La Festa della Lavanda 2026 ad Assisi

La Festa della Lavanda rappresenta uno degli eventi naturalistici e florovivaistici più caratteristici della stagione estiva in Umbria. L’iniziativa si svolge nel territorio del comune di Assisi, nello specifico presso i campi coltivati de “Il Lavandeto di Assisi”, coprendo un arco temporale che va dalla metà di giugno fino all’inizio di luglio. Questo periodo coincide con il momento di massima fioritura delle piante, offrendo una panoramica visiva incentrata sulle tonalità del viola e sull’estensione dei filari coltivati ai piedi della città serafica. Le attività e l’esperienza nei campi La manifestazione è strutturata per consentire ai visitatori un contatto diretto con la natura e con la cultura floro-vivaistica del territorio. L’evento si articola attraverso diverse modalità di fruizione, pensate per valorizzare il patrimonio paesaggistico ed agricolo della zona. Passeggiate tra i filari in fioritura L’attività principale della Festa della Lavanda consiste nella possibilità di accedere direttamente ai campi di coltivazione. I visitatori possono percorrere a piedi i sentieri che costeggiano i filari viola, osservando da vicino le diverse varietà di lavanda coltivate all’interno della tenuta. Questa esperienza permette di apprezzare non solo l’aspetto visivo del panorama, caratterizzato dal contrasto tra il colore dei fiori e lo sfondo della campagna umbra, ma anche le proprietà olfattive tipiche della pianta nel suo momento di massimo splendore vegetativo. I picnic guidati al tramonto Tra le iniziative organizzate per arricchire l’esperienza dei partecipanti figurano i picnic guidati, programmati nelle ore che precedono il calare del sole. Questa formula consente di sostare all’interno delle aree dedicate della tenuta durante il tramonto, un momento in cui le variazioni della luce naturale modificano la percezione visiva dei campi in fiore. Le sessioni sono strutturate per unire il momento della sosta all’aria aperta con elementi di approfondimento guidato legati al contesto rurale ospitante. Il mercatino floro-vivaistico specializzato Un elemento centrale della manifestazione è rappresentato dall’allestimento di un mercatino floro-vivaistico tematico. Questa sezione dell’evento funge da punto di incontro tra gli appassionati di giardinaggio, i professionisti del settore e i visitatori interessati ai prodotti derivati dalla lavorazione della pianta. All’interno degli spazi espositivi è possibile trovare: Valenza territoriale e sostenibilità La Festa della Lavanda non è soltanto un’attrazione visiva, ma si configura come un esempio di valorizzazione dell’agricoltura specializzata e del turismo rurale in Umbria. L’evento promuove la conoscenza delle tecniche di coltivazione della lavanda e l’importanza della biodiversità in ambito florovivaistico. La collocazione geografica, situata nelle immediate vicinanze del centro storico di Assisi, permette inoltre di creare una sinergia tra il turismo culturale legato alla città e l’esplorazione delle eccellenze naturalistiche del territorio circostante, attirando un pubblico attento alla sostenibilità e alle tradizioni agricole locali.

Quintana 2026: al via la Sfida

FOLIGNO, 12 GIUGNO 2026 — L’attesa è finalmente terminata. Foligno si appresta a vivere uno dei momenti più solenni e spettacolari del suo intero calendario culturale e tradizionale: la Giostra della Quintana – La Sfida. Stasera, venerdì 12 giugno, le storiche vie del centro cittadino torneranno a immergersi completamente nelle atmosfere dell’Umbria barocca del XVII secolo, segnando l’atto d’inizio ufficiale del fine settimana culminante della manifestazione. La Giostra della Quintana non rappresenta soltanto una competizione equestre di altissimo livello tecnico, ma costituisce il cuore pulsante dell’identità folignate. Nata ufficialmente in epoca moderna nel 1946, ma ispirata a una storica sfida cavalleresca documentata fin dal 1613, la rievocazione mette a confronto i dieci storici rioni della città: Ammanniti, Badia, Cassero, Contrastanga, Croce Bianca, Giotti, La Mora, Morlupo, Pugilli e Spada. Ogni rione, guidato dal rispettivo Priore, lavora incessantemente durante tutto l’anno per perfezionare gli abiti barocchi, gestire le taverne gastronomiche e allenare i binomi cavallo-cavaliere che si contenderanno il Palio nel Campo de li Giochi. Il Corteo Storico e l’Edizione 2026 Il programma ufficiale dell’edizione di giugno 2026 ha visto una fitta serie di appuntamenti culturali e gastronomici nei giorni precedenti, tra cui la celebre gara gastronomica del “Gareggiare dei Convivi” – che quest’anno ha visto il trionfo del Rione Cassero – e la sempre partecipata Fiera dei Soprastanti. Tuttavia, il fulcro emotivo della manifestazione si accende proprio nella serata di oggi, venerdì 12 giugno. A partire dalle ore 21:45, le rappresentanze rionali daranno vita al maestoso Corteo Storico. Circa 800 figuranti sfileranno tra le vie principali del centro storico indossando sontuosi abiti in velluto e seta, fedelmente riprodotti sulla base dei modelli barocchi del Seicento. Ad accompagnare i nobili, le dame, i cavalieri e i paggi saranno i ritmi cadenzati dei tamburini e i giochi coreografici degli sbandieratori. La sfilata troverà il suo culmine alle ore 23:00 nella cornice di Piazza della Repubblica. In questo scenario avverranno due tra i momenti più solenni dell’intera Quintana: la lettura del Bando, che esorta il popolo e i cavalieri alla nobile contesa, e la successiva Benedizione dei Cavalieri, l’atto rituale formale che dà ufficialmente il via alla tenzone dell’indomani. La Gara al Campo de li Giochi Il momento decisivo in cui si decreterà il vincitore è fissato per domani sera, sabato 13 giugno, a partire dalle ore 20:30. Presso il Campo de li Giochi “Marcello Formica e Paolo Giusti”, i dieci rioni si affronteranno a viso aperto. Il meccanismo della gara è tanto affascinante quanto spietato. Ciascun cavaliere (chiamato formalmente “Pertinace”, “Fedele”, “Audace” o con gli altri storici pseudonimi a seconda del rione di appartenenza) deve percorrere al galoppo l’insidioso tracciato a forma di otto, lungo 720 metri. Al centro del percorso si staglia la statua del dio Marte, sul cui braccio teso è posizionato l’anello da agganciare tramite una lancia. La sfida si articola su tre tornate consecutive, e a ogni turno la difficoltà aumenta sensibilmente a causa del progressivo rimpicciolimento del diametro degli anelli: La vittoria viene assegnata al cavaliere che completa tutte le tornate nel minor tempo possibile e senza commettere penalità, come la mancata presa dell’anello o l’abbattimento delle bandierine che delimitano la pista. Una competizione millimetrica dove la perfetta simbiosi tra destrezza umana e potenza equestre fa la differenza tra il trionfo rionale e la sconfitta. Da stasera, Foligno torna a trattenere il fiato.

Foligno si prepara alla Giostra della Quintana: al via l’edizione della Sfida 2026

La città di Foligno torna a immergersi nell’atmosfera del Seicento barocco per uno degli appuntamenti storici e agonistici più attesi dell’Umbria: la Giostra della Quintana – La Sfida 2026. L’evento, in programma nelle giornate di venerdì 12 e sabato 13 giugno 2026, segna un traguardo storico significativo per la manifestazione, celebrando l’edizione dell’Ottantennale dalla sua rinascita in epoca moderna, avvenuta nel 1946. La kermesse unisce il rigore della ricostruzione storica seicentesca alla forte tensione agonistica della gara equestre, coinvolgendo l’intera comunità cittadina divisa nei suoi dieci rioni storici. Il venerdì del Corteo Storico: l’eleganza del Barocco Il fine settimana della Sfida si apre ufficialmente nella serata di venerdì 12 giugno 2026. A partire dalle ore 21:45, le vie del centro storico di Foligno ospitano il tradizionale Corteo delle rappresentanze rionali. Si tratta di una sfilata storica che vede la partecipazione di circa 800 figuranti in costumi fedelmente ispirati alla moda barocca del XVII secolo. Dame, nobili, cavalieri, paggi, musici e sbandieratori sfilano con abiti realizzati in tessuti pregiati come seta e velluto, curati nei minimi dettagli filologici. Il percorso del corteo si snoda attraverso i principali assi viari del centro cittadino e culmina, intorno alle ore 23:00, in Piazza della Repubblica. Qui hanno luogo due dei momenti istituzionali più solenni e immutati della tradizione quintanara: la lettura del Bando di sfida e la solenne Benedizione dei Cavalieri che scenderanno in campo il giorno successivo. Il sabato della Giostra: la sfida al Dio Marte Il momento culminante della manifestazione è fissato per sabato 13 giugno 2026, a partire dalle ore 20:30, presso il Campo de li Giochi “Marcello Formica e Paolo Giusti”. In questa cornice si disputa la Giostra della Quintana vera e propria, denominata “La Sfida” per distinguerla dalla rivincita che si tiene tradizionalmente nel mese di settembre. La competizione vede confrontarsi i dieci binomi (cavallo e cavaliere) in rappresentanza dei dieci rioni di Foligno: La gara si sviluppa su un tracciato a forma di otto, lungo 754 metri, delimitato dalle bandiere. Al centro dell’incrocio delle due diagonali si trova la statua lignea che rappresenta il “Dio Marte”, l’automa che regge con il braccio destro teso l’anello da agganciare. Il regolamento e lo svolgimento della gara La competizione si articola in tre tornate consecutive. In ognuna di esse, i cavalieri devono percorrere il tracciato nel minor tempo possibile, cercando di infilzare l’anello appeso al braccio dell’automa tramite una lancia. Per rendere la prova progressivamente più difficile e selettiva, il diametro degli anelli diminuisce a ogni turno: Il regolamento applicato è estremamente rigido. Al fine di stilare la classifica e decretare il rione vincitore, i giudici tengono conto di diversi fattori eliminatori e penalizzanti: Logistica e informazioni utili L’accesso alle vie del centro storico di Foligno per assistere al passaggio del Corteo Storico nella serata di venerdì è completamente gratuito. Per quanto riguarda invece la gara equestre di sabato sera al Campo de li Giochi (situato nei pressi di Largo F. Frezzi), l’ingresso è consentito previo acquisto del biglietto per le tribune, con tariffe che variano indicativamente tra i 15 e i 30 euro. L’evento di sabato 13 giugno viene inoltre trasmesso in differita televisiva nazionale su Rai 3 la settimana successiva, sabato 20 giugno, a partire dalle ore 15:00.

Fior di Cacio: Il Valore del Patrimonio Caseario a Vallo di Nera

Nel panorama delle manifestazioni dedicate alla valorizzazione dell’agroalimentare italiano, Fior di Cacio a Vallo di Nera rappresenta uno degli appuntamenti più significativi per la tutela della cultura pastorale e della biodiversità casearia della Valnerina e dell’intera regione Umbria. L’evento, che trasforma annualmente il borgo-castello in una mostra mercato a cielo aperto, si configura come un punto di incontro tra produttori artigianali, istituzioni, esperti del settore e consumatori consapevoli. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di promuovere le eccellenze del territorio, offrendo un palcoscenico a produzioni di nicchia che rischiano la scomparsa a causa dell’omologazione industriale. Vallo di Nera, inserito tra i Borghi più belli d’Italia, diventa lo scenario naturale in cui la filiera corta e le tradizioni millenarie della transumanza vengono raccontate attraverso assaggi, convegni e attività sul campo. Le Vie del Cacio: Struttura della Mostra Mercato Il nucleo centrale di Fior di Cacio è rappresentato dall’itinerario gastronomico denominato “Le Vie del Cacio”. Durante i giorni della manifestazione, le antiche cantine, i vicoli e le piazze del centro storico ospitano decine di produttori locali e nazionali. L’offerta espositiva si concentra principalmente su: Accanto ai formaggi, la mostra mercato include altre eccellenze umbre come il tartufo, i legumi di montagna (tra cui la lenticchia di Castelluccio), il miele artigianale e i salumi della tradizione norcina. Il Ruolo di Slow Food e la Tutela della Biodiversità La manifestazione collabora stabilmente con l’associazione Slow Food, in particolare attraverso la valorizzazione dei Presìdi. Il Convento di Santa Maria e altri spazi istituzionali del borgo ospitano periodicamente laboratori del gusto e incontri didattici legati allo Slow Food Day. I produttori dei Presìdi testimoniano l’importanza di salvaguardare le razze ovine e caprine autoctone e le tecniche di stagionatura tradizionali. I laboratori sono progettati per educare il consumatore a riconoscere un formaggio artigianale attraverso l’analisi sensoriale (visiva, olfattiva e gustativa), promuovendo un modello di consumo sostenibile e rispettoso del benessere animale. Approfondimenti Istituzionali e Sviluppo delle Aree Interne Fior di Cacio non è soltanto un evento gastronomico, ma un’importante piattaforma di dibattito politico e scientifico. Ogni edizione ospita convegni dedicati all’economia delle aree interne, alla gestione dei pascoli e all’innovazione nel comparto zootecnico. Questi incontri vedono la partecipazione attiva di università locali (come l’Università per Stranieri di Perugia e l’Università degli Studi di Perugia), della Camera di Commercio dell’Umbria e di associazioni di categoria come la FIDSPA (Federazione Italiana Dottori in Scienze della Produzione Animale). Al centro del dibattito vi sono i modelli di sviluppo sostenibile per contrastare lo spopolamento delle montagne, l’importanza della certificazione d’origine e l’integrazione tra turismo e agricoltura. Tradizioni Popolari e Territorio Il legame con il folklore locale è mantenuto vivo attraverso attività che coinvolgono direttamente il pubblico: L’evento è patrocinato e sostenuto da enti di rilievo come la Regione Umbria, la Provincia di Perugia, il Comune di Vallo di Nera, il Consorzio BIM Nera e Velino, e il GAL Valle Umbra e Sibillini.

Il Mercato delle Gaite di Bevagna: l’eccellenza filologica della rievocazione medievale in Umbria

Nel panorama delle manifestazioni storiche europee, il Mercato delle Gaite di Bevagna (Perugia) occupa un posto di rilievo per il rigore scientifico e l’accuratezza filologica delle sue ricostruzioni. L’evento, basato sullo studio accurato degli statuti comunali e dei documenti storici conservati presso l’Archivio di Stato, si prefigge l’obiettivo di ricreare la vita quotidiana, sociale ed economica del borgo umbro in un arco temporale circoscritto tra il 1250 e il 1350. Il termine “Gaita” deriva dal vocabolo di origine longobarda watha, che significa “guardia” o “vedetta”. Con questa espressione si designavano i quattro quartieri storici nei quali era anticamente suddiviso il territorio di Bevagna: la Gaita San Giorgio, la Gaita San Giovanni, la Gaita Santa Maria e la Gaita San Pietro. La manifestazione consiste in una competizione articolata tra i quattro rioni, i quali si contendono annualmente il Palio della Vittoria attraverso quattro distinte gare giudicate da una commissione di esperti del settore, medievisti e docenti universitari. Le quattro sfide del Palio Il verdetto finale che assegna il Palio è il risultato della somma dei punteggi ottenuti nelle singole discipline previste dal regolamento: 1. La Gara dei Mestieri Ogni Gaita ha il compito di ricostruire fedelmente due antiche attività artigianali del periodo di riferimento. La rappresentazione deve illustrare l’intera filiera produttiva, partendo dal reperimento e dal trattamento della materia prima fino ad arrivare all’ottenimento del prodotto finito. I membri del rione danno vita a vere e proprie botteghe animate, all’interno delle quali spiegano ai visitatori e alla giuria le tecniche di lavorazione basate solo su strumenti e metodologie dell’epoca. Tra le attività permanenti e storiche del circuito figurano: 2. La Gara del Mercato Le Gaite allestiscono ampi mercati all’aperto che riproducono le dinamiche del commercio due-trecentesco. L’attenzione della giuria si concentra sull’assenza di anacronismi sia nelle strutture dei banchi espositivi sia nelle merci in vendita. Vengono ricostruiti i sistemi metrici e di pesatura dell’epoca, i registri commerciali dei notai e la fornitura di servizi, popolando le vie di venditori, acquirenti e guardie comunali. 3. La Gara Gastronomica Le taverne rionali preparano e servono un banchetto basato rigorosamente su ricette tratte da manuali e manoscritti di cucina europei risalenti al periodo 1250-1350. La gara prevede la presentazione di una portata principale legata a una specifica ricostruzione scenica: l’ambientazione, la scelta delle stoviglie e l’intrattenimento devono riflettere fedelmente il ceto sociale dell’epoca (nobiliare, borghese o contadino) a cui fa riferimento il banchetto esaminato. 4. La Gara di Tiro con l’Arco Si tratta dell’unica prova di carattere sportivo della manifestazione. Si svolge tradizionalmente nella piazza centrale del borgo (Piazza Filippo Silvestri) e vede confrontarsi tre arcieri per ciascuna Gaita. I concorrenti utilizzano esclusivamente archi storici privi di mirini o supporti tecnologici moderni, sfidandosi nel colpire e rompere bersagli di dimensioni decrescenti con un quantitativo limitato di frecce. Struttura e logistica dell’evento L’evento si svolge regolarmente nell’arco di dieci giorni durante la seconda metà del mese di giugno. La cerimonia inaugurale prevede la lettura del bando del podestà e il giuramento dei priori delle quattro Gaite. Nelle giornate successive il calendario prevede l’apertura serale e pomeridiana delle botteghe dei mestieri, l’avvio delle attività delle taverne rionali (dove vengono somministrate pietanze e bevande ispirate alla tradizione medievale e locale) e lo svolgimento delle sessioni di esame da parte delle giurie scientifiche. Le giornate conclusive sono dedicate ai mercati generali e alla prova finale di tiro con l’arco che decreta la chiusura della manifestazione e l’assegnazione del Palio. Per garantire la continuità e la diffusione delle conoscenze storiche, il Circuito dei Mestieri Medievali rimane parzialmente accessibile e visitabile per scopi didattici e turistici anche nel corso dell’anno.

Merende Estive Fai-da-Te: Fresche, Veloci e Sane per Grandi e Piccini

Con l’arrivo del caldo estivo, l’appetito dei più piccoli tende a calare, mentre aumenta il bisogno di idratazione e freschezza. Spesso si cede alla tentazione di proporre snack confezionati, che tuttavia possono risultare ricchi di zuccheri raffinati e conservanti. Preparare in casa delle merende estive è la soluzione ideale: richiede pochissimo tempo, permette di controllare la qualità degli ingredienti e garantisce il giusto apporto di vitamine e sali minerali. Ecco una selezione di idee sfiziose, facili e sicure, divise tra snack freschi e bevande dissetanti. 1. Snack Freschi e Fruttati La frutta di stagione è la regina indiscussa dell’estate. Per renderla accattivante anche per i bambini, basta cambiare la modalità di presentazione. Ghiaccioli di Frutta 100% Naturale I ghiaccioli industriali sono spesso una miscela di acqua, coloranti e sciroppo di glucosio. Per una versione casalinga e salutare, basta frullare la frutta fresca matura (come fragole, pesca, melone o anguria) con un goccio di acqua o di succo di limone. Spiedini di Frutta Arcobaleno Tagliare la frutta a cubetti e infilarla su bastoncini di legno (avendo cura di eliminare le punte acuminate se destinati a bambini molto piccoli) trasforma la merenda in un gioco. 2. Merende Nutrienti a Base di Yogurt Lo yogurt è un’ottima fonte di calcio e proteine, perfetto per spezzare la fame senza appesantire. I “Drop” di Yogurt Congelati Si tratta di piccoli bottoncini di yogurt che si sciolgono in bocca, freschissimi e divertenti da mangiare. Yogurt Bark (La “Corteccia” di Yogurt) Un’alternativa scenografica ai classici gelati. 3. Alternative Salate e Veloci Non tutti i bambini amano il dolce, soprattutto quando fa caldo. Ecco un’opzione salata, fresca e ricca di acqua. Barchette di Cetriolo o Sedano con Formaggio Fresco I cetrioli e il sedano sono tra gli ortaggi più ricchi di acqua e sali minerali, perfetti per combattere la disidratazione. 4. Bevande Dissetanti e Idratanti Accanto al cibo, l’idratazione gioca un ruolo fondamentale in estate. Sostituire i succhi di frutta confezionati o le bibite gassate con varianti casalinghe riduce drasticamente l’apporto di zuccheri superflui. Limonata Classica Fatta in Casa La limonata è il rimedio tradizionale per eccellenza contro la calura, grazie al potere rinfrescante e digestivo del limone. Acqua aromatizzata alla Frutta Se i bambini faticano a bere la semplice acqua, l’acqua aromatizzata rappresenta un’ottima alternativa visivamente invitante e delicatamente profumata. Note di Sicurezza per i Più Piccoli

La Festa della Repubblica Italiana: Storia, Istituzione e Celebrazioni Ufficiali

La Festa della Repubblica Italiana si celebra ogni anno il 2 giugno. Si tratta della principale festa nazionale civile dell’Italia, istituita per ricordare il referendum a suffragio universale con cui, nel 1946, i cittadini italiani vennero chiamati alle urne per scegliere la forma di governo dello Stato dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e la caduta del fascismo. Il Contesto Storico e il Referendum del 1946 Tra il 2 e il 3 giugno 1946 si tenne in Italia un referendum istituzionale storico. Per la prima volta nel Paese il voto avvenne a suffragio universale totale, permettendo il diritto di voto sia agli uomini sia alle donne che avessero compiuto la maggiore età (all’epoca fissata a 21 anni). I cittadini dovettero scegliere tra due forme di stato: Monarchia o Repubblica. I risultati ufficiali del referendum, proclamati definitivamente dalla Corte di Cassazione il 18 giugno 1946, certificarono la vittoria della Repubblica: A seguito di questo risultato, il re Umberto II di Savoia, che aveva assunto le funzioni regali nel maggio dello stesso anno dopo l’abdicazione di Vittorio Emanuele III, lasciò l’Italia il 13 giugno 1946 per andare in esilio in Portogallo. Il 18 giugno, l’Assemblea Costituente prese atto della proclamazione della Repubblica e Alcide De Gasperi assunse le funzioni di Capo provvisorio dello Stato, prima dell’elezione da parte della stessa Assemblea di Enrico De Nicola come primo Presidente della Repubblica Italiana. Contestualmente al referendum, gli italiani votarono anche per l’elezione dei 556 membri dell’Assemblea Costituente, l’organo legislativo incaricato di redigere la nuova Carta Costituzionale, che entrò poi in vigore il 1° gennaio 1948. L’Istituzione della Festa Nazionale La data del 2 giugno fu dichiarata festa nazionale per la prima volta con il decreto legislativo presidenziale n. 387 del 28 maggio 1947. La prima vera celebrazione ufficiale con la parata militare a Roma avvenne l’anno successivo, il 2 giugno 1948, in via dei Fori Imperiali. Nel corso degli anni, l’assetto della festività ha subito una variazione temporanea a causa di ragioni economiche: Il Protocollo Ufficiale delle Celebrazioni Il cerimoniale della Festa della Repubblica segue un protocollo rigido e consolidato che si concentra principalmente nella città di Roma, alla presenza del Presidente della Repubblica e delle più alte cariche dello Stato (Presidenti di Camera e Senato, Presidente del Consiglio, Ministri e vertici militari). Le fasi principali delle celebrazioni ufficiali includono:

Umbria a Giugno 2026: Guida agli Eventi

La regione Umbria, nel cuore d’Italia, si conferma una delle mete più affascinanti per il turismo culturale, storico ed enogastronomico. Il mese di giugno 2026 si presenta ricco di appuntamenti storici, festival musicali di rilievo e manifestazioni della tradizione locale, con un calendario di eventi ufficialmente confermati. Di seguito, la guida completa ai principali appuntamenti sul territorio umbro. Le Grandi Rievocazioni Storiche e Tradizioni Il Mercato delle Gaite (Bevagna) Date: Dal 17 al 28 giugno 2026 La cittadina di Bevagna torna indietro nel tempo, precisamente nel periodo compreso tra il 1250 e il 1350. La manifestazione rievoca l’antica divisione in quattro quartieri (chiamati appunto “Gaite”): San Giorgio, San Giovanni, Santa Maria e San Pietro. Durante gli undici giorni dell’evento, il borgo medievale si anima con l’apertura delle botteghe dei mestieri storici (come la produzione della carta, la cereria e la tessitura della seta), mercati fedelmente ricostruiti secondo le usanze del Trecento e taverne culinarie aperte al pubblico. L’edizione del 2026 è storicamente legata alle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco, con diversi momenti di approfondimento e banchetti a tema. Le Infiorate di Spello Date: 6 e 7 giugno 2026 In concomitanza con la solennità del Corpus Domini, il borgo di Spello si trasforma in una galleria d’arte a cielo aperto. Gli infioratori lavorano incessantemente per l’intera notte tra il sabato e la domenica per comporre oltre sessanta tappeti e quadri floreali lungo le vie del centro storico. Le opere, realizzate esclusivamente con petali di fiori ed elementi vegetali freschi o essiccati, coprono un percorso di circa 1,5 chilometri destinato al passaggio della solenne processione della domenica mattina. Giostra della Quintana – La Sfida (Foligno) Date: 12 e 13 giugno 2026 La città di Foligno ospita la prima delle due sfide annuali della Quintana (la seconda si tiene a settembre). Si tratta di una spettacolare giostra cavalleresca in costume storico che vede gareggiare i cavalieri dei dieci rioni cittadini. Il venerdì sera (12 giugno) si svolge il corteo delle rappresentanze rionali in abiti barocchi, mentre il sabato sera (13 giugno) si tiene la gara ufficiale al Campo de li Giochi, dove i cavalieri si sfidano nell’infilzare gli anelli con la lancia in sella ai propri destrieri. Festival e Grandi Eventi Musicali L’Umbria che Spacca (Perugia) Date: Dal 24 al 28 giugno 2026 Questo festival musicale, focalizzato principalmente sulla scena pop, rock e indie contemporanea italiana e internazionale, si tiene nel capoluogo umbro negli ultimi giorni del mese. I concerti animano diversi punti della città di Perugia, offrendo una piattaforma sia per grandi artisti affermati sia per band emergenti, attirando un vasto pubblico giovanile da tutta Italia. Festival dei Due Mondi (Spoleto) Date: Inizio ufficiale a fine giugno 2026 Il celebre festival internazionale di musica, arte, cultura e spettacolo prende il via a Spoleto. Tra i primi eventi confermati collaterali legati alla rassegna spicca l’iniziativa “Spoleto segreta e sotterranea 2026”, curata dall’Associazione Amici di Spoleto ETS, con il primo appuntamento fissato per domenica 28 giugno. Questa visita guidata tematica ripercorre i luoghi della conversione di San Francesco d’Assisi sul territorio spoletino, a partire dalla chiesa di San Sabino sulla via Flaminia. Appuntamenti Enogastronomici e Territoriali L’Umbria a giugno ospita anche manifestazioni dedicate alle eccellenze agroalimentari, allo street food e alle specialità del territorio:

Cantine Aperte 2026 in Umbria: Le aziende da non perdere nell’ultimo weekend di maggio

Il tradizionale appuntamento con Cantine Aperte, il celebre format ideato dal Movimento Turismo del Vino, torna ad animare il cuore verde d’Italia nell’ultimo fine settimana di maggio: sabato 30 e domenica 31 maggio 2026. Per questa edizione, più di 40 cantine socie sparse su tutto il territorio umbro aprono le proprie porte a appassionati ed enoturisti per presentare in anteprima le nuove esperienze di ospitalità e degustazione. Per guidarvi alla scoperta delle eccellenze regionali, abbiamo tracciato un itinerario d’autore basato sui programmi e sulle aziende ufficialmente confermate dal Movimento. Il percorso si snoda tra due dei terroir più iconici e celebrati della regione: la terra del maestoso Sagrantino di Montefalco e le colline votate al bianco, dove regna il Grechetto, tra le zone di Todi e i territori limitrofi. Prima Tappa: Le terre del Sagrantino (Montefalco e Bevagna) Il viaggio comincia nel comprensorio della DOCG Montefalco e del comune limitrofo di Bevagna, una culla vitivinicola dove i terreni argillosi e il microclima favoriscono la struttura e i tannini unici del vitigno Sagrantino. Tenute Lunelli – Tenuta Carapace (Bevagna) Situata a Bevagna, questa tenuta è celebre non solo per la qualità dei suoi vini biologici, ma per la struttura stessa della cantina: il “Carapace”, una vera e propria scultura firmata dal maestro Arnaldo Pomodoro che dialoga con il paesaggio circostante. Agricola Mevante (Montefalco) Immersa nelle colline collinari di Montefalco, questa realtà valorizza l’identità territoriale unendo precisione tecnica e accoglienza calorosa. Azienda Agricola Benedetti e Grigi (Montefalco) Fondata sulla valorizzazione della tradizione locale espressa in chiave contemporanea, la cantina sorge in località Polzella, a Montefalco. Seconda Tappa: La Valle del Tevere e le colline del Grechetto (Todi e dintorni) Spostandosi verso sud-ovest, lungo la valle del Tevere in direzione della città medievale di Todi, il paesaggio si apre alle coltivazioni del Grechetto. Qui il vitigno esprime doti di freschezza, sapidità e note minerali pronunciate, sia nella versione DOC Todi sia nelle interpretazioni della vicina Orvieto. Cantina Roccafiore (Todi) Situata nella frazione di Chioano a Todi, Roccafiore è una realtà di riferimento per la viticoltura sostenibile e biologica, focalizzata sulla valorizzazione dei vitigni autoctoni in un contesto di design e totale rispetto del paesaggio. Informazioni pratiche per la partecipazione L’accesso alle manifestazioni e alle singole attività prevede regole precise per garantire la qualità dell’esperienza e la sicurezza dei partecipanti:

La Festa del Rinascimento di Acquasparta: Storia, Tradizione e Identità del Borgo Umbro

Nel panorama delle rievocazioni storiche dell’Umbria, la Festa del Rinascimento di Acquasparta si distingue per un’identità precisa e rigorosa. A differenza di altre manifestazioni regionali di matrice medievale, l’appuntamento di Acquasparta concentra la sua attenzione su un’epoca di transizione e grande fervore culturale: la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo. L’evento celebra l’arrivo nel borgo del principe Federico Cesi il Linceo, avvenuto nel 1604, e si sviluppa ogni anno a cavallo tra la fine di maggio e il mese di giugno. La manifestazione, organizzata dall’Ente Il Rinascimento ad Acquasparta in stretta collaborazione con il Comune e le realtà associative locali, non è una semplice sfilata di costumi, ma un progetto di ricostruzione storica che unisce l’aspetto ludico e competitivo a una solida base di divulgazione scientifica e culturale. Il Contesto Storico e la Figura di Federico Cesi Il fulcro attorno a cui ruota l’intera rievocazione è la figura di Federico Cesi (1585–1630), scienziato, naturalista e fondatore nel 1603 dell’Accademia dei Lincei, la prima accademia scientifica privata d’Europa, di cui fece parte anche Galileo Galilei. Nel 1604, il giovane Cesi si trasferì ad Acquasparta subito dopo il suo matrimonio con Artemisia Colonna. Il suo arrivo nel feudo umbro della famiglia segnò l’inizio di un periodo di straordinario splendore per la comunità locale. Palazzo Cesi, l’edificio tardo-rinascimentale che domina il centro storico, divenne un centro di ricerca avanzata, dove i “Lincei” si dedicavano all’osservazione della natura con un approccio pionieristico e sperimentale. La festa rievoca proprio l’atmosfera di quei giorni di festa, lo stupore della popolazione e il prestigio delle attività accademiche che si svolgevano tra le mura del palazzo. La Contesa tra le Contrade: Il Cuore della Festa L’elemento spettacolare e competitivo della manifestazione è affidato alle tre contrade storiche in cui è diviso il territorio di Acquasparta. Ciascuna contrada rappresenta una porzione del borgo e si impegna per mesi nella preparazione delle sfide e degli allestimenti: Le tre contrade si contendono il “Palio” attraverso una serie di prove storiche che richiedono abilità, preparazione e rigore filologico. Tra le gare principali figurano: Le Taverne Rionali e la Cucina dell’Epoca Un aspetto fondamentale per l’accuratezza della festa è la proposta gastronomica. Durante i giorni dell’evento, le contrade aprono al pubblico le proprie taverne tipiche, ricavate all’interno di cantine, cortili e locali storici del borgo. I menu offerti non sono generici, ma presentano piatti che traggono ispirazione dai ricettari rinascimentali, con un focus sull’uso di ingredienti del territorio umbro. Vengono valorizzate le carni (come il cinghiale e il maiale), l’impiego di spezie tipiche del commercio seicentesco (cannella, chiodi di garofano, noce moscata) e zuppe di legumi dimenticati. Accanto ai piatti storici, non mancano le tradizionali specialità della cucina umbra, come gli gnocchi fatti a mano e i dolci a base di mandorle e miele. Cultura, Convegni e l’Iniziativa “Vini a Palazzo” La Festa del Rinascimento non si limita all’intrattenimento popolare. In linea con lo spirito scientifico di Federico Cesi, il programma include regolarmente una sezione culturale di alto profilo: Aspetti Organizzativi e Sostenibilità La sfilata in costumi d’epoca (il Corteo Storico) rappresenta il momento di massima visibilità della festa: centinaia di figuranti, i cui abiti sono realizzati da sartorie specializzate sulla base di dipinti e inventari notarili del primo Seicento, sfilano per le vie del centro. L’attenzione ai dettagli si estende anche all’illuminazione, che durante le serate principali predilige l’uso di torce e candele per preservare l’atmosfera originale del borgo.