrada vincitrice a cui viene consegnato il drappo del Palio dei Colombi 2026.

Trasimeno Blues 2026

Il Lago Trasimeno torna a trasformarsi nel cuore pulsante della musica afroamericana con la 30ª edizione di Trasimeno Blues. Dal 18 al 26 luglio 2026, il celebre festival itinerante propone nove giornate consecutive di concerti, appuntamenti culturali e momenti dedicati al ballo, unendo artisti di caratura internazionale e talenti della scena contemporanea in una cornice paesaggistica e storica unica. La formula che caratterizza l’evento valorizza l’integrazione tra musica dal vivo, patrimonio artistico e promozione del territorio. Le note del blues, del soul, del funk e della world music risuonano nelle piazze storiche, nei parchi naturali, nelle cantine e nei monumenti medievali dei borghi affacciati sul lago e nelle località limitrofe dell’Umbria. Una 30ª Edizione nel Segno della Storia e della Tradizione Nato come rassegna diffusa sul territorio, Trasimeno Blues celebra nel 2026 tre decenni di attività. L’edizione di quest’anno ribadisce il ruolo del festival come crocevia di culture e punto di riferimento per gli appassionati del genere. L’itinerarietà si conferma il pilastro dell’intera manifestazione: la musica non rimane chiusa all’interno di una singola arena, ma si sposta ogni giorno in un borgo o in una location differente. Questo consente al pubblico di scoprire il patrimonio storico-artistico del Trasimeno e delle zone circostanti, abbinando l’esperienza d’ascolto alla visita del territorio. I Borghi e i Luoghi del Festival L’itinerario geografico e musicale dell’edizione 2026 tocca diversi centri di grande valore storico e paesaggistico: Il Programma Ufficiale dei Concerti Il calendario dal 18 al 26 luglio 2026 prevede concerti sia a ingresso gratuito che a pagamento: Data Orario Località e Sede Artista / Evento Ingresso Sabato 18 luglio 21:30 Passignano sul Trasimeno – Parco del Pidocchietto Lakeetra Knowles Gratuito Domenica 19 luglio 18:00 San Biagio della Valle – Cantina Cenci Roots & Blues-Jam Session Party (30 anni) Gratuito (prenotazione obbligatoria) Mercoledì 22 luglio 21:30 Panicale – Parco Regina Margherita Alberto Visentin Gratuito Giovedì 23 luglio 20:30 21:30 Castiglione del Lago – Piazza Mazzini Dance Camp (Lezione di ballo blues) Gloria & The Doctors Gratuito Gratuito Venerdì 24 luglio 18:30 21:30 Castiglione del Lago – Piazza Mazzini Castiglione del Lago – Rocca Medievale I Shot A Man Treves Blues Band Gratuito € 15,00 Sabato 25 luglio 18:30 21:30 00:00 Castiglione del Lago – Piazza Mazzini Castiglione del Lago – Rocca Medievale Castiglione del Lago – Darsena Live Music Manara Blues Vieux Farka Touré The Rootworkers Gratuito € 15,00 Gratuito Domenica 26 luglio 18:45 21:30 Spina (Marsciano) – Via del Tempio Spina (Marsciano) – Piazza dello Statuto The Fabulous Heads JJ Thames & Luca Giordano Band Gratuito Gratuito Dettagli sugli Eventi Principali e i Protagonisti L’Apertura e la Festa dei 30 Anni Il sipario si alza sabato 18 luglio a Passignano sul Trasimeno con l’esibizione di Lakeetra Knowles, cantante americana la cui voce unisce soul, gospel e blues. Il giorno successivo, domenica 19 luglio, la Cantina Cenci a San Biagio della Valle ospita una Roots & Blues Jam Session Party, pensata per celebrare il trentennale della rassegna insieme a musicisti e appassionati. La Treves Blues Band e Vieux Farka Touré a Castiglione del Lago Il cuore del weekend di Castiglione del Lago vede sul palco della Rocca Medievale due nomi simbolo: La Chiusura Internazionale a Spina Domenica 26 luglio il festival si sposta nel borgo di Spina. Dopo l’apertura pomeridiana affidata ai The Fabulous Heads, il concerto serale in Piazza dello Statuto vede protagonista la cantante statunitense JJ Thames affiancata dalla Luca Giordano Band, una delle formazioni europee più apprezzate nell’ambito del blues internazionale. Ballo Blues e Iniziative Collaterali Oltre ai concerti live, Trasimeno Blues propone iniziative collaterali pensate per coinvolgere attivamente il pubblico. In particolare, nel centro di Castiglione del Lago sono previsti appuntamenti gratuiti dedicati al Dance Camp, con lezioni primi passi per avvicinarsi ai ritmi e alla cultura del ballo blues. Informazioni Utili per Partecipare

Anticamente Orvieto: tesori del passato in Piazza della Repubblica

Domenica 19 luglio 2026, la città di Orvieto torna a ospitare uno degli appuntamenti più amati dagli appassionati di storia, design e artigianato: la mostra mercato “Anticamente”. Dalle ore 9:00 fino al tramonto, la storica Piazza della Repubblica si trasformerà in un suggestivo salone a cielo aperto dedicato all’antiquariato, al collezionismo, al vintage e al modernariato. Questo evento rappresenta un’occasione d’incontro ideale sia per i collezionisti più esigenti, sempre alla ricerca del pezzo raro da aggiungere alla propria raccolta, sia per i semplici curiosi e i turisti che desiderano trascorrere una giornata immersi nella bellezza senza tempo della rupe orvietana. La cornice storica di Piazza della Repubblica La scelta di Piazza della Repubblica come teatro di “Anticamente” non è casuale. Questo spazio urbano rappresenta da secoli il vero e proprio cuore pulsante, civile e amministrativo di Orvieto. Sulla piazza si affacciano monumenti di straordinaria importanza storica e architettonica, tra cui spiccano il Palazzo Comunale con la sua imponente facciata e l’antichissima Chiesa di Sant’Andrea, caratterizzata dalla singolare torre campanaria dodecagonale a base bizantina. Passeggiare tra i banchi della mostra mercato all’ombra di queste architetture millenarie amplifica l’effetto di un vero e proprio viaggio nel tempo. Gli oggetti esposti, carichi di vissuto, dialogano perfettamente con il contesto urbano circostante, creando un’atmosfera sospesa tra presente e passato. Un viaggio tra collezionismo e modernariato La mostra mercato si articola in diverse categorie espositive, selezionate per soddisfare una gamma estremamente varia di interessi e passioni: Sostenibilità e turismo lento Negli ultimi anni, mercati come “Anticamente” hanno assunto un valore che va ben oltre il semplice commercio. Acquistare oggetti di seconda mano, vintage o d’antiquariato è diventato un gesto di profonda sensibilità ecologica. Ridare nuova vita a elementi già esistenti riduce l’impatto ambientale legato alla produzione del nuovo, inserendosi perfettamente nei flussi dell’economia circolare. Inoltre, l’evento promuove una filosofia di turismo lento (slow tourism). I visitatori sono invitati a rallentare il passo, osservare con attenzione i dettagli, dialogare con gli espositori — spesso custodi di aneddoti e competenze storiche — e scoprire le storie personali che si nascondono dietro ogni singolo pezzo esposto. Un’esperienza completa a Orvieto La visita ad “Anticamente” può essere facilmente integrata con la scoperta delle altre meraviglie che la città di Orvieto offre. A pochi minuti a piedi da Piazza della Repubblica si trova il celebre Duomo di Orvieto, capolavoro dell’architettura gotica italiana, famoso per la sua straordinaria facciata e gli affreschi della Cappella di San Brizio. Per chi desidera esplorare il territorio da una prospettiva insolita, sono facilmente raggiungibili anche i percorsi sotterranei come il Pozzo di San Patrizio. La mostra mercato sarà accessibile gratuitamente per l’intera giornata di domenica 19 luglio, a partire dalle ore 9:00 e fino al calare del sole, rendendo l’accesso comodo a chiunque decida di salire sulla rupe per una domenica all’insegna della cultura e della bellezza.

Suoni Controvento 2026: al via il festival itinerante dell’Umbria

L’Umbria si conferma ancora una volta la scenografia ideale per l’incontro tra arte, grande musica dal vivo e valorizzazione del paesaggio. Prende il via la nuova edizione di Suoni Controvento, la manifestazione culturale itinerante promossa dall’associazione AUCMA con il sostegno della Regione Umbria e del Ministero della Cultura, diventata un punto di riferimento per il turismo d’esperienza nel cuore verde d’Italia. Il festival si distingue fin dalle sue origini per un format consolidato: portare la musica e lo spettacolo dal vivo al di fuori dei teatri e delle piazze tradizionali per immergerli completamente nei contesti naturali, montani e storici della regione. Un palcoscenico diffuso tra natura e storia La rete di appuntamenti di Suoni Controvento abbraccia gran parte del territorio regionale, coinvolgendo numerosi Comuni umbri e toccando vette montane, altipiani, parchi naturalistici, borghi storici e aree archeologiche. Tra le location tradizionalmente protagoniste della rassegna figurano la Rocca Maggiore di Assisi, il Palazzo Ducale di Gubbio, la Valsorda a Gualdo Tadino, il Valico di Castelluccio a Norcia, il Sasso delle Macinare a Costacciaro e il borgo di Montone, oltre a diversi scorci del Trasimeno e della Valnerina. Una delle cifre distintive della manifestazione è la promozione della mobilità dolce: per raggiungere molte delle venue dei concerti – in particolare i palchi allestiti in quota o nei boschi – il pubblico è invitato a percorrere sentieri e itinerari di trekking, integrando l’attività motoria all’aria aperta con la fruizione dell’evento artistico. Un programma multidisciplinare La programmazione di Suoni Controvento non si limita alla sola musica, ma sviluppa un’offerta culturale integrata che spazia tra differenti linguaggi e discipline: Sostenibilità e informazioni utili Fin dalla sua prima edizione, Suoni Controvento adotta criteri volti a ridurre l’impatto ecologico dell’evento: tutela dei siti naturali ospitanti, promozione della raccolta differenziata e incentivazione dell’accesso a piedi o tramite mezzi condivisi. Gli eventi in cartellone si dividono tra appuntamenti a ingresso libero e spettacoli con biglietto a pagamento. Il programma completo con gli orari, le mappe dei percorsi di trekking e i link alle prevendite ufficiali (circuiti TicketItalia e TicketOne) è consultabile sul portale ufficiale della manifestazione.

Guida alle sagre in Umbria: i sapori del weekend

Il fine settimana estivo in Umbria si accende attraverso una fitta rete di manifestazioni gastronomiche radicate nei diversi territori comunali. Queste rassegne rappresentano un’occasione per la valorizzazione dei prodotti tipici locali e delle tradizioni culinarie della regione, attirando sia i residenti sia i flussi turistici stagionali. Di seguito si riportano i principali appuntamenti enogastronomici confermati per il fine settimana in corso, con i dettagli logistici e le specificità culinarie di ciascuna manifestazione. Fratticiola Selvatica: Sagra dello Spaghetto dei Carbonai Nel territorio comunale di Perugia, la frazione di Fratticiola Selvatica ospita la Sagra dello Spaghetto dei Carbonai, in programma dal 17 al 26 luglio 2026. L’evento taglia il traguardo della quarantanovesima edizione, confermandosi come una delle manifestazioni più longeve della zona dell’Alto Tevere e del perugino. Al centro della proposta gastronomica vi è lo spaghetto cucinato secondo l’antica ricetta legata alla figura dei carbonai, i lavoratori che storicamente popolavano i boschi della fascia appenninica per la produzione del carbone vegetale. Oltre agli stand gastronomici, il programma della manifestazione prevede lo svolgimento di eventi tradizionali collaterali, tra i quali spiccano la Rassegna del Mulo e del Cavallo da Soma e il Palio del Carbonaio, una competizione che vede i sette rioni del paese sfidarsi in una corsa con gli asini. Collicello di Amelia: Fava Cottora, Polenta e Cinghiale Spostandosi nella provincia di Terni, la frazione di Collicello, nel comune di Amelia, propone la Sagra della Fava Cottora dell’Amerino, della Polenta alla Carbonara e del Cinghiale alla Colcellese. L’evento si tiene dal 16 luglio al 25 luglio 2026 ed è organizzato dalla Pro Loco locale. La manifestazione si concentra sulla valorizzazione della Fava Cottora dell’Amerino, un ecotipo locale di fava selezionato da generazioni di agricoltori nell’area di Amelia. Questo legume è riconosciuto come Presidio Slow Food per le sue particolari caratteristiche organolettiche e per la capacità di cuocere rapidamente senza bisogno di decorticazione. I menu della sagra uniscono questo prodotto storico ad altre preparazioni tipiche del comprensorio, come la polenta condita alla carbonara e i piatti a base di cinghiale cucinati secondo le varianti culinarie del borgo di Collicello. Montefranco: Sagra de la Pizza Sotto lu Focu Sempre nel territorio ternano, la Valnerina ospita a Montefranco la Sagra de la Pizza Sotto lu Focu. La manifestazione prende il via il 17 luglio 2026 e si protrae fino al 2 agosto 2026, offrendo un presidio gastronomico estivo prolungato. Il piatto forte della rassegna è rappresentato dalla “pizza sotto lu focu”, una specialità panificata la cui cottura avviene tradizionalmente a terra, sfruttando il calore della cenere e dei carboni ardenti (“lu focu”) generati nei forni a legna. Questa tipologia di focaccia, tipica della tradizione contadina locale, viene sfornata calda e farcita principalmente con salumi del territorio e formaggi. La collocazione geografica di Montefranco favorisce l’afflusso di visitatori in cerca di temperature fresche durante le serate estive. Rigali di Gualdo Tadino: Sagra della Caramella Tartufata Nella fascia appenninica della provincia di Perugia, il Comune di Gualdo Tadino inserisce nel proprio cartellone ufficiale dell’Estate Gualdese la Sagra della Caramella Tartufata. L’evento si svolge specificamente nelle giornate di sabato 18 luglio e domenica 19 luglio 2026 presso la frazione di Rigali. Gli stand aprono a partire dalle ore 19:00 e mettono al centro dell’offerta una preparazione peculiare nota come “caramella tartufata”, legata alle storiche ricette locali che impiegano il tartufo della zona appenninica. La rassegna si inserisce nel più ampio programma di animazione territoriale estiva coordinato dall’amministrazione comunale e dalle associazioni di frazione.