Musei nascosti dell’Umbria: 4 gioielli

L’Umbria è una regione con un patrimonio storico, artistico ed etno-antropologico diffuso capillarmente sull’intero territorio. Oltre ai grandi complessi museali e ai celebri monumenti delle città d’arte principali, la regione custodisce numerose raccolte espositive e piccoli musei situati nei borghi minori o fuori dai circuiti turistici più affollati. Durante le prime due settimane di ottobre, quando i ritmi del viaggio si fanno più distesi e l’atmosfera autunnale invita alla scoperta del territorio, visitare questi spazi culturali offre un’opportunità di approfondimento straordinaria, permettendo di comprendere appieno l’identità storica e la ricchezza visiva della comunità umbra.

Nel comune di Ferentillo, situato nella verde cornice della Valnerina in provincia di Terni, si trova il Museo delle Mummie. Ospitato all’interno della cripta della Chiesa di Santo Stefano, edificata nel XIII secolo, questo spazio espositivo conserva un fenomeno di mummificazione naturale unico nel suo genere. La particolare composizione chimica del terreno, unita alla presenza di microrganismi specifici e alla costante ventilazione dei locali sotterranei, ha consentito la perfetta conservazione di numerosi corpi inumati tra il XVI e il XIX secolo. Le mummie, affiancate da abiti dell’epoca, iscrizioni e documenti d’archivio, offrono una testimonianza storico-antropologica di valore inestimabile sulla vita quotidiana, sui mestieri e sulle usanze funerali delle popolazioni locali nei secoli passati.

Spostandosi nella provincia di Perugia, nel borgo medievale di Montefalco, il Complesso Museale di San Francesco costituisce una tappa fondamentale per gli appassionati di storia dell’arte. L’ex chiesa francescana, costruita nella prima metà del XIV secolo, è stata trasformata in un museo che custodisce capolavori della pittura rinascimentale. L’elemento di maggiore rilievo è lo straordinario ciclo di affreschi raffigurante le Storie della vita di San Francesco, dipinto nel 1452 dal maestro fiorentino Benozzo Gozzoli nell’abside centrale. Il complesso comprende anche la pinacoteca con opere di Perugino e di altri maestri della scuola umbra, oltre ai locali storici delle cantine dei frati con gli antichi vasconi in pietra per la vinificazione.

A breve distanza dal centro abitato di Perugia, nella frazione di Ponte San Giovanni, si trova l’Ipogeo dei Volumni, situato all’interno dell’area archeologica della Necropoli del Palazzone. Questa tomba ipogea, risalente alla seconda metà del II secolo avanti Cristo, rappresenta uno dei monumenti funerari etruschi meglio conservati dell’Italia centrale. L’ipogeo riproduce la pianta di una domus romana, con un vestibolo d’ingresso e diverse camere laterali. Al suo interno sono conservati sette urne cinerarie in travertino finemente scolpite, tra cui spicca quella del capofamiglia Arunte Volunno, caratterizzata da un elegante rilievo decorativo e da iscrizioni in lingua etrusca e latina che attestano la fase di romanizzazione del territorio.

Infine, nel comune di Deruta, celebre in tutto il mondo per la produzione ceramica, il Museo Regionale della Ceramica, situato nell’ex convento di San Francesco, rappresenta il più antico museo italiano dedicato a questa arte decorativa. Fondato nel 1898, il percorso museale si sviluppa su più livelli ed espone oltre quattromila opere, dai reperti medievali e rinascimentali fino alle produzioni contemporanee. Tra le sezioni più rilevanti figurano la collezione di maioliche rinascimentali a lustro e la pavimentazione in mattonelle maiolica provenienti dalla vicina chiesa di San Francesco, testimoniando la continua evoluzione tecnica e artistica della tradizione ceramica umbra.

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