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Top Ganna fa la storia

Il record dell’ora ha una storia iniziata più di un secolo fa, spesso controversa e ricca di colpi di scena. Una storia iniziata 150 anni fa, che come quasi tutto nel ciclismo è stata segnata da decisioni controverse, intense rivalità e costanti ragionamenti su quale ruolo debbano avere meccanica, aerodinamica e tecnologia.

Il record dell’ora ha una storia tortuosa nella quale a momenti in cui i primati venivano battuti più volte l’anno si sono intermezzate lunghe fasi di stallo. Ma il record dell’ora non è mai davvero passato di moda. Perché sebbene gli manchi quasi tutto ciò che per molti è l’essenza del ciclismo – gli avversari, le salite, i giochi di squadra – la sua forza sta proprio nel suo essere essenziale: un ciclista che pedala, da solo, giro dopo giro, in un velodromo, su una bici senza freni e con un solo durissimo rapporto, partendo da fermo per vedere quanti metri riesce a fare in un’ora.

Si dice peraltro che l’ora pedalata a tutta velocità, accumulando centinaia di giri solitari in un velodromo, è tutt’altro che raccomandabile. «È la cosa più vicina alla morte che abbia mai provato», disse nel 2015 Jack Bobridge, che tentò, fallendo, di stabilire un nuovo record dell’ora. Perfino Merckx, che il record riuscì a farlo, disse invece alcuni minuti dopo il termine della sua prova, dopo aver ripreso fiato: «È stata l’ora più lunga della mia carriera. Non ci riproverò mai più».

Nei nostri cuori tricolori non possiamo non ricordare il record stabilito da Fausto Coppi al Vigorelli Il 7 novembre 1942, in una Milano bombardata dagli Alleati, in un velodromo praticamente vuoto, con poco allenamento e senza grande preparazione, Coppi percorse 45 chilometri e 798 metri. Il record fu poi battuto da Jacques Anquetil e successivamente dal Cannibale Eddy Merckx.

Resta nella memoria Francesco Moser. Nel 1984 a Città del Messico battè il Record 2 volte nel giro di pochi giorni portandolo a 51, 151 Km. Moser si avvalse del contributo di decine di specialisti, di tecniche e approcci che oggi sarebbero considerati illeciti e di una bicicletta particolarissima, nota soprattutto per le sue ruote lenticolari, cioè senza raggi.

Da quel momento ci fu un suseguirsi di cambiamenti regolamentari, di nuovi record di posizioni aerodinamiche diverse….fino al 2014 quando l’UCI emanò nuove e definitive regole per battere il record. Al momento, il record dell’ora è detenuto da Dan Bigham, che il 19 agosto di quest’anno ha percorso, sempre a Grenchen, 55 chilometri e 548 metri.

E ora ci ha provato il Corazziere del Ciclismo Italiano, pluricampione del mondo sia su Pista che su strada a cronometro. L’ultimo supercampionissimo italiano rimasto nel circuito dopo il ritiro di Vincenzo “Lo Squalo” Nibali. FILIPPO GANNA…..TOP GANNA …parafrasando il noto film con Tom Cruise!

È record: è storia! Filippo TopGanna sull’anello in pino siberiano di Greschen (Svizzera), ha percorso in un’ora 56 chilometri e 792 metri. Roba da far girare la testa, roba da far tremare i polsi. Cose dell’altro mondo, ma il campione di Vignone lo fa qui, davanti ai nostri occhi, increduli ed estasiati.

Gira veloce Ganna, senza esagerare, senza strafare, senza strappare; c’è da prendere misure e confidenza: soprattutto il ritmo. Parte regolare e paga un po’, consapevolmente e volutamente. Dal 55esimo giro comincia a recuperare i 3 abbondanti che ha accumulato rispetto al record di Bigham. Comincia ad alzare il ritmo, a verificare le sue condizioni e la sua gamba. Al giro numero 75 passa in vantaggio. Il rosso si trasforma in verde: via a tutta con moderazione, cercando di lasciarsi alle spalle il rischio del cut off, di quel momento in cui la luce si può spegnere all’improvviso, senza preavviso.

Nel fare il suo record, Ganna ha pedalato su una particolarissima bicicletta Pinarello con un telaio stampato in 3D e composto da una lega di alluminio, scandio e magnesio. Una bicicletta chiamata “Bolide F HR 3D” nella cui produzione ci si è ispirati, tra le altre cose, a uno studio dell’Università di Adelaide sul movimento delle megattere.

Gira veloce Filippo, inseguendo la sua ombra, per superarla e annientarla. È la storia del record dell’ora, di ogni record sportivo: si fanno i conti con l’evoluzione del mondo, con il superamento del limite, con la capacità di spostare un po’ più in là non solo la notte, ma anche i propri sogni e le proprie ambizioni. È un viaggio a fari spenti nel futuro che ci conduce nel nostro passato. Gira veloce Filippo, come Moser.

Gira veloce Filippo, non si ferma più in quel catino che si fa stadio, che si fa arena, che si fa mondo e universo. Non si ferma più questo bronzo di Riace, bello ed elegante: maestoso. Non si fermerebbe Pippo, ma è il tempo a dire che può bastare. Ma quanto dura un’ora? Gira veloce Filippo, come Ganna.

In un’ora 56,792 Km….neanche uno scooter! Il Record è tornato in Italia …il Record è tornato a un Campionissimo, Il RECORD E’ ITALIANO!