Draghi e mostri nelle leggende umbre

L’Umbria conserva un patrimonio di narrazioni popolari, miti e leggende in cui storia, natura e folklore si intrecciano da secoli. Tra le storie più affascinanti spiccano quelle dedicate a creature leggendarie e mostri mitologici che popolano la memoria storica del territorio. Questo patrimonio mitologico rappresenta anche la base per itinerari culturali e turistici adatti a famiglie e visitatori di ogni età. Il drago Thyrus e la leggenda di Terni La figura leggendaria più nota della regione è senza dubbio quella di Thyrus, il drago che secondo la tradizione popolare infestava le paludi nei pressi dell’antica Terni. La leggenda racconta di una creatura dal fiato velenoso che impediva la crescita della città e terrorizzava la popolazione locale, finché un giovane valoroso non decise di affrontarla e sconfiggerla, liberando la valle. Oltre al racconto popolare, la figura del drago possiede un forte valore simbolico e identitario per la comunità: Il mostro del Lago Trasimeno e i miti delle acque Il Lago Trasimeno, con i suoi bacini d’acqua e i fitti canneti, è stato da sempre terreno fertile per narrazioni fantastiche legate al mondo acquatico. La tradizione orale parla di creature misteriose che abiterebbero i fondali del lago, spesso accostate a figure mitologiche come idre o serpenti acquatici giganteschi. Accanto alla figura del mostro del lago, la mitologia del Trasimeno è ricca di riferimenti alla cultura classica: Il Parco dei Mostri al confine tra Umbria e Viterbese A breve distanza dal confine umbro, nel territorio di Bomarzo inserito nell’area geografica del Viterbese e storicamente connesso all’Etruria e al Centro Italia, si trova il celebre Sacro Bosco, noto a tutti come il Parco dei Mostri. Realizzato nel XVI secolo per volontà del principe Vicino Orsini, il complesso monumentale costituisce una tappa fondamentale lungo gli itinerari dedicati al fantastico. Nel parco si possono ammirare sculture monolitiche scolpite nella pietra vulcanica locale, raffiguranti creature mitologiche e mostruose: Questo insieme di leggende e luoghi d’interesse offre un percorso di grande valore formativo e ricreativo, ideale per trasmettere ai bambini la ricchezza della tradizione popolare attraverso il fascino del racconto fantastico.

La Mostra del Cavallo a Città di Castello

La Mostra Nazionale del Cavallo di Città di Castello rappresenta una delle manifestazioni equestri più importanti, antiche e radicate nel panorama fieristico e culturale italiano. Con decenni di storia alle spalle, la kermesse tifernate trasforma ogni anno la città umbra in un punto di riferimento per allevatori, appassionati, famiglie e professionisti del settore equestre. Ambientata nella splendida cornice del Parco Alexander Langer, l’iniziativa coniuga la valorizzazione zootecnica, lo sport, lo spettacolo dal vivo e l’inclusione sociale. Allevamento, razze pregiate e disciplina sportiva Il cuore espositivo e fieristico della manifestazione è rappresentato dalle mostre di allevamento, nelle quali vengono presentati esemplari e razze pregiate provenienti da diverse regioni d’Italia. Tra le aree espositive e i campi gara, il pubblico può ammirare la maestria di cavalieri e istruttori impegnati in dimostrazioni delle principali discipline equestri. Le sessioni dimostrative spaziano dal dressage alla monta etologica, fino alla working equitation e alla doma vaquera. Non mancano le esibizioni legate alla tradizione cavalleresca e alla storia locale, come la rievocazione della Giostra all’Anello organizzata in collaborazione con le realtà storiche del territorio, che richiama l’antico legame tra la cittadina e l’arte dell’equitazione. Il Battesimo della Sella e le attività per bambini e famiglie Uno degli aspetti distintivi della Mostra Nazionale del Cavallo è la sua forte vocazione didattica e divulgativa, pensata per avvicinare le nuove generazioni al mondo degli animali e della natura. I centri ippici e le scuole di equitazione presenti allestiscono spazi dedicati al celebre “battesimo della sella”. Seguiti da istruttori qualificati, i bambini possono provare la loro prima esperienza a cavallo o sui pony, imparando le regole base per approcciarsi con rispetto ed empatia all’animale. Accanto ai primi passi in sella, la manifestazione propone un ricco calendario di gimkane per allievi, laboratori didattici e attività di avvicinamento che coinvolgono le famiglie per l’intera durata dell’evento. Benessere, terapia ed equitazione etica Negli ultimi anni, la manifestazione ha ampliato il proprio raggio d’azione includendo iniziative dedicate al benessere psicofisico e agli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA). Il cavallo viene celebrato non soltanto come atleta o compagno di lavoro, ma come mediatore di cura e inclusione sociale. Attraverso progetti specifici e sessioni dimostrative, esperti del settore mostrano le potenzialità della terapia a cavallo rivolta a persone con disabilità o fragilità. A questo si affiancano spazi volti alla promozione di una cultura del rispetto dell’animale, con dimostrazioni di comunicazione etologica e attività propedeutiche volte al raggiungimento dell’armonia tra uomo e cavallo. I Gala Equestri serali Quando il sole cala, l’anfiteatro del Parco Alexander Langer diventa la scena dei gala equestri serali. Questo appuntamento notturno è una delle attrazioni più attese e prestigiose dell’intera rassegna, capace di richiamare migliaia di spettatori. I grandi spettacoli serali vedono la partecipazione di performer di fama nazionale e internazionale, acrobati, caroselli d’alta scuola e compagnie teatrali equestri. Musica, luci d’atmosfera e coreografie d’impatto si fondono per raccontare la forza, l’eleganza e l’intesa tra l’uomo e l’animale, trasformando la tecnica equestre in vera e propria arte scenica.

Gambero e Pesce del Trasimeno a San Savino

La Sagra del Gambero e del Pesce del Trasimeno rappresenta uno degli eventi enogastronomici più caratteristici e frequentati del bacino lacustre umbro. Svoltasi annualmente a San Savino, frazione del comune di Magione situata lungo la sponda orientale del Lago Trasimeno, la manifestazione celebra la tradizione della pesca d’acqua dolce e la valorizzazione delle ricette tipiche locali all’interno di un contesto storico di grande rilievo paesaggistico. Il borgo fortificato e la cornice del Trasimeno San Savino sorge su una collina che domina il settore sud-orientale del Trasimeno, offrendo una vista panoramica aperta sul bacino e sulle sue isole. Il borgo è caratterizzato da una struttura medievale fortificata, dominata dal Castello di San Savino con la sua caratteristica torre triangolare, eretta nel XIV secolo a difesa del territorio. Durante il periodo della sagra, solitamente programmata nella seconda metà di agosto, le vie del centro storico e i punti panoramici del castello diventano il luogo di ritrovo per cittadini e visitatori. La posizione collinare del borgo consente di assistere a suggestivi tramonti sul lago, un elemento naturale che da sempre accompagna le serate della manifestazione. Il patrimonio gastronomico d’acqua dolce Al centro dell’evento si trova la cucina tradizionale del Lago Trasimeno, legata allo storico mestiere dei pescatori locali e all’impiego di specie ittiche del bacino. La proposta gastronomica punta alla riscoperta di piatti semplici ma ricchi di identità culturale: La valorizzazione del territorio e delle filiere locali La Sagra del Gambero e del Pesce del Trasimeno è organizzata con il coinvolgimento diretto delle associazioni locali e delle cooperative di pesca del territorio. L’obiettivo principale è la promozione dei prodotti a chilometro zero e la salvaguardia dell’ecosistema lacustre. Oltre ai padiglioni gastronomici, la manifestazione prevede momenti di intrattenimento musicale, spettacoli serali e spazi dedicati all’artigianato locale. La vicinanza con l’Oasi Naturalistica de La Valle, situata a pochi chilometri nel comune di Magione, offre ai visitatori l’opportunità di unire la degustazione enogastronomica a percorsi di osservazione dell’avifauna e passeggiate naturalistiche lungo le sponde del lago. Scheda riassuntiva dell’evento Elemento Dettaglio Località San Savino (Comune di Magione, PG) Ambientazione Borgo fortificato medievale con torre triangolare Periodo Seconda metà di agosto Piatti principali Sugo di gambero d’acqua dolce, Tegamaccio, Carpa in porchetta, Persico fritto Punti di forza Vista panoramica al tramonto sul Lago Trasimeno e prodotti ittici locali

Patata di Colfiorito IGP: Sagra e Gusto

La Sagra della Patata Rossa di Colfiorito rappresenta uno degli appuntamenti enogastronomici e culturali più radicati dell’Appennino umbro-marchigiano. Ogni anno, a cavallo tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, la frazione montana di Foligno celebra la raccolta di questo tubero d’eccellenza, trasformando l’altopiano in una mostra mercato all’aperto che unisce la tradizione culinaria alla valorizzazione del paesaggio naturale. Storia e caratteristiche del tubero IGP La coltivazione della patata nell’altopiano di Colfiorito ha origini antiche, favorite da condizioni pedoclimatiche peculiari. Situato a circa 800 metri di altitudine, il territorio è caratterizzato da terreni altopianeschi di origine lacustre, fertili e ben drenati, e da un clima fresco che limita la proliferazione di parassiti. La Patata Rossa di Colfiorito ha ottenuto il riconoscimento della Indicazione Geografica Protetta (IGP) a livello europeo. Le sue specificità organolettiche e morfologiche sono chiaramente definite: La particolare resistenza della polpa rende questo tubero versatile in cucina. Tra le preparazioni tradizionali locali spiccano gli gnocchi di patata rossa, serviti con sughi di carne o al tartufo, le patate cotte sotto la cenere (metodo antico legato alla cultura contadina), i fritti tradizionali e le ciambelle dolci a base di patata. La Sagra e la Mostra Mercato Nata nella seconda metà del Novecento per sostenere l’economia agricola locale, la manifestazione si è evoluta in una mostra mercato completa che coinvolge produttori, artigiani e visitatori. La struttura dell’evento si articola su diverse direttrici: Escursioni e natura nell’altopiano La partecipazione alla sagra offre l’occasione per esplorare il patrimonio naturalistico circostante, a partire dal Parco Regionale di Colfiorito. Istituito per tutelare l’importante zona umida della palude di Colfiorito, il parco è un punto di riferimento per il birdwatching e l’escursionismo. Durante la manifestazione vengono organizzate o incentivate diverse attività all’aria aperta: Attività Descrizione Target consigliato Trekking al Parco della Palude Sentieri pianeggianti intorno al bacino palustre protetto Famiglie ed escursionisti Percorsi in Mountain Bike Itinerari tra i rilievi montuosi dell’altopiano Cicloturisti e sportivi Visite ai borghi storici Itinerari verso le frazioni e i castellieri protostorici della zona Appassionati di storia e archeologia Scheda sintetica del prodotto e dell’evento Elemento Dettaglio Prodotto principale Patata Rossa di Colfiorito IGP Periodo evento Fine agosto / inizio settembre Località Colfiorito (Comune di Foligno, PG) Altitudine Circa 800 metri s.l.m. Caratteristica chiave Polpa compatta, alta tenuta in cottura, ideale per gnocchi

San Lorenzo in Umbria: Calici di Stelle

La Notte di San Lorenzo, il 10 agosto, rappresenta uno dei momenti più attesi dell’estate nell’Appennino umbro. In coincidenza con il picco dello sciame meteorico delle Perseidi, l’Umbria unisce l’osservazione della volta celeste alla valorizzazione della propria tradizione vitivinicola. Attraverso l’iniziativa nazionale “Calici di Stelle”, promossa dall’Associazione Nazionale Città del Vino e dal Movimento Turismo del Vino, i borghi storici e le cantine del territorio aprono le porte a degustazioni guidate, banchi d’assaggio ed eventi culturali all’aperto. Le tappe eccellenti per le degustazioni sotto le stelle Il territorio umbro offre una varietà eccezionale di terroir e vitigni storici. Durante le serate calde di agosto, le piazze medievali e i filari di collina diventano il palcoscenico naturale per scoprire le denominazioni della regione. I grandi vitigni e i prodotti dell’Appennino La degustazione dei vini durante la Notte di San Lorenzo si inserisce in un contesto gastronomico legato alle risorse della terra e della montagna umbra. Le produzioni vinicole si affiancano ai prodotti tipici locali: Vitigno / Vino Borgo di riferimento Caratteristiche principali Abbinamento gastronomico tipico Sagrantino di Montefalco DOCG Montefalco, Bevagna Rosso potente, tannico, con note di frutti rossi e spezie Carni rosse, cacciagione, formaggi stagionati Torgiano Rosso Riserva DOCG Torgiano Blend a base Sangiovese, elegante e di grande struttura Arrosti, salumi umbri della tradizione Grechetto (DOC Orvieto / Todi) Orvieto, Torgiano Bianco minerale, fresco, con sentori di mandorla e frutta Formaggi freschi, lenticchie di Castelluccio, salumi L’esperienza di “Calici di Stelle” nei borghi dell’Umbria rappresenta così un punto d’incontro unico tra l’astronomia amatoriale, la tutela del paesaggio agrario e la cultura enogastronomica di una delle regioni più vocate d’Italia.

Montelago Celtic Festival: Guida Pratica

Il Montelago Celtic Festival è uno dei principali eventi dedicati alla musica folk e alla cultura celtica in Europa. Ogni anno, all’inizio di agosto, l’altopiano montano tra Serravalle di Chienti e la zona di Colfiorito, nelle Marche (in provincia di Macerata), si trasforma in una grande cittadella temporanea all’aperto, capace di accogliere decine di migliaia di appassionati da tutto il continente. La cornice geografica e la storia Nato nel 2003, il festival ha preso il nome iniziale dall’altopiano di Montelago, per poi trasferirsi nella più ampia piana di Taverne nel comune di Serravalle di Chienti, a breve distanza dal Parco Regionale di Colfiorito. Questa zona dell’Appennino umbro-marchigiano, situata a circa 800 metri di altitudine, offre un ambiente naturale caratterizzato da ampi spazi verdi, aria fresca e rilievi montuosi che circondano l’area dell’evento. L’organizzazione si basa su un modello eco-sostenibile volto a preservare l’equilibrio del territorio: l’intera area viene allestita temporaneamente con strutture a basso impatto ambientale e pulita scrupolosamente al termine della manifestazione. Cosa trovare al festival La programmazione del Montelago Celtic Festival copre solitamente quattro giornate consecutive e si articola in diverse aree tematiche: Come organizzare la permanenza Vivere l’esperienza del festival richiede una preparazione adeguata all’ambiente di montagna. Ecco gli aspetti chiave per organizzare il soggiorno: Informazioni di sintesi Elemento Dettaglio Location Serravalle di Chienti (MC), altopiano vicino a Colfiorito Periodo Primo fine settimana di agosto (solitamente 4 giorni) Genere Folk, Celtic rock, musica tradizionale, rievocazione Servizi Area tende/camper, bagni, docce, punto medico, navette Consiglio chiave Portare abbigliamento pesante per le ore notturne

È morto Francesco Guccini, la voce poetica dell’Italia aveva 86 anni

L’Italia saluta uno dei suoi artisti più amati e influenti. Francesco Guccini si è spento all’età di 86 anni nella sua abitazione di Pavana, il piccolo borgo dell’Appennino tosco-emiliano a cui era profondamente legato e che aveva spesso trasformato in scenario delle sue canzoni e dei suoi racconti. La notizia della scomparsa ha suscitato grande commozione nel mondo della musica, della cultura e tra migliaia di ascoltatori che per decenni hanno trovato nelle sue parole un modo autentico di raccontare la vita, il tempo che passa, le amicizie, le delusioni e le speranze di intere generazioni. Nato a Modena nel 1940, Guccini iniziò il suo percorso artistico tra insegnamento, giornalismo e scrittura, avvicinandosi gradualmente alla musica come autore di testi per altri interpreti. Negli anni Sessanta pubblicò i primi lavori da solista, dando avvio a una carriera destinata a diventare una delle più importanti della canzone d’autore italiana. Con il passare degli anni le sue composizioni si distinsero per una scrittura intensa, colta e profondamente narrativa. Brani come “La locomotiva”, “Vedi cara”, “Il vecchio e il bambino”, “Incontro”, “Autogrill”, “Canzone per un’amica”, “Cirano” e “L’avvelenata” sono diventati punti di riferimento della musica italiana, capaci di attraversare epoche diverse senza perdere forza espressiva. Guccini non era soltanto un cantautore: era un osservatore della società, un autore che sapeva mescolare ironia, malinconia, riflessione politica e memoria personale. La sua voce ruvida e inconfondibile accompagnava testi ricchi di immagini, riferimenti letterari e domande esistenziali, tanto da fargli guadagnare il soprannome di “Maestrone”. Dopo oltre quarant’anni di attività musicale, nel 2012 annunciò il ritiro dalle scene discografiche, scegliendo di dedicarsi soprattutto alla scrittura di romanzi, racconti e opere autobiografiche. Anche lontano dai concerti, continuò a essere una figura centrale della cultura italiana, spesso coinvolta in incontri pubblici, interviste e progetti editoriali. La sua morte ha generato un’ondata di ricordi e messaggi di affetto da parte di artisti, musicisti, scrittori e semplici ascoltatori. Molti hanno sottolineato come Guccini sia riuscito a dare dignità poetica alla provincia italiana, ai suoi paesaggi, alle sue osterie, ai rapporti umani e alle inquietudini quotidiane. Nei prossimi mesi verrà organizzato un momento pubblico di commemorazione per consentire a chi lo ha seguito nel corso della sua lunga carriera di rendergli omaggio. Le esequie, invece, si svolgeranno in forma riservata, secondo la volontà della famiglia. Con Francesco Guccini scompare una delle ultime grandi figure della canzone d’autore del Novecento, un artista che ha saputo trasformare esperienze personali e vicende collettive in un patrimonio condiviso di parole e musica. Le sue canzoni continueranno a essere ascoltate, studiate e cantate, mantenendo viva la voce di un autore che ha raccontato l’Italia con sincerità, profondità e straordinaria umanità.

Umbria sotterranea: la regione capovolta

Sotto le piazze rinascimentali, le cattedrali e i vicoli in pietra delle città umbre si snoda un mondo parallelo, scavato nel tufo, nella calcarenite e nella roccia d’origine vulcanica. Per millenni, le popolazioni che hanno abitato questo territorio non si sono limitate a costruire verso il cielo, ma hanno scavato in profondità per proteggersi, conservare risorse vitali, celebrare culti e persino amministrare la giustizia. Scendere nei sotterranei dell’Umbria significa compiere un viaggio a ritroso nel tempo, esplorando architetture ipogee di straordinaria ingegneria che raccontano la storia della regione da un’prospettiva del tutto inedita. Orvieto Underground: una città scavata nella rupe Il viaggio nella regione capovolta inizia a Orvieto, dove la città emersa e quella sotterranea condividono la medesima natura geologica. La rupe di tufo su cui sorge il centro storico è letteralmente traforata da un labirinto di oltre 1.200 cavità artificiali, realizzate dall’uomo nell’arco di circa 2.500 anni. Il percorso noto come Orvieto Underground svela come questo intricato sistema sotterraneo abbia risposto a esigenze pratiche e quotidiane fin dall’epoca etrusca. Camminando tra i cunicoli è possibile osservare gli antichi frantoi con grandi macine in pietra, cisterne per la raccolta dell’acqua piovana e capienti cantine scavate per la maturazione del vino, favorito dal microclima ipogeo a temperatura costante. Particolarmente suggestive sono le numerose colombare: stanze scavate lungo le pareti perimetrali della rupe, caratterizzate da centinaia di piccole nicchie quadrate utilizzate per l’allevamento dei piccioni, una risorsa alimentare fondamentale in caso di assedi. Narni Sotterranea: le prigioni e i segreti dell’Inquisizione Spostandosi verso sud, la città di Narni custodisce uno dei complessi ipogei più ricchi di storia ed emozione di tutto il Centro Italia. Scoperta casualmente nel 1979 da un gruppo di giovani speleologi locali, Narni Sotterranea si sviluppa al di sotto del complesso monumentale di San Domenico. L’itinerario ipogeo guida i visitatori attraverso spazi di diversa epoca e funzione. Si parte da una chiesa rupestre del XIV secolo, riscoperta affrescata con dipinti dedicati a san Michele Arcangelo, per poi passare al grande acquedotto romano della Formina. Tuttavia, la sezione storicamente più rilevante è rappresentata dai locali che furono utilizzati dal Tribunale dell’Inquisizione domenicana. Tra questi ambienti spiccano la stanza delle torture e la cella di detenzione, dove le pareti sono interamente ricoperte da graffiti lasciati dai prigionieri. Tra le incisioni si leggono nomi, date, simboli alchemici e messaggi di sofferenza o di protesta, incisi con unghie o con strumenti improvvisati. Tra le storie documentate vi è quella di Giuseppe Andrea Lombardini, un carcerato che rimase rinchiuso per circa novanta giorni lasciando un’articolata testimonianza simbolica prima di essere trasferito. Le cisterne romane di Amelia: capolavori di ingegneria idraulica A poca distanza da Narni, l’antica città di Ameria (oggi Amelia) offre un altro straordinario esempio di utilizzo del sottosuolo, legato in questo caso alla gestione delle risorse idriche in epoca romana. Sotto la centrale Piazza Matteotti si nasconde un imponente complesso di cisterne romane risalenti al I secolo a.C. L’opera idraulica è composta da dieci ambienti rettangolari affiancati, realizzati con la tecnica edilizia dell’opus caementicium e rivestiti internamente di intonaco idraulico (pestatesto) per garantire la perfetta tenuta dell’acqua. Le camere, perfettamente conservate, comunicavano tra loro tramite un sistema di aperture e condotte che consentiva la decantazione, la depurazione e la distribuzione dell’acqua piovana a servizio delle fontane e dei complessi termali della città emersa. Visitare questo spazio permette di comprendere l’elevato livello tecnologico raggiunto dagli ingegneri romani nel garantire l’approvvigionamento idrico di un centro urbano posto in cima a un colle. Un patrimonio di memoria custodito nella roccia Esplorare l’Umbria ipogea è un’esperienza sensoriale che combina archeologia, storia sociale ed eccezionale abilità costruttiva. Dai sistemi produttivi di Orvieto ai luoghi di detenzione di Narni, fino all’ingegneria idrica di Amelia, il sottosuolo umbro conserva intatto un racconto millenario che integra e arricchisce la bellezza dei monumenti in superficie.

Palazzo Collicola cresce: dal Ministero 150 mila euro per nuove opere

Importante riconoscimento per Palazzo Collicola di Spoleto, che ottiene un finanziamento di 150 mila euro dal Ministero della Cultura nell’ambito del PAC 2026 – Piano per l’Arte Contemporanea. Le risorse saranno destinate all’acquisizione di opere d’arte, alla produzione di nuovi progetti e alla valorizzazione del patrimonio contemporaneo, rafforzando ulteriormente il ruolo del museo come uno dei principali poli dedicati all’arte moderna e contemporanea in Umbria. Il finanziamento rientra nel programma nazionale promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea, che per il 2026 ha selezionato 29 progetti in tutta Italia, sostenendo musei, fondazioni e istituzioni culturali impegnate nella ricerca e nella promozione dell’arte contemporanea. L’obiettivo del piano è ampliare le collezioni pubbliche, incentivare nuove produzioni artistiche e favorire attività di studio, conservazione e valorizzazione delle opere recenti. Per Palazzo Collicola, il contributo rappresenta un passaggio significativo in un percorso di crescita già avviato negli ultimi anni. Il museo spoletino ha infatti consolidato una programmazione capace di intrecciare mostre temporanee, acquisizioni, attività didattiche e progetti di ricerca, attirando un pubblico sempre più ampio e rafforzando il legame tra arte contemporanea e territorio umbro. Le nuove risorse permetteranno di sviluppare ulteriori iniziative espositive e progettuali, oltre ad arricchire la collezione permanente con opere destinate a entrare nel patrimonio pubblico della città. Si tratta di un investimento che guarda non solo alla conservazione, ma anche alla capacità del museo di essere un luogo vivo di produzione culturale e di confronto con le espressioni artistiche del presente. Palazzo Collicola si conferma così una realtà dinamica nel panorama culturale italiano, capace di dialogare con artisti, curatori e istituzioni nazionali. La programmazione del 2026 ha già visto l’apertura di nuovi progetti espositivi dedicati alla scultura, alla fotografia, alla grafica e alle ricerche contemporanee, confermando la volontà di mantenere un’offerta culturale ampia e sperimentale. Il finanziamento ministeriale assume inoltre un valore strategico per Spoleto, città che negli ultimi anni sta investendo con decisione sulla cultura come motore di sviluppo e attrattività turistica. Rafforzare il patrimonio contemporaneo significa infatti creare nuove opportunità di ricerca, formazione e partecipazione, oltre a consolidare l’immagine di Spoleto come centro capace di coniugare tradizione storica e sperimentazione artistica. Con questo nuovo sostegno economico, Palazzo Collicola potrà dunque proseguire il proprio percorso di crescita, contribuendo ad arricchire il patrimonio artistico pubblico e a rendere sempre più centrale il ruolo dell’arte contemporanea nella vita culturale della città e dell’intera Umbria.

Umbria di Gusto: Sagre di Inizio Agosto

L’inizio di agosto in Umbria trasforma borghi e frazioni in palcoscenici a cielo aperto dedicati alla cultura enogastronomica. Tra piazze storiche, vicoli medievali e paesaggi collinari, le sagre tradizionali rappresentano il cuore pulsante dell’estate umbra, offrendo un viaggio autentico tra i sapori tradizionali della regione. La Torta al Testo: Il Simbolo dell’Umbria Centrale Uno degli appuntamenti principali di questo periodo è la celebrazione della Torta al Testo, uno dei piatti simbolo della cucina povera umbra. Questo pane schiacciato, cotto tradizionalmente sul “testo” (una piastra in pietra rifrattaria o ghisa riscaldata sulle brace), ha origine antiche e si trova al centro di storiche sagre estive nella provincia di Perugia, come quella celebre di Sant’Egidio, oltre a eventi dedicati nel territorio di Acquasparta. La preparazione richiede pochi elementi base: farina, acqua, sale e un pizzico di bicarbonato o lievito. Ciò che rende unica la Torta al Testo è la farcitura con le eccellenze del territorio: La Valnerina: Tartufi, Salumi e Formaggi di Montagna Spostandosi verso sud-est, lungo il corso del fiume Nera, la Valnerina offre un itinerario del gusto immerso nel verde e nelle tradizioni montane. All’inizio di agosto, i borghi di quest’area valorizzano le produzioni locali di qualità con eventi enogastronomici focalizzati sui prodotti del bosco e del pascolo. Tra le specialità protagoniste delle sagre di zona spiccano: Le manifestazioni della Valnerina abbinano alla degustazione culinaria un forte legame con il territorio naturale, permettendo ai visitatori di scoprire abbazie, parchi naturali e piccoli centri fortificati. L’Orvietano: Porchetta, Vino e Pasta Fresca Nella zona sud-occidentale della regione, l’Orvietano celebra la tavola con eventi legati alla tradizione contadina e alla viticoltura d’eccellenza. In questa area, le sagre di inizio agosto mettono in risalto la celebre Porchetta umbra, preparata con maiale intero disossato, aromatizzato con finocchietto selvatico, aglio, sale e pepe, e cotto lentamente al forno per ottenere la classica crosta croccante. Accanto alla porchetta, le tavolate dell’Orvietano propongono: Un Itinerario tra Gusto e Tradizione Partecipare alle sagre di inizio agosto in Umbria significa entrare in contatto diretto con la comunità locale. Le feste paesane sono gestite da associazioni e volontari che mantengono vive ricette tramandate di generazione in generazione, garantendo la genuinità delle materie prime e il rispetto dei procedimenti tradizionali. Attraversando la regione in questo periodo, da Sant’Egidio e dal Perugino fino alla Valnerina e alle colline dell’Orvietano, l’estate umbra offre un percorso gastronomico completo, capace di coniugare storia, cultura del cibo e accoglienza.