Il Palio dei Quartieri di Nocera Umbra

Ogni anno, nel cuore dell’estate, Nocera Umbra compie un viaggio a ritroso nel tempo, trasformandosi nel palcoscenico di uno degli eventi di rievocazione storica più articolati e suggestivi dell’Italia centrale: il Palio dei Quartieri. Per sette giorni la cittadina di origine umbro-romana sospende la modernità e ritrova la propria memoria collettiva grazie alla rivalità virtuosa e appassionata tra le sue due anime storiche, il Quartiere Borgo e il Quartiere Porta Santa Croce. L’evento trae fondamento da una rigorosa ricostruzione storiografica che mette in scena due distinte epoche storiche. Da una parte, il Quartiere Porta Santa Croce rievoca l’epoca medievale, concentrandosi in particolare sugli avvenimenti del XIV secolo; dall’altra, il Quartiere Borgo fa rivivere il periodo rinascimentale, riportando alla luce gli sfarzi e le vicende del XVI secolo. Questa dualità temporale rende il Palio dei Quartieri un’esperienza unica nel panorama delle manifestazioni storiche nazionali, poiché nello stesso borgo e nei medesimi giorni convivono usi, costumi e architetture effimere di due secoli differenti. Le allestimenti storici e le sere dei cortei Il cuore pulsante della festa risiede negli allestimenti e nei cortei storici, frutto del lavoro artigianale e di ricerca svolto per mesi dagli abitanti del luogo. Le vie del centro storico vengono addobbate e trasformate con strutture in legno, torce, festoni e botteghe d’epoca. Un momento centrale della manifestazione è rappresentato dai cortei storici serali. Ogni quartiere sfila proponendo quadri viventi che mettono in scena episodi reali tratti dagli annali storici della città: dalle visite di personaggi illustri dell’epoca, alle cerimonie religiose, fino a squarci di vita quotidiana del popolo, della nobiltà e delle corporazioni delle arti e dei mestieri. Centinaia di figuranti indossano abiti realizzati con filati e sartoria fedeli ai modelli dell’epoca di riferimento, rigorosamente curati nei dettagli. Oltre alle grandi sfilate, i vicoli e le piazzette del borgo ospitano le scenette storiche e i banchi dei mestieri. I visitatori incontrano così fabbri, ceramisti, amanuensi, tessitori e mercanti all’opera con gli strumenti d’un tempo, offrendo uno spaccato immersivo della vita economica e sociale di allora. Le taverne storiche ed enogastronomia Durante tutta la settimana del Palio, l’offerta culturale si intreccia con la valorizzazione enogastronomica del territorio. I due quartieri aprono le rispettive taverne storiche, ambientate nei locali antichi del centro storico e gestite dai volontari. Il menu delle taverne ripropone i piatti tipici della tradizione umbra, sia di estrazione contadina sia di ispirazione storica. Tra i sapori protagonisti figurano le carni alla brace, i primi piatti a base di paste fresche tirate a mano, i legumi locali e la tipica torta al testo umbra, accompagnati dai vini tipici della zona. Le taverne non rappresentano soltanto un punto di ristoro per i turisti, ma costituiscono veri e propri luoghi di aggregazione e sostegno economico per i quartieri. Le sfide sportive e la conquista del Palio L’aspetto agonistico raggiunge il suo culmine nelle battute finali della manifestazione. Il vincitore del Palio dei Quartieri viene decretato al termine di una serie di gare che mettono alla prova la preparazione fisica, l’abilità e la resistenza dei giovani dei due quartieri. Le due gare fondamentali che assegnano i punteggi per la vittoria finale sono: La somma dei punteggi ottenuti nel giudizio sui cortei storici, sugli allestimenti, sulle scenette e sui risultati delle gare sportive determina l’assegnazione del drappellone dipinto, il Palio, che viene consegnato al quartiere vincitore tra i festeggiamenti della popolazione. Un motore di identità e turismo Il Palio dei Quartieri non è soltanto una manifestazione di richiamo turistico, ma rappresenta una colonna portante dell’identità di Nocera Umbra. La partecipazione corale della cittadinanza garantisce la conservazione e la tramandazione delle tecniche artigianali, delle ricerche storiche e delle tradizioni orali del territorio, rendendo l’appuntamento un momento essenziale di coesione sociale per la comunità.
Umbria da Gustare: Guida alle Sagre di Fine Luglio

Viaggio tra i Sapori: Le Migliori Sagre di Fine Luglio Quando l’estate raggiunge il suo culmine nel cuore verde d’Italia, i borghi collinari e le vallate dell’Umbria si animano di profumi irrinunciabili, luci soffuse e tavolate conviviali. Le sagre paesane rappresentano una delle espressioni più autentiche dell’identità locale: non semplici appuntamenti gastronomici, ma vere e proprie feste di comunità in cui antiche ricette contadine, prodotti a chilometro zero e intrattenimento popolare si fondono per offrire un’esperienza culinaria genuina e senza tempo. 1. Le Eccellenze della Settimana: Un Itinerario del Gusto In questo scorcio di fine luglio, il calendario degli eventi enogastronomici umbri propone un viaggio ricco di suggestioni, dove ogni fermata racconta la storia culinaria di uno specifico micro-territorio. Sagra dello Spaghetto dei Carbonai (Fratticiola Selvatica, Perugia) Nel suggestivo borgo collinare di Fratticiola Selvatica, situato a nord-est di Perugia, va in scena un omaggio culinario a un mestiere antico e faticoso: quello dei carbonai. Il piatto principe della manifestazione è lo Spaghetto dei Carbonai, una preparazione ricca e saporita condita con pancetta croccante, uova, pepe nero macinato al momento e abbondante pecorino locale. La ricetta trae ispirazione dai pasti sostanziosi che i lavoratori delle carbonaie consumavano nei boschi durante le lunghe giornate di lavoro. Oltre alla specialità principale, gli stand gastronomici offrono carne alla brace, torta al testo farcita con salumi locali e dolci della tradizione umbra, il tutto accompagnato da spettacoli musicali e serate danzanti. Festival della Pizza al Piatto (Cantalupo di Bevagna, Perugia) Nella pianura compresa tra Bevagna e Foligno, la frazione di Cantalupo ospita lo storico Festival della Pizza al Piatto. Questa manifestazione celebra la maestria dei pizzaioli locali che cuociono ad alte temperature decine di varianti di pizze, caratterizzate da un impasto a lunga lievitazione, leggero, digeribile e condito con ingredienti freschi del territorio. Dalle versioni classiche alle combinazioni speciali a base di tartufo, salumi umbri e formaggi della Valle Umbra, l’evento attraversa le serate estive unendo la buona tavola a un ricco programma di musica dal vivo, spettacoli di cabaret e tornei popolari. Sagra del Pesce del Trasimeno e dei Prodotti Tipici (Borghetto di Tuoro sul Trasimeno, Perugia) Lungo le rive del Lago Trasimeno, la frazione di Borghetto celebra i frutti dell’acqua dolce con un appuntamento interamente dedicato alla cucina lacustre. I protagonisti indiscutibili del menu sono i pesci tipici del lago: il tegamaccio (una gustosa zuppa di pesce cotta lentamente in tegami di terracotta), il persico reale fritto o ai ferri, e il luccio alla carpa. Questa sagra offre un’occasione imperdibile per riscoprire una tradizione culinaria antica, strettamente legata alla vita dei pescatori locali, abbinandola ai vini DOC dei Colli del Trasimeno. 2. Identità Gastronomica e Prodotti della Terra Ciò che rende uniche le sagre di fine luglio in Umbria è il legame indissolubile con la stagionalità delle materie prime. Durante questo periodo estivo, i menu proposti dalle taverne e dagli stand si arricchiscono di prodotti freschi dell’orto, carne di maiale lavorata secondo l’arte della norcineria, formaggi stagionati nelle cantine di tufo e il prezioso olio extravergine di oliva DOP Umbria. 3. Consigli Pratici per il Visitatore Per godere al meglio dell’esperienza enogastronomica tra le colline umbre, è consigliabile seguire alcuni semplici suggerimenti pratici: L’estate umbra continua così a raccontarsi attraverso la tavola, offrendo a residenti e turisti un itinerario fatto di genuinità, cultura e accoglienza sincera.
Figuratevi a Perugia: Guida all’Estate per Famiglie

L’estate in Umbria offre da anni appuntamenti storici dedicati all’infanzia e al teatro di figura. Tra questi spicca Figuratevi, la rassegna e festival internazionale promossa ed organizzata dal Teatro Tascabile di Perugia (in collaborazione con le istituzioni locali), che trasforma il capoluogo umbro in un grande palcoscenico a cielo aperto. Se stai organizzando le giornate estive con i tuoi figli e cerchi un’esperienza ludico-culturale stimolante, ecco tutto quello che c’è da sapere per vivere al meglio le attività, gli spettacoli e i laboratori del festival. Cos’è il Festival Figuratevi? Figuratevi è una manifestazione con una lunghissima tradizione nell’ambito delle arti sceniche per l’infanzia. Al centro del festival c’è il teatro di figura: L’evento è pensato specificamente per un pubblico di bambini, ragazzi e famiglie, unendo l’aspetto educativo al puro intrattenimento. Dove si Svolge e Come Raggiungere le Sedi Le attività del festival e le rassegne collegate si distribuiscono in diverse location suggestive della città e del territorio perugino: 1. Parco Sant’Angelo (Corso Garibaldi) Molti degli appuntamenti all’aperto, i laboratori creativi e i piccoli spettacoli pomeridiani si tengono nell’area verde del Parco Sant’Angelo, situato nel centro storico di Perugia. È uno spazio ideale per far giocare i bambini all’ombra prima dell’inizio delle rappresentazioni. 2. Arena del Borgo Bello e Altri Quartieri Il festival adotta una formula itinerante nel tessuto urbano perugino, toccando piazze, chiostri e spazi di quartiere (come l’area del Borgo Bello o i parchi cittadini), rendendo l’arte accessibile a tutti a pochi passi da casa. 3. Arena del Frontone e Teatri Cittadini Per gli eventi serali o al chiuso vengono talvolta utilizzati gli spazi storici dedicati allo spettacolo della città. Le Attività per Bambini: Cosa Aspettarsi Per organizzare la visita con i più piccoli, è utile conoscere le tipologie di attività offerte durante la manifestazione: Spettacoli di Burattini e Teatro di Strada Le compagnie ospitate mettono in scena storie classiche, fiabe tradizionali rivisitate e drammaturgie originali. Il ritmo degli spettacoli è pensato per mantenere alta l’attenzione anche dei bimbi più piccoli (indicativamente dai 3 anni in su). Laboratori Manuali e Creativi Prima degli spettacoli, spesso vengono organizzati workshop dove i bambini possono: Consiglio per i genitori: I laboratori hanno solitamente un numero di posti limitato. È sempre consigliabile verificare preventivamente le modalità di accesso o di prenotazione sul sito ufficiale. Consigli Pratici per i Genitori Per godersi l’esperienza senza stress insieme ai propri figli, ecco alcune raccomandazioni utili: Come Rimanere Aggiornati sul Programma I programmi del festival variano di edizione in edizione con un calendario fitto di date da luglio a settembre. Per consultare orari, compagnie ospitate e dettagli specifici di ogni singolo evento:
Palio dei Colombi 2026 ad Amelia

La città di Amelia, situata nella provincia di Terni in Umbria, si appresta a vivere l’edizione 2026 del Palio dei Colombi. La manifestazione, coordinata dall’Ente Palio dei Colombi in collaborazione con l’amministrazione comunale e le contrade cittadine, costituisce il principale appuntamento storico e culturale della comunità amerina. Dal 18 luglio al 9 agosto 2026, l’antico borgo si trasforma per rievocare le istituzioni e la vita sociale del XIV secolo attraverso cerimonie ufficiali, cortei storici, allestimenti d’epoca e la tradizionale competizione tra cavalli e balestrieri. Le origini storiche e lo Statuto del 1346 Le fondamenta storiche della rievocazione risalgono agli Statuti del Popolo di Amelia del 1346. In particolare, il capitolo intitolato De divisione Contratarum sancì formalmente la suddivisione del territorio urbano all’interno delle mura in rioni definiti, stabiliti per organizzare l’amministrazione, la difesa e la vita civile della città. La manifestazione moderna riprende la struttura istituzionale del Medioevo amerino, riproponendo le figure dell’epoca come il Podestà, gli Anziani, i Dieci del Popolo e gli Officiales, impegnati nel governo della comunità medievale. Le cinque Contrade cittadine Il centro storico di Amelia è diviso in cinque contrade, ciascuna contraddistinta da specifici colori araldici, confini geografici e casate nobiliari di riferimento: Il programma dell’edizione 2026 I festeggiamenti dell’edizione 2026 prendono il via sabato 18 luglio 2026 con la solenne Lettura del Bando per le vie del centro e il Banchetto della sfida. Per tutta la durata dell’evento, fino alla conclusione del 9 agosto 2026, il borgo ospita un folto calendario di appuntamenti: Il regolamento della sfida al Campo de li Giochi Il momento culminante della manifestazione è la contesa del Palio, disputata presso il Campo de li Giochi tra i rappresentanti delle cinque contrade. Ogni rione scende in campo schierando un cavaliere con cavallo e un balestriere. ┌─────────────────────────────────────────────────────────┐ │ SVOLGIMENTO DELLA GIOSTRA │ ├─────────────────────────────────────────────────────────┤ │ 1. Corsa del Cavaliere (Percorso di 90 metri) │ │ – Ingresso nello stallo entro 2 minuti dalla chiamata│ │ – Galoppo con lancia intinta di vernice fresca │ │ – Impatto su bersaglio metallico basculante │ │ – Assegnazione: 2 PUNTI se il bersaglio è marcato │ ├─────────────────────────────────────────────────────────┤ │ 2. Prova del Balestriere (Distanza di 36 metri) │ │ – Tiro con balestra antica verso bersaglio in legno │ │ – Centrare il bersaglio aziona il meccanismo │ │ – Apertura della colombaia e volo del colombo │ │ – Assegnazione: 1 PUNTO AGGIUNTIVO │ └─────────────────────────────────────────────────────────┘ La gara si svolge secondo le seguenti fasi: Al termine di tutte le tornate previste dal programma di gara, la somma dei punteggi ottenuti dal cavaliere e dal balestriere determina la contrada vincitrice a cui viene consegnato il drappo del Palio dei Colombi 2026.
Trasimeno Blues 2026

Il Lago Trasimeno torna a trasformarsi nel cuore pulsante della musica afroamericana con la 30ª edizione di Trasimeno Blues. Dal 18 al 26 luglio 2026, il celebre festival itinerante propone nove giornate consecutive di concerti, appuntamenti culturali e momenti dedicati al ballo, unendo artisti di caratura internazionale e talenti della scena contemporanea in una cornice paesaggistica e storica unica. La formula che caratterizza l’evento valorizza l’integrazione tra musica dal vivo, patrimonio artistico e promozione del territorio. Le note del blues, del soul, del funk e della world music risuonano nelle piazze storiche, nei parchi naturali, nelle cantine e nei monumenti medievali dei borghi affacciati sul lago e nelle località limitrofe dell’Umbria. Una 30ª Edizione nel Segno della Storia e della Tradizione Nato come rassegna diffusa sul territorio, Trasimeno Blues celebra nel 2026 tre decenni di attività. L’edizione di quest’anno ribadisce il ruolo del festival come crocevia di culture e punto di riferimento per gli appassionati del genere. L’itinerarietà si conferma il pilastro dell’intera manifestazione: la musica non rimane chiusa all’interno di una singola arena, ma si sposta ogni giorno in un borgo o in una location differente. Questo consente al pubblico di scoprire il patrimonio storico-artistico del Trasimeno e delle zone circostanti, abbinando l’esperienza d’ascolto alla visita del territorio. I Borghi e i Luoghi del Festival L’itinerario geografico e musicale dell’edizione 2026 tocca diversi centri di grande valore storico e paesaggistico: Il Programma Ufficiale dei Concerti Il calendario dal 18 al 26 luglio 2026 prevede concerti sia a ingresso gratuito che a pagamento: Data Orario Località e Sede Artista / Evento Ingresso Sabato 18 luglio 21:30 Passignano sul Trasimeno – Parco del Pidocchietto Lakeetra Knowles Gratuito Domenica 19 luglio 18:00 San Biagio della Valle – Cantina Cenci Roots & Blues-Jam Session Party (30 anni) Gratuito (prenotazione obbligatoria) Mercoledì 22 luglio 21:30 Panicale – Parco Regina Margherita Alberto Visentin Gratuito Giovedì 23 luglio 20:30 21:30 Castiglione del Lago – Piazza Mazzini Dance Camp (Lezione di ballo blues) Gloria & The Doctors Gratuito Gratuito Venerdì 24 luglio 18:30 21:30 Castiglione del Lago – Piazza Mazzini Castiglione del Lago – Rocca Medievale I Shot A Man Treves Blues Band Gratuito € 15,00 Sabato 25 luglio 18:30 21:30 00:00 Castiglione del Lago – Piazza Mazzini Castiglione del Lago – Rocca Medievale Castiglione del Lago – Darsena Live Music Manara Blues Vieux Farka Touré The Rootworkers Gratuito € 15,00 Gratuito Domenica 26 luglio 18:45 21:30 Spina (Marsciano) – Via del Tempio Spina (Marsciano) – Piazza dello Statuto The Fabulous Heads JJ Thames & Luca Giordano Band Gratuito Gratuito Dettagli sugli Eventi Principali e i Protagonisti L’Apertura e la Festa dei 30 Anni Il sipario si alza sabato 18 luglio a Passignano sul Trasimeno con l’esibizione di Lakeetra Knowles, cantante americana la cui voce unisce soul, gospel e blues. Il giorno successivo, domenica 19 luglio, la Cantina Cenci a San Biagio della Valle ospita una Roots & Blues Jam Session Party, pensata per celebrare il trentennale della rassegna insieme a musicisti e appassionati. La Treves Blues Band e Vieux Farka Touré a Castiglione del Lago Il cuore del weekend di Castiglione del Lago vede sul palco della Rocca Medievale due nomi simbolo: La Chiusura Internazionale a Spina Domenica 26 luglio il festival si sposta nel borgo di Spina. Dopo l’apertura pomeridiana affidata ai The Fabulous Heads, il concerto serale in Piazza dello Statuto vede protagonista la cantante statunitense JJ Thames affiancata dalla Luca Giordano Band, una delle formazioni europee più apprezzate nell’ambito del blues internazionale. Ballo Blues e Iniziative Collaterali Oltre ai concerti live, Trasimeno Blues propone iniziative collaterali pensate per coinvolgere attivamente il pubblico. In particolare, nel centro di Castiglione del Lago sono previsti appuntamenti gratuiti dedicati al Dance Camp, con lezioni primi passi per avvicinarsi ai ritmi e alla cultura del ballo blues. Informazioni Utili per Partecipare
Anticamente Orvieto: tesori del passato in Piazza della Repubblica

Domenica 19 luglio 2026, la città di Orvieto torna a ospitare uno degli appuntamenti più amati dagli appassionati di storia, design e artigianato: la mostra mercato “Anticamente”. Dalle ore 9:00 fino al tramonto, la storica Piazza della Repubblica si trasformerà in un suggestivo salone a cielo aperto dedicato all’antiquariato, al collezionismo, al vintage e al modernariato. Questo evento rappresenta un’occasione d’incontro ideale sia per i collezionisti più esigenti, sempre alla ricerca del pezzo raro da aggiungere alla propria raccolta, sia per i semplici curiosi e i turisti che desiderano trascorrere una giornata immersi nella bellezza senza tempo della rupe orvietana. La cornice storica di Piazza della Repubblica La scelta di Piazza della Repubblica come teatro di “Anticamente” non è casuale. Questo spazio urbano rappresenta da secoli il vero e proprio cuore pulsante, civile e amministrativo di Orvieto. Sulla piazza si affacciano monumenti di straordinaria importanza storica e architettonica, tra cui spiccano il Palazzo Comunale con la sua imponente facciata e l’antichissima Chiesa di Sant’Andrea, caratterizzata dalla singolare torre campanaria dodecagonale a base bizantina. Passeggiare tra i banchi della mostra mercato all’ombra di queste architetture millenarie amplifica l’effetto di un vero e proprio viaggio nel tempo. Gli oggetti esposti, carichi di vissuto, dialogano perfettamente con il contesto urbano circostante, creando un’atmosfera sospesa tra presente e passato. Un viaggio tra collezionismo e modernariato La mostra mercato si articola in diverse categorie espositive, selezionate per soddisfare una gamma estremamente varia di interessi e passioni: Sostenibilità e turismo lento Negli ultimi anni, mercati come “Anticamente” hanno assunto un valore che va ben oltre il semplice commercio. Acquistare oggetti di seconda mano, vintage o d’antiquariato è diventato un gesto di profonda sensibilità ecologica. Ridare nuova vita a elementi già esistenti riduce l’impatto ambientale legato alla produzione del nuovo, inserendosi perfettamente nei flussi dell’economia circolare. Inoltre, l’evento promuove una filosofia di turismo lento (slow tourism). I visitatori sono invitati a rallentare il passo, osservare con attenzione i dettagli, dialogare con gli espositori — spesso custodi di aneddoti e competenze storiche — e scoprire le storie personali che si nascondono dietro ogni singolo pezzo esposto. Un’esperienza completa a Orvieto La visita ad “Anticamente” può essere facilmente integrata con la scoperta delle altre meraviglie che la città di Orvieto offre. A pochi minuti a piedi da Piazza della Repubblica si trova il celebre Duomo di Orvieto, capolavoro dell’architettura gotica italiana, famoso per la sua straordinaria facciata e gli affreschi della Cappella di San Brizio. Per chi desidera esplorare il territorio da una prospettiva insolita, sono facilmente raggiungibili anche i percorsi sotterranei come il Pozzo di San Patrizio. La mostra mercato sarà accessibile gratuitamente per l’intera giornata di domenica 19 luglio, a partire dalle ore 9:00 e fino al calare del sole, rendendo l’accesso comodo a chiunque decida di salire sulla rupe per una domenica all’insegna della cultura e della bellezza.
Suoni Controvento 2026: al via il festival itinerante dell’Umbria

L’Umbria si conferma ancora una volta la scenografia ideale per l’incontro tra arte, grande musica dal vivo e valorizzazione del paesaggio. Prende il via la nuova edizione di Suoni Controvento, la manifestazione culturale itinerante promossa dall’associazione AUCMA con il sostegno della Regione Umbria e del Ministero della Cultura, diventata un punto di riferimento per il turismo d’esperienza nel cuore verde d’Italia. Il festival si distingue fin dalle sue origini per un format consolidato: portare la musica e lo spettacolo dal vivo al di fuori dei teatri e delle piazze tradizionali per immergerli completamente nei contesti naturali, montani e storici della regione. Un palcoscenico diffuso tra natura e storia La rete di appuntamenti di Suoni Controvento abbraccia gran parte del territorio regionale, coinvolgendo numerosi Comuni umbri e toccando vette montane, altipiani, parchi naturalistici, borghi storici e aree archeologiche. Tra le location tradizionalmente protagoniste della rassegna figurano la Rocca Maggiore di Assisi, il Palazzo Ducale di Gubbio, la Valsorda a Gualdo Tadino, il Valico di Castelluccio a Norcia, il Sasso delle Macinare a Costacciaro e il borgo di Montone, oltre a diversi scorci del Trasimeno e della Valnerina. Una delle cifre distintive della manifestazione è la promozione della mobilità dolce: per raggiungere molte delle venue dei concerti – in particolare i palchi allestiti in quota o nei boschi – il pubblico è invitato a percorrere sentieri e itinerari di trekking, integrando l’attività motoria all’aria aperta con la fruizione dell’evento artistico. Un programma multidisciplinare La programmazione di Suoni Controvento non si limita alla sola musica, ma sviluppa un’offerta culturale integrata che spazia tra differenti linguaggi e discipline: Sostenibilità e informazioni utili Fin dalla sua prima edizione, Suoni Controvento adotta criteri volti a ridurre l’impatto ecologico dell’evento: tutela dei siti naturali ospitanti, promozione della raccolta differenziata e incentivazione dell’accesso a piedi o tramite mezzi condivisi. Gli eventi in cartellone si dividono tra appuntamenti a ingresso libero e spettacoli con biglietto a pagamento. Il programma completo con gli orari, le mappe dei percorsi di trekking e i link alle prevendite ufficiali (circuiti TicketItalia e TicketOne) è consultabile sul portale ufficiale della manifestazione.
Guida alle sagre in Umbria: i sapori del weekend

Il fine settimana estivo in Umbria si accende attraverso una fitta rete di manifestazioni gastronomiche radicate nei diversi territori comunali. Queste rassegne rappresentano un’occasione per la valorizzazione dei prodotti tipici locali e delle tradizioni culinarie della regione, attirando sia i residenti sia i flussi turistici stagionali. Di seguito si riportano i principali appuntamenti enogastronomici confermati per il fine settimana in corso, con i dettagli logistici e le specificità culinarie di ciascuna manifestazione. Fratticiola Selvatica: Sagra dello Spaghetto dei Carbonai Nel territorio comunale di Perugia, la frazione di Fratticiola Selvatica ospita la Sagra dello Spaghetto dei Carbonai, in programma dal 17 al 26 luglio 2026. L’evento taglia il traguardo della quarantanovesima edizione, confermandosi come una delle manifestazioni più longeve della zona dell’Alto Tevere e del perugino. Al centro della proposta gastronomica vi è lo spaghetto cucinato secondo l’antica ricetta legata alla figura dei carbonai, i lavoratori che storicamente popolavano i boschi della fascia appenninica per la produzione del carbone vegetale. Oltre agli stand gastronomici, il programma della manifestazione prevede lo svolgimento di eventi tradizionali collaterali, tra i quali spiccano la Rassegna del Mulo e del Cavallo da Soma e il Palio del Carbonaio, una competizione che vede i sette rioni del paese sfidarsi in una corsa con gli asini. Collicello di Amelia: Fava Cottora, Polenta e Cinghiale Spostandosi nella provincia di Terni, la frazione di Collicello, nel comune di Amelia, propone la Sagra della Fava Cottora dell’Amerino, della Polenta alla Carbonara e del Cinghiale alla Colcellese. L’evento si tiene dal 16 luglio al 25 luglio 2026 ed è organizzato dalla Pro Loco locale. La manifestazione si concentra sulla valorizzazione della Fava Cottora dell’Amerino, un ecotipo locale di fava selezionato da generazioni di agricoltori nell’area di Amelia. Questo legume è riconosciuto come Presidio Slow Food per le sue particolari caratteristiche organolettiche e per la capacità di cuocere rapidamente senza bisogno di decorticazione. I menu della sagra uniscono questo prodotto storico ad altre preparazioni tipiche del comprensorio, come la polenta condita alla carbonara e i piatti a base di cinghiale cucinati secondo le varianti culinarie del borgo di Collicello. Montefranco: Sagra de la Pizza Sotto lu Focu Sempre nel territorio ternano, la Valnerina ospita a Montefranco la Sagra de la Pizza Sotto lu Focu. La manifestazione prende il via il 17 luglio 2026 e si protrae fino al 2 agosto 2026, offrendo un presidio gastronomico estivo prolungato. Il piatto forte della rassegna è rappresentato dalla “pizza sotto lu focu”, una specialità panificata la cui cottura avviene tradizionalmente a terra, sfruttando il calore della cenere e dei carboni ardenti (“lu focu”) generati nei forni a legna. Questa tipologia di focaccia, tipica della tradizione contadina locale, viene sfornata calda e farcita principalmente con salumi del territorio e formaggi. La collocazione geografica di Montefranco favorisce l’afflusso di visitatori in cerca di temperature fresche durante le serate estive. Rigali di Gualdo Tadino: Sagra della Caramella Tartufata Nella fascia appenninica della provincia di Perugia, il Comune di Gualdo Tadino inserisce nel proprio cartellone ufficiale dell’Estate Gualdese la Sagra della Caramella Tartufata. L’evento si svolge specificamente nelle giornate di sabato 18 luglio e domenica 19 luglio 2026 presso la frazione di Rigali. Gli stand aprono a partire dalle ore 19:00 e mettono al centro dell’offerta una preparazione peculiare nota come “caramella tartufata”, legata alle storiche ricette locali che impiegano il tartufo della zona appenninica. La rassegna si inserisce nel più ampio programma di animazione territoriale estiva coordinato dall’amministrazione comunale e dalle associazioni di frazione.
Michele Mari vince il Premio Strega 2026

L’attesa è finita per il mondo delle lettere italiane. Nella serata di mercoledì 8 luglio 2026, la storica cornice di Piazza del Campidoglio a Roma ha ospitato l’atto conclusivo dell’ottantesima edizione del Premio Strega. L’ambìto riconoscimento letterario è stato assegnato a Michele Mari con il suo romanzo I convitati di pietra, pubblicato da Einaudi. L’autore ha ottenuto una netta vittoria conquistando anche il favore delle giurie giovanili, segnando una doppietta memorabile per questa edizione d’anniversario. La classifica della serata finale Lo spoglio dei voti complessivi ha confermato i pronostici della vigilia, delineando una gerarchia chiara all’interno della sestina dei finalisti. Di seguito viene riportato il quadro ufficiale delle preferenze espresse dai giurati: L’opera di Mari ha convinto la platea dei votanti grazie a una struttura narrativa che unisce ironia, introspezione e tinte noir. La trama segue le vicende di un gruppo di ex compagni di scuola che, all’indomani dell’esame di maturità, stringono un patto finanziario ed esistenziale: alimentare un fondo comune che verrà interamente ereditato solo dagli ultimi tre superstiti della classe. Un pretesto che si trasforma in una profonda riflessione sulla memoria e sullo scorrere del tempo. Che cos’è il Premio Strega: storia e tradizione Nato nel secondo dopoguerra, il Premio Strega rappresenta la più prestigiosa competizione letteraria in Italia. Fondato a Roma nel 1947 dalla scrittrice Maria Bellonci e da Guido Alberti, proprietario della storica azienda produttrice del Liquore Strega di Benevento (da cui il premio prende il nome), l’evento nacque con l’obiettivo di rilanciare la cultura e la narrativa nazionale dopo i traumi del conflitto mondiale. Il nucleo originario dei giurati fu battezzato “Amici della Domenica”, un gruppo d’intellettuali, scrittori e artisti che si riunivano periodicamente nel salotto di casa Bellonci per discutere di libri e società. Nel corso dei decenni, l’albo d’oro del premio ha visto trionfare i più grandi nomi della letteratura italiana del Novecento, tra cui Elsa Morante, Alberto Moravia, Giorgio Bassani, Natalia Ginzburg, Primo Levi e Umberto Eco, trasformando la manifestazione in un termometro fondamentale dei gusti e delle tendenze culturali del Paese. Il meccanismo di voto odierno Il Premio Strega mantiene salda la sua tradizione pur essendosi adeguato nel tempo alle nuove dinamiche editoriali. La giuria attuale è profondamente ampliata rispetto ai primi anni e comprende: La competizione si articola tradizionalmente in due fasi principali: una prima selezione in tarda primavera che riduce i candidati alla storica cinquina (diventata eccezionalmente una sestina in questa edizione per includere i piccoli editori ex aequo), e la grande serata finale di inizio luglio a Roma, durante la quale avviene lo spoglio pubblico in diretta televisiva che decreta il vincitore assoluto.
Spoleto: Il Magico Gran Finale in Piazza Duomo

Il Festival dei Due Mondi giunge al suo atto conclusivo nella storica cornice di Spoleto. La rassegna internazionale, che per diciassette giorni trasforma la città umbra in un vero e proprio palcoscenico a cielo aperto, trova la sua naturale celebrazione nel tradizionale concerto di chiusura fissato per domenica 12 luglio 2026. Un appuntamento che sintetizza lo spirito di una manifestazione capace di coniugare da quasi settant’anni grande musica, teatro, danza e arti visive. Piazza Duomo: Un Palcoscenico Unico al Mondo La scenografia del gran finale è costituita da Piazza Duomo, uno degli spazi urbani più suggestivi dell’architettura italiana. La piazza si sviluppa come un ampio teatro all’aperto, delimitata dalla maestosa scalinata e dalla facciata romanica della Cattedrale di Santa Maria Assunta. L’acustica naturale e l’impatto visivo della facciata illuminata trasformano ogni esecuzione sinfonica in un evento di rara suggestione. Nel corso dei decenni, proprio su questo sagrato si sono avvicendati i più grandi direttori d’orchestra, compagini orchestrali e solisti di fama mondiale, confermando la piazza come il simbolo identitario del festival. Il Concerto di Chiusura della 69ª Edizione Per la serata conclusiva del 12 luglio 2026, l’evento clou in Piazza Duomo vede protagonista la Filarmonica del Teatro Regio di Torino. A guidare l’orchestra sul podio è il maestro Gianandrea Noseda, figura di spicco della direzione d’orchestra a livello internazionale. L’evento di chiusura rappresenta da sempre il momento di massima affluenza dell’intero cartellone. Il programma musicale del concerto finale riflette la vocazione cosmopolita della manifestazione, affiancando pagine del repertorio sinfonico classico a opere del Novecento e composizioni nate nell’alveo della tradizione americana ed europea. L’Eredità di Menotti e la Vocazione Internazionale Nato nel 1958 da un’intuizione del maestro Gian Carlo Menotti, il Festival dei Due Mondi è stato concepito con l’obiettivo esplicito di creare un ponte culturale tra due continenti: l’Europa e l’America. L’idea fondante era quella di far incontrare avanguardie artistiche, tradizioni consolidate e giovani talenti in un contesto isolato dalle logiche commerciali delle grandi metropoli. Con il passare del tempo, la rassegna ha ampliato la propria prospettiva mantenendo salda l’esigenza di offrire spettacoli d’eccellenza. Luoghi storici come il Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti, il Teatro Caio Melisso Spazio Fendi e il Teatro Romano accolgono per tre settimane produzioni d’opera, balletti classici, rappresentazioni teatrali contemporanee e concerti da camera. Il gran finale sinfonico in piazza rappresenta dunque la sintesi e la conclusione logica di un denso percorso conoscitivo e artistico. Organizzazione e Accessibilità della Città L’afflusso di visitatori per le battute finali del festival richiede una macchina organizzativa collaudata. La città di Spoleto predispone ogni anno un potenziamento dei sistemi di mobilita alternativa per facilitare l’accesso al centro storico e a Piazza Duomo. I percorsi meccanizzati, costituiti da gallerie pedonali, ascensori e scale mobili (come i percorsi Posterna, Spoletosfera e Rocca), prolungano l’orario di apertura nelle ore notturne proprio per consentire il deflusso del pubblico al termine del concerto finale. La sera del 12 luglio non è soltanto la conclusione di un cartellone di spettacoli, ma un momento di festa per l’intera comunità cittadina e per i tanti appassionati che giungono da ogni parte d’Italia e dall’estero per assistere a uno degli appuntamenti sinfonici all’aperto più prestigiosi del panorama culturale europeo.